Alfonso Maruccia

Google: sul web le dimensioni contano

Un nuovo tool di Mountain View permette di verificare quanto spazio di un sito web risulta realmente accessibile alla maggioranza degli utenti web. Bastano 100 pixel fuori posto e i clic sfumano

Roma - Agli annunci piccoli e grandi di questi giorni sulla sempre frenetica attività della fucina in forze al Googleplex si aggiunge ora Browser Size, un tool che traduce in numeri quella che secondo i database di Google è (o dovrebbe essere) l'accessibilità ideale dei contenuti presentati in formato web.

Quello che fa Browser Size lo si evince abbastanza chiaramente dalla descrizione sommaria del suo funzionamento: indicando una risorsa URL qualsiasi nell'apposito campo in alto a sinistra, all'utente viene mostrata una vista in "sovrimpressione" di fasce percentuali in tinte pastello, ognuna corrispondente (da sinistra verso destra) a una specifica percentuale di utenza messa idealmente a fare surf sul contenuto totale presente nella pagina web indicata.

L'obiettivo ideale? Mettere a confronto la statistica della "web experience" tipicamente accessibile per gli utenti che navigano su Google.com con il design di siti e portali, nella speranza che sviluppatori e webmaster sfruttino Browser Size per valutare l'eventuale irraggiungibilità di elementi importanti come risorse per il download, pulsanti di interazione, feedback, ma anche offerte di supporto finanziario.
A quanto pare Browser Size non nasce da calcoli astratti ma dall'esperienza diretta di Google, che attraverso l'analisi interna si è accorta del fatto che molti utenti non riuscivano a scaricare Google Earth a causa della non facile disposizione dell'apposito pulsante, raggiungibile solo dopo opportuno scrolling del sito. Secondo Mountain View il riposizionamento del pulsante ha portato a un incremento del 10% nei download.

Alfonso Maruccia
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16 Commenti alla Notizia Google: sul web le dimensioni contano
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  • verticalmente i pixel sono contati correttamente, ma orizzontalmente parte già da circa 150 pixel.

    L'idea in sé non è male: è più intuitiva che pubblicare una semplice tabella con le risoluzioni trovate e le relative percentuali.
  • Esistono mappe dei punti più "caldi" e di quelli meno visto. Poi sta a te applicarlo al tuo sito, tenendo conto delle statistiche di accesso dei tuoi utenti. Oppure devi installare degli script di eye tracking: http://bit.ly/EyeTracking
  • IMHO mi sembrano, quella di Google e l'eye tracking, due soluzioni che lasciano un pò il tempo che trovano. Mi pare ovvio, dai risultati dell'eye tracking e dalla mappa di Google, che i punti di maggior interesse siano il alto a sinistra. Noi occidentali siamo abituati sin dall'infanzia a leggere da sinistra a destra partendo dall'angolo in alto a sinistra. Sarebbe interessante vedere i risultati, ad esempio, per i popoli di lingua araba o ebraica. Sono pronto a scommettere che i punti d'interesse maggiore saranno in alto a destra.
    non+autenticato
  • per i dementi che creano siti innavigabili come quasi tutti quelli della Pubblica Amministrazione, e mandarli a pascolare le pecore posto che riescano a fare almeno quello).

    Vale anche per i 3/4 dei siti di grandi aziende, dove devi districarti in mezzo a un caos di autogratificazione grafica e pubblicita' inutile (cazzo se sei andato su quel sito vuol dire che l'azienda la conosci gia', o no ? e allora non spaccarmi i maroni con la pubblicita' come prima e principale cosa) prima di trovare quello che realmente ti serve (ad esempio l'aggiornamento firmware di un accrocco o il manuale di un altro o le caratteristiche tecniche di un terzo).

    Mauro
  • Il concetto alla base va benissimo, ma questa webapp è veramente l'ennesima min*hiata. Strano che sia firmata Google: non ha alcun tipo di interattività o di valore aggiunto. Bah!
  • Credo invece che questo Browser Size sia una sintesi ottima di ciò che viene chiamata Ergonomia

    Un sito deve avere una sua ergonomia per poter essere visitato e ben consultato dagli utenti.

    E fare un sito web ergonomico non è facile.

    E la difficoltà aumenta quando il sito deve essere in multilingua dove hai il problema di come avviene la lettura in alcuni paesi del mondo (in occidente si legge da sinistra a destra, in arabia da destra a sinistra, in alcune province cinesi o in giappone stesso anche dall'alto verso il basso o viceversa).

    Insomma io non starei tanto a scrivere commenti da utonti come quelli che ho letto fin'ora per il solo gusto di darsi un tono. Studiate bene l'articolo e il suo background che ci guadagnate in culturaOcchiolino

    cosi ci si pensa due volte a dire che una iniziativa è una "minchiata"Sorride

    saluti
    non+autenticato
  • Guarda ribadisco con fermezza quanto ho detto. Non ho definito minchiata il concetto e le teorie alla base della web apps, ma quello che fa.
    Chi fa i siti internet in modo professionale (o blog template) queste cose le deve avere "interiorizzate" senza bisogno di una sorta di layer mask del genere.
    Ok per l'immagine... ma se vogliamo approfondire è il caso di parlare di eyetracking e ti percorsi visivi.

    Se "browser size" lo avesse fatto Ciccio Bombolo, e non Google, lo avrebbero affossato di insulti!
  • Secondo me invece è uno strumento utilissimo. Sapere che il xx % dei visitatori del mio sito vedrà, senza scroll di nessun tipo, il banner o l'immagine o il link che voglio mettere in home o in una qualunque pagina del sito che sto disegnando non mi sembra poi una "minchiata".

    Ma chi scrive questi commenti ha mai lavorato nel mondo del web? E se si, da quanto tempo e con quali risultati?
    non+autenticato
  • Io ci sono da qualche mese, se vai sul mio omonimo sito trovi abbastanza informazioni, oppure cerca pure su google.
    Lo strumento proposto è uno strumento statico, non è che cambia da sito a sito. Alla fine un layer di photoshop, o un qualsiasi pgn andrebbe bene. O addirittura un plugin per firefox.
    E' uno strumento banale... fatti uno screenshot e sei apposto. Agli esordi (prima del 2000...) la religione era "720x576", qualcuno ne ricorda il significato?

    Oggi il discorso è ben più complesso, senza contare che il target del sito (argomento/focus di distribuzione) definisce in modo esplicito gli spazi a disposizione.
  • - Scritto da: merlinox
    > Ok per l'immagine... ma se vogliamo approfondire
    > è il caso di parlare di eyetracking e ti percorsi
    > visivi.

    Sapete se esiste qualche servizio che fornendo un’immagine o l’indirizzo di un sito fornisca un’heatmap con la stima dei punti osservati?
    Non sarà qualcosa di tanto affidabile quanto fare veri test con telecamere a infrarossi ecc, ma potrebbe essere un aiuto veloce.
    Teo_
    2640
  • - Scritto da: Teo_
    > Sapete se esiste qualche servizio che fornendo
    > un’immagine o l’indirizzo di un sito fornisca
    > un’heatmap con la stima dei punti
    > osservati?

    E come fa?Sorride

    Se metti Google Analytics sul sito e aspetti qualche mese, ti fa la mappa del sito con le heat maps dei link cliccati e quindi, presumibilmente, più visibili o almeno più interessanti per gli utenti del tuo sito.

    Bye.
    Shu
    1232
  • - Scritto da: Shu
    > - Scritto da: Teo_
    > > Sapete se esiste qualche servizio che fornendo
    > > un’immagine o l’indirizzo di un sito fornisca
    > > un’heatmap con la stima dei punti
    > > osservati?
    >
    > E come fa?Sorride

    Basandosi sui risultati delle osservazioni reali e sul alcune regole da infilare negli algoritmi.
    Potrebbero esserci variabili per gli elementi quali: colore, contrasto, posizione, dimensione, entropia intorno all’oggetto, ecc.
    Guardando un sito, un poster o una fotografia mi faccio già un’heatmap basato sulle mie conoscenze di usabilità, ma se fossero intrecciate con migliaia di altri test e magari regole basate su studi recenti, sarebbe uno strumento in più.

    > Se metti Google Analytics sul sito e aspetti
    > qualche mese, ti fa la mappa del sito con le heat
    > maps dei link cliccati e quindi, presumibilmente,
    > più visibili o almeno più interessanti per gli
    > utenti del tuo
    > sito.

    Sì quello già lo faccio. Mi sarebbe comodo avere qualche strumento più in fase di progettazione per andare più a colpo sicuro.
    Teo_
    2640
  • - Scritto da: merlinox

    > Il concetto alla base va benissimo, ma questa
    > webapp è veramente l'ennesima min*hiata. Strano
    > che sia firmata Google: non ha alcun tipo di
    > interattività o di valore aggiunto.

    La più grande "min*hiata" è che non considera minimamente il modo in cui è costruito il sito.

    Banalmente, se centri un sito largo 960px e lo guardi a 1920x1080, il fantomatico 99% è completamente bianco, perché è il margine sinistro. Ci rientra a malapena il logo del sito.Con la lingua fuori

    Più in dettaglio, se hai un sito con due css: uno per cellulari e uno per PC, ti fa vedere solo quello per PC (a meno di non andarci col cellulare).
    Se ne hai uno che, tramite float css, si adatta alla larghezza dello schermo, di nuovo questo servizio serve a poco.

    Tanto vale mettere la web toolbar su Firefox e fare le varie prove di risoluzione da soli.

    Bye.
    Shu
    1232
  • D'accordissimo.
    non+autenticato
  • Se spostare un pulsante ha incrementato così tanto il download allora la maggior parte della gente è utonta... Triste che amarezza
    non+autenticato
  • ma purtroppo è la gente, utonta, superficiale, o come ti pare di chiamarla, che deve venire a vedere il tuo sito, quindi che ti piaccia o meno devi aggiustarlo per renderlo accessibile dai suddetti.
    Mi sembra comunque una scemenza la distribuzione statistica delle risoluzioni così come indicata da google, secondo le statistiche del mio sito (non quello del mio profilo, ma quello "professionale") i browser (mobili compresi) che girano su schermi con risoluzione inferiore alla xga non arrivano neppure al 3% del totale.
    Ormai poi anche gli smartphone cominciano ad avere risoluzioni strepitose... non dovrebbero proprio più esistere display di pc sotto i 1024 pixel orizzontali.