Giorgio Pontico

Oracle sale, Palm stabile

Oracle va oltre le più rosee aspettative così come il mercato dei PC. Palm fatica invece a trovare spazio fra RIM e Apple

Roma - In attesa del verdetto dell'antitrust europeo circa l'acquisizione di Sun, Oracle ha pubblicato una trimestrale che presenta risultati sopra le aspettative dei dirigenti, che esultano di fronte al 5,1 per cento di aumento del valore delle azioni nella giornata di ieri: "Finalmente la gente sta tornando a comprare - ha dichiarato il presidente Safra Catz - non ci sono stati grossi movimenti ma stiamo assistendo seriamente ad una ripresa".

Il Q3 di Oracle ha significato per il secondo più grande produttore di software al mondo un guadagno netto del 13 per cento, tradotto in cassa in quasi un miliardo e mezzo di dollari. L'azienda di Redwood ha totalizzato 5,87 miliardi di dollari dalle vendite dei suoi prodotti: un incremento del 3,3 per cento che fa sicuramente ben sperare per il futuro. Secondo gli analisti questo trend dovrebbe manteneresi almeno per la prossima frazione dell'anno finanziario.

Se dalla UE arriverà poi il benestare alla fusione con Sun, Oracle dovrebbe vedere crescere ulteriormente i propri introiti di 1,5 miliardi di dollari, confermando un ottimo andamento generale dovuto anche alle 54 acquisizioni portate a termine negli ultimi cinque anni.
A conferma di queste prime avvisaglie di ripresa del mercato, vi è una crescita generale del 2,3 per cento del settore computer, trascinato da 33,5 per cento in più fatto registrare dai portatili. In tutto sarebbero state vendute più di 291 milioni di unità: una quantità che potrebbe crescere di altri 40 milioni entro la fine del 2010 superando i 300 milioni di PC commercializzati in 12 mesi.

Meno bene è andata invece a Palm e ai suoi Pre e Pixi: i 783mila esemplari venduti in quest'ultimo periodo fiscale hanno significato una crescita del 41 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008, ma anche un calo del 5 per cento rispetto al primo quarto del 2009. Per il CEO Jonathan J. Rubinstein non è affatto il caso di cospargersi il capo di cenere: "Siamo all'inizio di una lunga corsa" ha commentato.

Impegnata in un confronto serrato con le rivali RIM e Apple, Palm negli ultimi mesi ha lasciato per strada 85,4 milioni: una perdita contenuta rispetto ai 508,6 milioni bruciati nel Q3 del 2008. In controtendenza invece i proventi delle vendite: superando le previsioni degli analisti di Wall Strett Palm ha incassato 302 milioni di dollari.

Giorgio Pontico
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