Claudio Tamburrino

UK: Google, vecchio mio, devi pagare!

Il Guardian e il leader Liberal Democratico attaccano BigG: eviterebbe di pagare le tasse traghettando gli introiti in Irlanda. Da Mountain View si difendono

Roma - Solo due cose non si possono evitare: una di queste è pagare le tasse, che nonostante tutto continuano a perseguitare seguire Google in numerosi paesi: d'altronde, trattandosi di una multinazionale, le vie (finanziare) che prendono i soldi al suo interno sono meno evidenti di una normale società, più difficile da verificare la portata delle sue uscite e delle sue entrate in ogni Stato in cui opera.

Stavolta è il Guardian ad accusare nel Regno Unito Google di aver evaso le tasse sulle sue entrate fiscali: BigG devierebbe le entrate pubblicitarie alla sua sede in Irlanda, dove le imposte aziendali si aggirano tra il 10 e il 25 per cento, molto meno del 28-30 per cento di quelle britanniche. Che significa per Google un risparmio di oltre 700 milioni di sterline.

Tale pratica è chiamata "transfer pricing", ed è una pratica comunemente utilizzata dalle multinazionali consistente nel registrare le spese in Paesi con alte tassazioni e le entrate in Paesi con tasse inferiori: solitamente è tollerata dalle autorità.
Tuttavia le cifre su cui opera BigG hanno fatto storcere il naso agli osservatori del Regno Unito e in particolare sollevato le critiche di Vince Cable, leader dei Liberal Democratici. Che accusa Mountain View di mancanza di responsabilità sociale.

Google ha dichiarato che "è sbagliato considerare tutte le entrate dalla pubblicità effettuati in UK come il risultato di operazioni portate avanti localmente: investiamo in R&S, centri dati e altre infrastrutture utili su base mondiale e che quindi concorrono alle entrate in differenti Paesi". BigG contribuirebbe inoltre all'economia del Paese con gli stipendi dei suoi 770 impiegati, con i contributi e le altre tasse versate. Inoltre la sede di Dublino è il quartier generale europeo di Mountain View, quindi è normale che lì finiscano le entrate provenienti da altri Paesi, non solo dunque dal Regno Unito.

Il piano su cui si sta combattendo questa battaglia è però quello dell'immagine: riferendosi al Don't be evil di Google, Vince Cable ha minacciato BigG di rischiare di perdere in immagine persistendo in tale atteggiamento in un clima così cupo per l'economia britannica. Attaccando anche sulle donazioni: troppo poche le 5.662 sterline da parte di Google UK per potersi considerare buona. E sulla donazione si basa anche la nuova campagna, in particolar modo diretta ai clienti di Google AdSense e AdWords, e che sottolinea i 20 milioni di dollari destinati da Mountain View alla beneficenza.

Claudio Tamburrino
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9 Commenti alla Notizia UK: Google, vecchio mio, devi pagare!
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  • é libero finché conviene?
    Che l'UK abbassi la tassazione facendo concorrenza all'Irlanda!
    MeX
    16902
  • Ho ricevuto l'email di Google e mi ha fatto molto piacere, peccato che non ci sia nessuna associazione a cui mi piaceva donare tipo Amref, Emergency, Unicef, ecc.
  • Non capisco una cosa: si pagano le tasse nel paese di residenza, si pagano le tasse sul lavoro svolto in altri paesi, si pagano le tasse sulle tasse...
    La soluzione migliore sarebbe quella di pagare le tasse solo ed esclusivamente nel paese di residenza, non importa se stai lavorando in Burundi, in Italia, in UK o in USA.
    Se sei residente in Italia paghi in Italia.
    Se sei residente in USA paghi in USA.
    Se sei residente in UK paghi in UK.
    Capisco che ogni Stato voglia campare sui soldi che prendi lavorando nel loro territorio o anche a casa tua ma per loro cittadini, però se tutti gli Stati prendessero la loro parte allora non sarebbe neanche più conveniente andare a lavorare all'estero.

    Poi se uno si cambia residenza ogni volta che si sposta anche per mezza giornata allora sono affari suoi, se glie lo permettono.
    Wolf01
    3342
  • > La soluzione migliore sarebbe quella di pagare le
    > tasse solo ed esclusivamente nel paese di
    > residenza, non importa se stai lavorando in
    > Burundi, in Italia, in UK o in
    > USA.

    però i servizi/incentivi/altro li richiedi dove risiedi o dove lavori/vendi?
  • - Scritto da: Wolf01
    > La soluzione migliore sarebbe quella di pagare le
    > tasse solo ed esclusivamente nel paese di
    > residenza, non importa se stai lavorando in
    > Burundi, in Italia, in UK o in USA.

    Non potrebbe mai funzionare perché tutti trasferirebbero la propria residenza o quella della propria azienda alle isole Cayman, a Montecarlo, a Panama o in altro paradiso fiscale... continuando però a vivere e a lavorare altrove.

    Di norma bisogna pagare le tasse nel Paese dove si lavora ed è giusto che sia così, escludendo il problema di stabilire una residenza fiscale per chi lavora in giro per il mondo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Furbo Ingenuo
    > Non potrebbe mai funzionare perché tutti
    > trasferirebbero la propria residenza o quella
    > della propria azienda alle isole Cayman, a
    > Montecarlo, a Panama o in altro paradiso
    > fiscale... continuando però a vivere e a lavorare
    > altrove.
    Perchè non è forse già così? O mi sfugge qualcosa?

    > Di norma bisogna pagare le tasse nel Paese dove
    > si lavora ed è giusto che sia così, escludendo il
    > problema di stabilire una residenza fiscale per
    > chi lavora in giro per il mondo.
    E allora non si pagano le tasse su quello che si è guadagnato all'estero e sul quale si sono già pagate le tasse all'estero.
    O questo o quello, se guadagno 1000 non posso pagare 200 in UK e altri 160 sugli 800 che restano in Italia, cosa mi resta poi?
    Ci credo che fanno bene ad evadere le tasse.
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > - Scritto da: Furbo Ingenuo
    > > Non potrebbe mai funzionare perché tutti
    > > trasferirebbero la propria residenza o quella
    > > della propria azienda alle isole Cayman, a
    > > Montecarlo, a Panama o in altro paradiso
    > > fiscale... continuando però a vivere e a
    > > lavorare altrove.
    > Perchè non è forse già così? O mi sfugge qualcosa?

    Ti sfugge che non è così. O almeno non è così semplice come dici tu.
    Lo prova il fatto che sulle nostre carte d'identità c'è scritto che siamo residenti in Italia. Lo prova il fatto che in questo Paese, rispetto all'Europa, abbiamo un'altissima percentuale di imprese e partite IVA. Ogni tanto qualcuno ci prova, ma prima o poi gli arriva un accertamento con l'accusa di esterovestizione.


    > O questo o quello, se guadagno 1000 non posso
    > pagare 200 in UK e altri 160 sugli 800 che
    > restano in Italia, cosa mi resta poi?
    > Ci credo che fanno bene ad evadere le tasse.

    Errore. Esistono accordi internazionali per evitare la doppia tassazione. Naturalmente da questi accordi sono esclusi quei pochi Paesi a tassazione privilegiata o considerati tali.

    La direzione in cui sta andando il mondo occidentale è quella di far sparire il sommerso, è solo questione di tempo, vedrai che già tra dieci anni sarà molto difficile/costoso riuscire a eludere/evadere le tasse. Per pagare meno tasse bisognerà rassegnarsi al trasferimento all'estero.
    non+autenticato
  • G va in Irlanda per pagare meno tasse, mentre le glorie nazionali U2 sono emigrate in NL per lo stesso motivo... chi è il più furbo del reame?A bocca aperta
    Funz
    13017
  • Chi si fa beccare
    Wolf01
    3342