Chi si fionda sui siti militari?

Pare che masse di utenti internet stiano tentando in queste ore di visitare i siti dell'esercito americano e di agenzie militari britanniche. Rischiando di mandarli in tilt

Roma - Lo sanno bene i newsmagazine online che in queste ore sarebbero stati presi d'assalto dagli utenti internet desiderosi di rimanere aggiornati minuto dopo minuto su quanto sta accadendo in Iraq. Non lo sapevano, invece, i gestori di alcuni importanti siti istituzionali americani e britannici.

A quanto pare, infatti, siti come quello dell'esercito americano (www.army.mil), tradizionalmente piuttosto veloci nel fornire le pagine, mentre scriviamo appaiono molto lenti ed è stato confermato da un portavoce della US Army che vi sono effettivamente difficoltà dovute al fatto che moltissimi utenti stanno accedendo a quelle pagine.

In condizioni analoghe si trovano anche numerosi altri siti americani, come quello dei Marines (www.usmc.mil), nonché siti britannici, in particolare la sezione del sito dell'Home Office dedicata al terrorismo (www.homeoffice.gov.uk/terrorism/).
Mentre i provider di mezzo mondo monitorano la crescita del traffico, dunque, i siti di informazione, anche italiani, si sono attrezzati in queste ore per tentare di ridurre i problemi che potrebbero essere causati da una straordinaria affluenza sui propri server. E questo sebbene qualcuno abbia segnalato ieri di aver avuto problemi ad accedere al sito dell'Ansa.
TAG: mondo
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