Luca Annunziata

CES2010/ L'infermiere elettronico

Un dispenser di farmaci che tiene sotto controllo il paziente. Pensato per rendere indipendenti gli anziani, e alleggerire il carico sociale dell'invecchiamento della popolazione

CES2010/ L'infermiere elettronicoLas Vegas - Stephen Axelrod, il CEO di TabSafe, è anche un dottore: specializzato in medicina d'urgenza e con 30 anni di pratica alle spalle, nella sua esperienza (e nelle statistiche) i medicinali sono un problema non da poco nei pronto soccorso di tutto il mondo. In una chiacchierata fatta davanti alla nuova versione del suo apparecchio, presentata durante questo CES, spiega a Punto Informatico che oltre che un dramma sul piano umano, l'overdose o la cattiva somministrazione di farmaci costituisce anche una voce di spesa importante per l'assistenza sanitaria e le famiglie dei degenti: un problema che, in tutto l'Occidente, si va facendo più serio con l'invecchiamento della popolazione.

la macchina TabSafeLa storia, da questo punto di vista, è sempre la stessa: le migliorate condizioni di vita nei paesi come gli USA, l'Italia o il Giappone, garantiscono un aumento dell'aspettativa di vita. Cambiano dunque le patologie dominanti il panorama dell'assistenza medica, con i problemi della terza età che sempre di più si impongono all'attenzione dei dottori. Axelrod, dopo aver fondato e venduto un'azienda specializzata nella fornitura di prodotti medici per gli anziani, ha voluto rivolgere la sua attenzione alla somministrazione dei farmaci: unendo la sua esperienza di medico a quella di un team di ingegneri ha dato vita alla macchina che dà anche il nome alla sua azienda.

Il funzionamento di TabSafe è semplice: la macchina base prevede quattro "dischi" da caricare con le pillole, e si programma (online) per dispensare diverse medicine a orari precisi. Può essere anche istruita a ricordare di effettuare operazioni come il controllo della pressione o della glicemia, un'iniezione di insulina, informazioni che poi si provvede a fornirle e che la macchina inserisce in uno storico. Se alle scadenze prestabilite il paziente non preleva il farmaco dal dispenser, la macchina (che è collegata a Internet tramite un modem integrato, e che non necessità di una connessione a banda larga per funzionare) tenta prima di contattare il paziente stesso, e poi passa ad avvertire i numeri pre-impostati: familiari, infermieri ecc.
Un'altra funzione molto interessante riguarda i medicinali della categoria degli analgesici o simili: spesso, nei pazienti con patologie croniche, la presenza di dolore causa un continuo ricorso al farmaco che si ritiene in grado di alleviare la sofferenza. Il rischio tangibile, in questo caso, è l'overdose, che per alcune sostanze può essere pericolosa. Con TabSafe si può tentare di scongiurare questa eventualità: i medicinali sono sotto chiave nella stiva del dispositivo, che provvede a erogare il prodotto solo secondo i protocolli decisi dal medico. Ovvero, se ho appena assunto un tranquillante o un derivato della morfina, dovranno trascorrere alcune ore prima che l'apparecchio accetti di fornirmene un'altra dose.

un avviso sul display di TabSafe


Secondo Axelrod, il vantaggio di una soluzione di questo tipo è duplice: innanzi tutto si garantisce il rispetto della terapia prescritta da parte del paziente, a prescindere dalla sua capacità di tener traccia dell'assunzione o di organizzare il suo tempo attorno ai propri bisogni medici. In secondo luogo, la presenza di uno storico riguardante le assunzioni dei farmaci e il rispetto delle scadenze consente di valutare l'impatto delle terapie: "Se il mio cardiologo - spiega - non è in grado di stabilire se la pillola per l'ipertensione che mi ha prescritto io l'abbia assunta o meno, rischia di aggiungere altri farmaci che potrebbero causare conseguenze disastrose".

l'interno di TabSafe"Parliamo di milioni di dollari spesi ogni anno per l'ospedalizzazione di pazienti colpiti da overdose da farmaci - continua Axelrod - per non parlare dei costi di assistenza agli anziani": a Punto Informatico Axelrod riporta esempi di ogni tipo, come quello di una famiglia che aveva deciso di ricoverare una donna (ex manager di successo colpita da ictus, che ne aveva inficiato la capacità mnemonica) in una casa di cura per garantirle la corretta somministrazione dei farmaci, ma che con l'ausilio della sua macchina hanno potuto riportarla a casa, risparmiando oltre 2mila dollari al mese e garantendole una vita più serena nella propria abitazione.

Un risparmio tangibile, secondo Axelrod, che si trasforma anche in un vantaggio sociale: diminuisce il carico ospedaliero per l'assistenza geriatrica, migliora la condizione psicologica dei pazienti che possono restare presso il proprio domicilio mantenendosi indipendenti. E anche i familiari possono tirare il fiato, sollevati dal gravoso compito di verificare il rispetto di terapie che possono farsi complesse: così come, oltre che per gli anziani, avviene nel caso di malattie come l'HIV, che impongono protocolli estremamente articolati per l'assunzione dei farmaci, e che possono venire scanditi nel corso della giornata dai bip e dagli allarmi di TabSafe.

i dispenser con le pillole del TabSafe


Il costo della macchina, 700 dollari nella versione base più 10 dollari al mese per l'abbonamento al servizio da remoto, non sono neanche proibitivi rispetto ad altre soluzioni come l'avvio dell'anziano a una casa di cura: Axelrod spiega che la loro macchina non è coperta dalle assicurazioni sanitarie USA, ma che il suo costo al limite può anche essere dilazionato in rate mensili con formule analoghe ai leasing che si utilizzano per le auto. La macchina viene prodotta e assemblata negli USA e, anche se per il momento non ci sono in programma escursioni all'estero, non è escluso che in futuro l'azienda non possa decidere di farsi strada anche sul mercato internazionale.

Nei piani di TabSafe ci sono comunque già altre novità in cantiere: se la versione 2010 del prodotto è stata rivisitata soprattutto sul piano estetico per renderla più adatta al contesto casalingo, in programma ci sono innanzi tutto l'integrazione di un modulo wireless per collegare il dispositivo alla centrale senza bisogno di cavi telefonici, e soprattutto l'introduzione di chip RFID. Oggi, infatti, la macchina necessita di essere "caricata" di pillole a mano, ma nella visione di Axelrod un tubetto di pillole taggato verrà riconosciuto dalla macchina e il svuotato del suo contenuto che verrà inserito automaticamente nei dischi per la somministrazione dosata.

Luca Annunziata
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9 Commenti alla Notizia CES2010/ L'infermiere elettronico
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  • Si puo caricarlo con sigarette e bottiglie di birra? Cosi ogni tanto ti ricorda che devi fare una fumatina e una sbevazzata A bocca aperta
    Sarebbe niente male, me lo piazzo di fianco al monitor, cosi non faccio piu manco la fatica di alzarmi, grande!
    non+autenticato
  • > grande!
    Sssiiiiii siii!! Dai che escono le mod per il firmware!


    "Un dispenser di farmaci che tiene sotto controllo il paziente"
    Praticamente uguale al il medico della mutua!
    non+autenticato
  • MI dispiace, ma proprio non condivido il titolo dato all'articolo. L'attività dell'infermiere non si limita alla somministrazione dei farmaci. E' un po' come se un ingegnere informatico si occupasse solo di scrivere software...
    non+autenticato
  • Ti rendi conto dell'ironia, vero?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo codardo
    > Ti rendi conto dell'ironia, vero?

    Forse volevi scrivere "Ti rendi conto dell' italica ironia, vero?"

    Occhiolino
    non+autenticato
  • Come fa a controllare se sono instillati o meno? E anche con il resto delle pillole, c'è sempre il rischio che l'anziano le prelevi dalla macchina ma non le assuma!
    Molti casi di scarsa compliance infatti non sono legati a "dimenticanze", per quello basterebbe una bel cellulare dotato di organizer con preimpostati degli allarmi agli orari canonici con indicati i medicinali da assumere (costo praticamente zero e alla portata di qualunque familiare se non dello stesso anziano), ma al fatto che l'anziano percepisce la cura come fastidiosa! Non dobbiamo dimenticare che molti farmaci hanno effetti collaterali significativi... possono indurre sonnolenza, al contrario possono indurre insonnia, ancora possono aumentare la necessità di urinare... possono dare "pesantezza" di stomaco ecc...
    Nelle malattie croniche quali ad esempio l'Ipertensione spesso l'anziano non percepisce alcun beneficio dall'assunzione del farmaco, ma ne sente bene invece gli effetti collaterali.... la riprova? Spesso il farmaco lo assume solo quando sà di dover fare la visita medica...
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Come fa a controllare se sono instillati o meno?
    > E anche con il resto delle pillole, c'è sempre il
    > rischio che l'anziano le prelevi dalla macchina
    > ma non le
    > assuma!

    Efficienza=Quale % di morti può sopportare il nostro business?
    Efficacia=Non garantisce profitti. Mai sentita nemmeno citare.

    Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: zi_o_zio
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > Come fa a controllare se sono instillati o meno?
    > > E anche con il resto delle pillole, c'è sempre
    > il
    > > rischio che l'anziano le prelevi dalla macchina
    > > ma non le
    > > assuma!
    >
    > Efficienza=Quale % di morti può sopportare il
    > nostro
    > business?
    > Efficacia=Non garantisce profitti. Mai sentita
    > nemmeno
    > citare.
    >
    > Ciao

    Quoto. Le obiezioni di Enjoy with Us mi paiono molto sensate, e ,sfortunatamente, anche il cinismo di zi_o_zio ...
    Io appena noto un "oggetto elettromedicale", lo guardo subito con sospetto.. (e poi eventualmente magari mi ricredo).. non di rado si notano trastulli -costosissimi- dai risultati mediocri/superflui/inutili ..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Come fa a controllare se sono instillati o meno?
    > E anche con il resto delle pillole, c'è sempre il
    > rischio che l'anziano le prelevi dalla macchina
    > ma non le
    > assuma!
    Succede spesso nella mia esperienza con anziani, infatti.

    > Molti casi di scarsa compliance infatti non sono
    > legati a "dimenticanze", per quello basterebbe
    > una bel cellulare dotato di organizer con
    > preimpostati degli allarmi agli orari canonici
    > con indicati i medicinali da assumere (costo
    > praticamente zero e alla portata di qualunque
    > familiare se non dello stesso anziano),
    Già pensatoci, ma funzionerebbe solo se l'anzaino è abbstanza lucido da rispondere all'allarme.meglio allora un piano tipo NOI 2 col proprio gestore e l'allarme fallo suonare sul prorio cellulare quando si è fuori,lonrtano dall'anzianom semi abile e poi telefonargli per ricordargli di prendere il farmaco. Non dimentichiamo che se l'anziano e (almeno abbastanza) cosciente, il rapporto umano pure a distanza ne rafforzo lo spirito colaborativo e lo induce a prender il farmaco.

    ma al
    > fatto che l'anziano percepisce la cura come
    > fastidiosa! Non dobbiamo dimenticare che molti
    > farmaci hanno effetti collaterali
    Propio vero è fastidiosa, petulante un avera rottura. E' qui che il rapporto umano subentra e vincente. Figuriamoci quale calore umano può dare una macchina dipsenser di medicine.


    > Nelle malattie croniche quali ad esempio
    > l'Ipertensione spesso l'anziano non percepisce
    > alcun beneficio dall'assunzione del farmaco, ma
    > ne sente bene invece gli effetti collaterali....
    > la riprova? Spesso il farmaco lo assume solo
    > quando sà di dover fare la visita
    > medica...
    Oppure se c'è qualcuno che amorevolmente gli ricorda di prenderlo. Torno a ripetermi: il rapporto umano. Il freddo contatto con una macchina, per quanto efficiente, non induce l'anziano lascaito solo con essa a collaborare, salvo forse occasioni particolari e limitate nel tempo: mio nipote-figlio-marito al ritorno dal viagetto mi dimostreà ancora di più il suo affetto se vedrà che ho preso tutte le brave medicine (per es.).
    non+autenticato