L'
eDGe ha
due schermi, quello LCD da 10,1 pollici (1024x600) e quello e-ink da 9,7 (1200x825), monta anche lui Android ed è touch su tutti i display. Di memoria ne ha 4 gigabyte (3 disponibili), per il momento niente 3G ma al WiFi e Bluetooth presenti in tutti gli altri dispositivi fin qui descritti aggiunge pure porte USB (due) e slot SD. Tutto quanto detto per Alex riguardo la collaborazione tra gli schermi vale anche in questo caso, con l'aggiunta di alcune considerazioni sulla possibilità di sommare anche i video MP4 al novero dei contenuti visualizzabili (o ascoltabili nel caso di MP3 e compagnia).
L'aggiunta di uno stilo ai possibili input rende gradevole anche
l'ipotesi di studiare con eDGe: si può sottolineare il libro, prendere appunti a margine del foglio o a parte dentro un'altra applicazione. Lo stesso si può fare anche sullo schermo a colori, utilizzando il quale ovviamente si riduce l'autonomia che invece può superare le 16 ore. Quello di enTourage è un prodotto ibrido, più ingombrante e pesante della concorrenza ma con qualche attitudine in più che vale la pena avere a bordo se si intende sfruttarla: volendo può anche svolgere contemporaneamente il ruolo di e-reader e di netbook, così da infilare in borsa un solo dispositivo invece di due (con tutti i vantagli e gli svantaggi del caso).

Se invece non si hanno velleità di questo tipo, ma si vuole solo un prodotto in grado di far leggere, gli apparecchi si fanno tutti volere bene: i vari Cybook di
Bookeen sono compatti e ben rifiniti (la nuova versione in arrivo sul mercato è sottilissima), colorati quanto i Cool-ER di
Coolreader (altra azienda britannica, paese molto attivo assieme a Taiwan in questo settore) ed entrambi con all'attivo una
bella fornitura di titoli, prezzi inferiori ai 250 euro (per Cybook si dovrebbe scendere sotto la soglia dei 200 entro poche settimane) e titoli anche in italiano presenti o in arrivo.
Da evitare accuratamente quelli con schermo LCD (quasi tutti di produzione cinese), che limitano la durata della batteria drasticamente e non sono neppure lontanamente leggibili come gli apparecchi con e-ink.
L'unico problema di questi prodotti è che sembrano poco maturi: funzionano tutti, ma
non si differenziano di molto per quanto riguarda l'interfaccia e le funzionalità, sembra di rivivere gli albori della telefonia mobile o dell'era del MP3. I tempi di aggiornamento dell'inchiostro elettronico sono tutto sommato equivalenti, anche grazie al fatto che la maggioranza (Kindle compreso) monta analoghi chip Freescale, con qualche eccezione di rilievo come l'eDGe che monta Marvell (senza comunque differenze significative nel risultato). Le interfacce più intriganti per il momento sembrano offrirle QUE ed eDGe.

Da "sconfiggere", infine, c'è l'andazzo del mercato: al momento pare che non ci siano indicazioni definitive sugli esiti che avrà la questione del marketplace, con ciascun produttore che si industria a mettere in piedi accordi commerciali per costruire la propria piattaforma e con nessun tipo di (apparente)
interoperabilità con la concorrenza. Così come l'MP3 lo è stato per la musica, il formato definitivo che pare affermarsi sugli e-reader è l'epub, con qualche deviazione per la strada del PDF e del TXT: un valore questo che potrebbe contribuire alla unificazione del mercato, ma che al momento in mancanza di un leader visionario (come lo è stata Apple con iPod e iTunes) stenta a decollare. Anche perché i prezzi, nonostante non ci siano di mezzo carta e distribuzione, non si staccano da quelli dei libri tradizionali.
In definitiva, quella dell'e-reader assomiglia al momento alla rivoluzione a metà dei netbook del 2009: se ne venderanno molti, ma trattandosi della prima ondata di un mercato ancora alle prime battute potrebbero esserci alcuni vizi di gioventù che saranno corretti in futuro. Oggi Intel
costruisce marketplace per i netbook che montano Linux, proprio per completare la piattaforma e l'ecosistema in cui sono inseriti i piccoli laptop che montano Atom, e lo fa dopo che la sbornia del mini-notebook è stata smaltita e ci si è cominciati a porre il problema di cosa farci davvero con questi mini-PC.
L'impressione è che l'e-reader definitivo non abbia ancora fatto il suo debutto: tanto vale restare alla finestra ancora un po', se non si va di fretta, per capire dove tutto questo fermento andrà a parare.
Luca Annunziata