Avatar, odissea nel percepibile

Un viaggio oltre la proiezione. Dai brividi indotti degli anni '50 al 3D stereoscopico di Cameron. Lo scrittore di s/f intervista il professionista dei VFX per immergerci nelle malìe del kolossal più preannunciato del decennio

M.G.: E qui ti vogliamo. Avatar si inserisce senza dubbio nel filone del cinema esperienziale, sensoriale: che sapore lascia in bocca? Perché lo definiresti un evento epocale, se ci dici che in fondo si impiegano sempre le stesse tecniche e gli stessi software di animazione, colorazione, postproduzione eccetera?
P.S.: Prima qualche cenno di trama: Avatar è ambientato nel 2154, su un pianeta chiamato Pandora, molto simile alla Terra, da cui dista 44 anni-luce, per dimensioni e forme di vita. La compagnia interplanetaria terrestre RDA vuole conquistare questo mondo per le ricchezze del sottosuolo, soprattutto per un particolare minerale chiamato Unobtainium, che genera forti campi magnetici. Pandora è ricoperto da foreste pluviali con alberi alti fino a trecento metri ed è abitato da creature di tutti i tipi, tra cui degli umanoidi senzienti chiamati Vi, alti tre metri e ricoperti da una pelle blu striata come le tigri. L'atmosfera su Pandora non è respirabile dagli esseri umani, che hanno sviluppato geneticamente una sorta di ibrido tra umano e Vi, ovvero l'avatar. Pertanto, un uomo può controllare un avatar collegandovi il proprio sistema nervoso. Entrato in una sorta di coma ed attraverso la coscienza, riesce ad utilizzarlo come estensione del proprio corpo per infiltrarsi nella popolazione dei Vi. Il protagonista, il marine Jake Sully (Sam Worthington), diventa così sempre più empatico con la popolazione invasa dagli umani e alla fine dovrà scegliere da che parte stare.
Al di là di qualsiasi discorso tecnico sulla qualità del design, della regia, della sceneggiatura e degli effetti visivi, nonché delle nuove tecnologie impiegate, si esce dalla proiezione di Avatar con la sensazione netta di avere appena concluso un'esperienza corporea e sensoriale mai provata prima d'ora, sperimentando un brusco ritorno alla realtà del quotidiano non appena si riaccendono le luci della sala. Avatar è un film in cui la meticolosa programmazione di ogni singola azione, dai movimenti di macchina all'animazione in computer-grafica, contribuisce a rendere la sua visione qualcosa di realmente mai fruito in nessuna altra pellicola della storia. A parte l'enorme lavoro in computer-grafica 3D realizzato in Maya di Autodesk e Photoshop di Adobe, il compositing in Shake di Apple e Nuke di The Foundry, oltre all'impiego di numerosissime soluzioni proprietarie per la simulazione dei capelli, della vegetazione, dei fluidi e della dinamica dei corpi rigidi e soffici, Avatar è addirittura rilasciato in stereoscopia.



M.G.: E, in pratica, com'è possibile "illudere" il nostro occhio sulla terza dimensione in un film?
P.S.: Il 3D stereoscopico è basato sul principio di catturare due distinte immagini tramite due telecamere o cineprese accoppiate, dette camere stereoscopiche, i cui obiettivi sono posizionati l'uno accanto all'altro alla distanza interpupillare media dell'essere umano. Le immagini vengono poi proiettate facendo in modo che le riprese girate con la camera sinistra siano viste solo dall'occhio sinistro, mentre quelle filmate con la camera di destra restino visibili dall'occhio destro. In fase di proiezione stereoscopica si utilizzano ovviamente due proiettori, il primo per il filmato riservato all'occhio sinistro, il secondo quello per l'occhio destro.
Nella configurazione del sistema più semplice, chiamata della polarizzazione lineare, si applicano due filtri polarizzati ad entrambi i proiettori per fare in modo che le due immagini raggiungano l'occhio corretto. Un proiettore possiede un filtro polarizzante la luce nel senso verticale e l'altro proiettore un filtro polarizzante la luce in senso orizzontale.
M.G.: E gli occhialetti?
P.S.: Gli occhiali polarizzati indossati dagli spettatori sono costruiti con il preciso scopo che la lente relativa all'occhio sinistro lasci passare solo la luce polarizzata nel senso orizzontale; la lente relativa all'occhio destro, invece, farà passare solo la luce polarizzata nel senso verticale: la sommatoria della proiezione stereoscopica comporta una percezione di profondità derivante dalle differenti visioni tra l'occhio sinistro e l'occhio destro. Quando le due immagini coincidono sullo schermo, si ha la sensazione che l'oggetto sia posizionato sullo schermo, mentre con le due immagini "spostate" l'una rispetto all'altra, gli occhi tendono a convergere per fonderle in un'unica visione, meglio conosciuta come fusione stereoscopica.

M.G.: Finalmente svelata la stregoneria. Però questa tecnica è stata impiegata anche per Coraline o L'Era Glaciale 3D: bei film, ma non mi sembra che tu li definisca tutti pietre miliari che segnano progressi epocali nella Settima Arte. Cosa fa di Avatar una rivoluzione?
P.S.: Cameron per Avatar ha fatto molto di più: ad esempio, ha sviluppato una camera digitale totalmente nuova, la RCS, Reality Camera System. Una delle problematiche che ha sempre afflitto i realizzatori di effetti visivi è stata l'impossibilità di far vedere in tempo reale al regista e agli attori la loro reale integrazione con gli elementi aggiunti in post-produzione, anche mesi dopo l'azione girata dal vivo.
In passato, si è posto parziale rimedio mostrando artwork, schizzi, bozzetti, modellini provvisori, persino alcune referenze visive posizionate sul set, come accaduto durante la lavorazione del primo Hulk (diretto da Ang Lee nel 2003), nella quale in teatro di posa era presente una testa del gigante verde montata su un bastone, allo scopo di far capire agli interpreti dove guardare e quali sarebbero state le reali dimensioni.
Successivamente, Robert Zemeckis ha girato Polar Express (The Polar Express, 2004), Beowulf (2007) ed ora A Christmas Carol dopo avere sviluppato con la Sony Pictures Imageworks una tecnologia chiamata Imagemotion per il performance motion-capture system, in grado di catturare le movenze del corpo degli attori, viso compreso, sia allo scopo di visualizzarli in anteprima all'interno di un set virtuale, sia per collezionare dati da utilizzare nei successivi modelli 3D da animare in seguito.
L'innovazione introdotta in Avatar è invece la Reality Camera System, un sistema di ripresa appositamente progettato che consiste in due cineprese digitali ad alta definizione affiancate che riprendono contemporaneamente la stessa immagine ma con due prospettive leggermente diverse, così da simulare la visione da parte dei due occhi della vista umana e quindi coglierne anche le informazioni di profondità. Ciò ha permesso sia al regista che al direttore della fotografia di coreografare l'azione e la composizione di tutte le inquadrature del film bilanciando con la massima accuratezza oggetti e personaggi di quinta, in campo medio e lungo, con il risultato di avere ottenuto del girato con quell'assoluto ed avvolgente effetto di tridimensionalità che caratterizza tutto il film. Ambienti, creature, veicoli, sfondi, esplosioni, traccianti ed animazioni sono invece nate sfruttando i tool disponibili anche commercialmente o soluzioni proprietarie interne a ciascuno degli studi che hanno lavorato ad Avatar, quali Weta Digital, Industrial Light & Magic, Framestore, Hybride, Buf, Look! Effects ed altre ancora.

M.G.: Insomma, secondo te nessuno meglio di James Cameron ha saputo sfruttare al meglio le nuove tecnologie per dare vita alle sue ossessioni.
Terminator 2P.S.: Vedrete voi stessi! In fondo, è quello che ha sempre fatto, dallo Pseudopod di The Abyss del 1989 al Terminator modello T-1000 di metallo liquido nel sequel Terminator 2 - il giorno del giudizio del 1991 (Terminator 2: Judgment Day) fino ai segreti nascosti negli abissi in Titanic. Si è ispirato, ha adattato, inventato, creato ex novo.
Chi ricorda il coloratissimo, estroso ed incompreso Flash Gordon di Mike Hodges (1980), ma anche gli anime giapponesi di Leiji Matsumoto come Uchu senkan Yamato: Kanketsuhen (in inglese Final Yamato, del 1983) ha già nella memoria i continenti e le isole sospese nel cielo come sul pianeta Pandora in Avatar. Ma non sono importanti il senso di déjà vu o gli stereotipi, quanto la capacità del regista canadese di far immedesimare il pubblico in una storia di fanta-ecologia con risvolti romantici, bellici, esplorando il mistero delle dinamiche organiche naturali e del loro rapporto con la scienza e con i suoi prodotti.
Anche la scoperta di "nuovi mondi e di nuove civiltà", del resto, l'aveva tentata qualcuno in televisione già negli anni '60. Cameron però, dal canto suo, ha capito quando sarebbe stato il momento giusto per fare la stessa cosa, innescandovi un cambiamento veramente epocale del visibile, del "percepibile".

Mario Gazzola
Autore del romanzo "Rave di Morte"
www.posthuman.it

Nei prossimi giorni, sempre in collaborazione con Pierfilippo Siena, ulteriori approfondimenti sulla realizzazione di particolari scene di Avatar
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130 Commenti alla Notizia Avatar, odissea nel percepibile
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  • lo andrò a rivedere in 2D.

    Basta 3D, per quanto mi riguarda. Colori sbiaditi e disturbi di visione dovuti al fatto che nello stesso fotogramma ci sono "oggetti" 3D e 2D. Se focalizzi l'oggetto in primo piano in 3D, lo sfondo appare sdoppiato, e viceversa.

    Lo vado a rivedere in 2D se non altro per gustarmi i bellissimi colori di questo film, ammazzati dagli occhiali 3D.
    ruppolo
    31286
  • Curiosità tecnica: usavi occhiali polarizzati o LCD?
    non+autenticato
  • Non vorrei sbagliarmi ma credo che la tecnologia attuale per le proiezioni in 3d faccia uso di occhiali a cristalli liquidi e non di occhiali a lenti polarizzate, maggiori informazioni le potete trovare su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Stereoscopia#Occhiali...

    Ciao
    non+autenticato
  • Ma non sono a termo-dissoluzione?
    non+autenticato
  • a questo filmetto quanto dura su pi?

    non levano il trafiletto da giorni. ci sarà ben altro che un filmetto da mettere su pi.
    non+autenticato
  • alla faccia del filmetto!
    Non mi pare sia un filmetto e la tecnologia usata invece è tanta

    Grazie a Punto invece! Sono appassionato di effetti 3d e ho scoperto lati oscuri di cui NESSUN altro sito parla Sorride
    non+autenticato
  • Ma il 3D è di destra o di sinistra?

    Che cosa ci farà Berlusconi quando avremo tutti la tv 3D?

    Inzomma, come il treddì cambierà le nostre vite?A bocca aperta

    Per capirlo vediamo una rassegna stampa dei prossimi anni...

    **********************************

    Assuefazione da 3D? Gli esperti concordano: 'La THSDVAFHCMDD (THree Dimension Stereoscopic Vision AssueFation Hyper Compulsive Maniacal Depressive Disorder) è una vera e propria malattia come tutte le altre che abbiamo inventato'

    Boldi-De Sica in 'Vacanze di Natale in 3D' a dicembre 2011. Recensione su cinepanettoniamo.it: L'ultimo film dei Vanzina si preannuncia con contenuti del tutto nuovi. Teaser:
    'Er 3D lo famo mejo de Cameron!!!'
    'Chi l'è Camerun, n'estracumunitario?'
    'Ma che stai AD, er più grande regista del monno, quello de Avatarre, Taitanic. Aho ma lo sai che semo cinema d'essè?'
    'Ueee ghè 'l dessert!'
    'Ma che hai capito, d'essè, famo cinema d'autore, come Fellini, Kubrick...'
    'Ah ce l'avevo anch'io da piccolo!'
    'Che..?'
    'Il cubo di cubric'
    'Er cubo di Kubrick...ma lo vedi che sei un rozzo bauscia, aspè...anvedi quella che bocce che c'ha, me la stereoscopicherei tutta, aho'
    A Natale nei migliori cinema!

    Campagna antipirateria. On. Carlucci: 'Chi pirata il 3D paghi il doppio'. Editoriale di Feltri: 'Occhio per occhio'

    Minzolin su Raiuno 3D esalta l'innovazione del governo: 'Il premier ha portato l'Italia in una nuova dimensione'

    Bondi: 'Divino Berlusconi, Silvio iperspaziale, Illuminata visione, Avatar celestiale...'

    Di Pietro: 'Ma che ci azzecca Berlusconi in tre dimensioni, come se in due non ci bastava, ma mi faccia il piacere mi faccia'

    Spettacolo di Grillo in 3D, sul palco spacca un plasma da 50" urlando: VAFFANCULO IL 3D!!!

    Papa Ratzinger: 'Qvesta nuofa teknologia stereoscopika, zia al zervizio dell'uomo, e non zia ztrumento di pertizione...'

    Inchiesta di Avvenire: 'Il 3D farà diminuire o aumentare le nascite?'

    Replica di Luttazzi: 'Chi fa da sè, fa per 3D'

    Crozza a Ballarò: 'Ma perchè Maroni porta sempre gli Xpand 101?' 'Comunque, grazie al 3D, anche Fassino ha acquisito spessore'

    Tremonti: 'Non potevamo pvevedeve gli effetti pevvevsi che l'avvneto del tveddì avvebbe avuto sulla manovva del govevno'

    Berlusconi alla convention del PdL in 3D indossa gli occhialetti azzurri e dichiara: 'Da oggi, gli argomenti delle mie avvenenti ministre saranno ancora più convincenti!'. E' polemica.

    Commento di Rosy Bindi: 'Premier appiattito sulle sue posizioni'

    Cicchitto invita a chiudere un occhio, Bonaiuti: 'Berlusconi è una macchina da lavoro, nessuno come lui si sforza per il paese'

    Articolo di Travaglio 'Balle Spaziali': 'Si, lasciamolo lavorare, come l'altra volta quando mostrò una lista di impegni piena di veline, dev'essere molto duro lo sforzo del premier stereoscopico...'

    Replica di Sallusti: 'Che c'entra Berlusconi con le veline?'

    Replica di Berlusconi: 'Sono stato frainteso, è la sinistra che ci vede doppio'

    Fuorionda di Fini: 'A Berlusconi non servono gli occhialini per avere le allucinazioni'

    Annozero, vignetta di Vauro: 'Arriva Berlusconi in 3D!' 'Più mal di testa per tutti!'


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    (NB Trattasi di fiction, ogni riferimento a fatti o personaggi reali è puramente casuale!)
    non+autenticato
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