Giorgio Pontico

Il MIT inventa il replicatore di cibo

Mescola ingredienti e crea nuovi sapori. Secondo i suoi creatori non avrà rivali. Quando lo costruiranno, si intende

Roma - Non si tratta ancora di quel replicatore tanto caro agli aficionado di Star Trek, capace di trasformare l'energia in qualsiasi cosa desiderata dal Kirk di turno. Quello teorizzato da due studenti del Massachussets Institute of Technology (MIT) è una sorta di miscelatore di cibi ipertecnologico che, sfortunatamente, non è in grado trasformare ammassi di materia inerte in gustose pietanze.

Il processo di preparazione di Cornucopia, questo il nome del progetto, parte da una serie di contenitori simili a shaker per cocktail posizionati al di sopra di quella che sembra essere la camera di cottura: un sistema di tubi controllato dall'utente dovrebbe permettere a quest'ultimo di decidere quali ingredienti mescolare e in quali quantità.

Cornucopia
Marcelo Coelho e Amit Zoran, questi i nomi dei due ricercatori del Fluid Interface Group del MIT che hanno realizzato il concept del progetto, hanno spiegato che questa sorta di "stampante gastronomica" consentirà di seguire l'iter degli ingredienti durante la lavorazione e determinare le informazioni nutrizionali di qualsiasi piatto si voglia preparare. Con buona pace delle ricette e del fantomatico "quanto basta".

Giorgio Pontico
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24 Commenti alla Notizia Il MIT inventa il replicatore di cibo
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  • Direi che questo può essere assimilato ai rudimentali sintetizzatori di cibo visti in Star Trek Enterprise.
  • Scusate per le maiuscole ma quando ci vuole ci vuole. Basta concept qualunque idiota di designer su internet per farsi pubblicità fa un concet di qualunque cosa!!! Ce ne sono a decine e tutti di solito richiedono tecnologie ben al di la del fantascientifico. Nessuno viene mai e poi mai realizzato! allora perchè perderci tempo sopra! LA maggioranza è fatta solo per pubblicità e nessuno ha intenzione di realizzarli veramente!! Prima di pubblicare qualche foto stillosa e 2 righe di stupidaggini su quello che farà o non farà questo o quel gadget almen bisognerebbe informarsi sulla serietà di chi fa il concept sulle probabilità che venga realizzato e sulle possibilità che ci sono di vederlo in vendita. Poi se volete fare una galleria di concpt fantascientifici fate pure ma almeno riuniteli in un articolo solo e scriveteci "fantasie irrealizzabili di design"!

    Scusate lo sfogo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Invasore
    > Scusate per le maiuscole ma quando ci vuole ci
    > vuole. Basta concept qualunque idiota di designer
    > su internet per farsi pubblicità fa un concet di
    > qualunque cosa!!! Ce ne sono a decine e tutti di
    > solito richiedono tecnologie ben al di la del
    > fantascientifico. Nessuno viene mai e poi mai
    > realizzato! allora perchè perderci tempo sopra!
    > LA maggioranza è fatta solo per pubblicità e
    > nessuno ha intenzione di realizzarli veramente!!
    > Prima di pubblicare qualche foto stillosa e 2
    > righe di stupidaggini su quello che farà o non
    > farà questo o quel gadget almen bisognerebbe
    > informarsi sulla serietà di chi fa il concept
    > sulle probabilità che venga realizzato e sulle
    > possibilità che ci sono di vederlo in vendita.
    > Poi se volete fare una galleria di concpt
    > fantascientifici fate pure ma almeno riuniteli in
    > un articolo solo e scriveteci "fantasie
    > irrealizzabili di
    > design"!
    >
    > Scusate lo sfogo

    E che sfogo!!!, quoto basta a ste minchiate dai titoli fuorvianti!!!
    non+autenticato
  • piu che un replicatore mi sembra una "nouvelle cousine"(quella giocattolo) per nerd!
    non+autenticato
  • Dici? A me invece sembra un disperato tentativo di fare pubblicità all'aria fritta.
    non+autenticato
  • Anche questa può produrre oggetti commestibili (di cioccolato, o di formaggio):

    http://fabathome.org/wiki/index.php?title=Fab%40Ho...

    E questa ti fa oggetti di zucchero:

    http://candyfab.org/
    non+autenticato
  • TITOLO: il MIT inventa il replicatore di cibo
    Prima riga dell'articolo: "Roma - Non si tratta ancora di quel replicatore tanto caro agli aficionado di Star Trek, capace di.... "

    Ma mettere titoli che corrispondano all'articolo, fa cosi' schifo?

    Pontico, sai dove dovresti andare? Di sicuro a fare un corso di giornalismo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito

    > Pontico, sai dove dovresti andare? Di sicuro a
    > fare un corso di
    > giornalismo.


    ROTFL! E poi i replicatori li usava Picard, non Kirk.
    non+autenticato
  • E da quando ai corsi di giornalismo insegnano che i titoli li fanno gli articolisti?Sorride
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > E da quando ai corsi di giornalismo insegnano che
    > i titoli li fanno gli articolisti?
    >Sorride

    in questo caso però il titolo non c'entra veramente nulla... e poi scusa, ma una boiata del genere potevate anche ignorarla! Sorride Più che del MIT, è degna degli inventori di Portobello (per chi se li ricorda).
    non+autenticato
  • Un chiaro segno che MIT = Portobello Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > E da quando ai corsi di giornalismo insegnano che
    > i titoli li fanno gli articolisti?
    >Sorride

    ah, perche' adesso i titoli li fanno i responsabili di redazione? Ma "responsabili de che"? Marchettari, io li chiamerei.

    comunque ok, PI resta quello che era, nonostante il cambio degli articolisti.
    non+autenticato
  • cioè? dai dai, facciamo un flame che oggi a Roma si gela!A bocca aperta

    da che mondo è mondo, come ci insegna Gaia, i titoli li DEVONO fare altri rispetto agli articoli: così che rispecchino quello che l'articolo dice, non quello che pensa l'articolista

    è così in tutte le redazioni del mondo eh

    è così a PI da eoni
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > cioè? dai dai, facciamo un flame che oggi a Roma
    > si gela!
    >A bocca aperta
    >
    > da che mondo è mondo, come ci insegna Gaia, i
    > titoli li DEVONO fare altri rispetto agli
    > articoli: così che rispecchino quello che
    > l'articolo dice, non quello che pensa
    > l'articolista
    >
    > è così in tutte le redazioni del mondo eh
    >
    > è così a PI da eoni

    Ok, non conosco le regole di pubblicazione, per cui, va bene, il titolo non lo fa l'articolista, diamo assodato questo fatto come regola (che non condivido ma accetto). In questo caso, MI SCUSO con Pontico, ed indirizzo la mia reprimenda al creatore del titolo.

    Ora pero', per favore, rispondi a questa domanda: secondo te QUESTO titolo rispecchia il contenuto di QUESTO articolo? Secondo me no ma sono pronto ad ascoltare le tue motivazioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > i titoli li DEVONO fare altri rispetto agli
    > articoli: così che rispecchino quello che
    > l'articolo dice, non quello che pensa
    > l'articolista

    Non per fare il precisino, ma il titolo non rispecchia proprio per niente quello che dice l'articoloCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • E cosa fa quella macchina se non "replicare" ricette?
    Come funzionerebbe il replicatore di Star Trek? Ovviamente combinando molecole (atomi?) in una struttura coerente con un cibo. Semplicemente, questo apparecchio MIT lo fa a livello macroscopico, quello a livello microscopico.

    Senza contare che, come insegnano i veterani e come si può leggere su un libro arcinoto come Professione Giornalista di Sergio Lepri, i titoli vanno creati appellandosi a figure e concetti chiari e noti ai più: in questo caso c'è di mezzo un concetto mostrato in TV e al cinema da Star Trek, ovvero la sintetizzazione del cibo attraverso il mescolamento non di ingredienti ma di materiale primario, in una miscela accettabile per il palato.

    Il MIT, soggetto e ente straconosciuto: è il politecnico più importante del mondo, quindi chiariamo di cosa si parla, ovvero tecnologia e scienza.

    Inventa, ovvero studia un prototipo o come in questo caso un progetto.

    Il replicatore di cibo, che è la funzione dell'oggetto e che l'informatico/ingegnere/appassionato medio collega subito a Star Trek.

    Se avessi scritto: in massachusset lavorano a Cornucopia, nessuno avrebbe capito di cosa si parla.

    Così mi pare che sia molto più chiaro. E se pure leggessi solo il titolo saprei che si parla di MIT, di tecnologia e di cibo. In chiave futuristica.
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > E cosa fa quella macchina se non "replicare"
    > ricette?

    beh, allora anche mia mamma e' una replicatrice di ricette.

    Un mio amico e' proprietario di un oggetto (con le dimensioni di un tostapane) che "caricato" con acqua, farina, sale e lievito provvede ad impastare, lasciar lievitare ed infine cuocere del pane.
    E' questo un "replicatore" di pane? no, e' una macchina che applica una sequenza preordinata di azioni per produrre un cibo, sempre e solo quello.

    > Come funzionerebbe il replicatore di Star Trek?
    > Ovviamente combinando molecole (atomi?) in una
    atomi, atomi.
    > struttura coerente con un cibo. Semplicemente,
    > questo apparecchio MIT lo fa a livello
    > macroscopico, quello a livello microscopico.

    Dissento. Il "replicatore" nella finzione fanstascientifica parte da "materia prima" elementare: ossigeno, azoto, idrogeno, etc e produce un prodotto finito con grande varieta' di scelta, questo "scatolo" del MIT e' un miscelatore di materia prima complessa, concettualmente e' come il "cuocitore" di pane sopracitato, semplicemente piu' complesso.
    e per me "replicaore" e "miscelatore" sono cose diversissime.

    > Senza contare che, come insegnano i veterani e
    > come si può leggere su un libro arcinoto come
    > Professione Giornalista di Sergio Lepri, i titoli
    > vanno creati appellandosi a figure e concetti
    > chiari e noti ai più: in questo caso c'è di mezzo

    che una differenza, secondo me, tra "figure e concetti chiari" ed "estrema semplificazione rasentante la faciloneria".

    CUT

    > Se avessi scritto: in massachusset lavorano a
    > Cornucopia, nessuno avrebbe capito di cosa si
    > parla.

    Ed ecco trovato l'autore del titolo.

    > Così mi pare che sia molto più chiaro. E se pure
    > leggessi solo il titolo saprei che si parla di
    > MIT, di tecnologia e di cibo. In chiave
    > futuristica.

    Mi sembra strano che tu, Annuziata, che hai letto il sopracitato testo arcinoto di giornalismo, non sia in grado di coniugare precisone e chiarezza nella creazione dei titoli.

    Chiudo dicendo che non e' la prima volta che giungono critiche sulla poca affinita' tra titolo ed articolo, e che la gente che ha scritto qui non ha detto (adesso semplifico io) "che titolo chiaro e preciso" ma "che razza di titolo del menga e'?"

    Auspico (ma ormai non ci spero piu') che questo ti faccia riflettere per la futura qualita' dei titoli che farai.
    non+autenticato
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