Mauro Vecchio

Microsoft: IP per soli sei mesi

Redmond accontenta l'Unione Europea, che aveva chiesto ai motori di ricerca di abbassare la soglia massima della data retention. La nuova policy sarà implementata entro 18 mesi affinché sia sicura per gli utenti

Roma - La deadline era stata fissata per la fine di questo mese e Microsoft ha deciso di effettuare la sua mossa con una decina di giorni d'anticipo. I vertici di BigM hanno così rispettato il termine ultimo fissato in precedenza dalle autorità dell'Unione Europea, che avevano fatto pressione sui principali search engine del web affinché si adeguassero in fretta alle leggi sulla data retention del Vecchio Continente.

Il gigante di Redmond ha dunque mostrato ufficialmente l'intenzione di adeguarsi alle raccomandazioni del gruppo di lavoro Articolo 29, ovvero la speciale commissione che affianca l'UE nelle questioni che attengono alla privacy e ai dati personali dei cittadini. Dati personali come gli indirizzi IP associati alle interrogazioni degli utenti ai motori di ricerca, che si tratti di Bing, Google o Yahoo!.

Il nucleo del gruppo di lavoro Articolo 29 aveva espresso la seria raccomandazione di mantenere il periodo di data retention al di sotto dei sei mesi di tempo. Come suggerito già nel 2008, i giganti del search avrebbero dovuto conformarsi, per evitare di entrare in pesante conflitto con le leggi europee a tutela della privacy dei netizen.
Yahoo! aveva ridotto la sua fase di data retention a 90 giorni, seguita da Google che l'aveva dimezzata da 18 a 9 mesi. Mountain View è rimasto tuttavia l'unico colosso del mondo del search a superare in maniera sostanziale la soglia massima consentita dall'Unione Europea. Proprio perché recentemente Microsoft ha annunciato che rientrerà nei ranghi con i sei mesi stabiliti dalla direttiva UE.

La nuova policy - come ha spiegato John Vassallo, vicepresidente di BigM per gli affari in Europa - verrà definitivamente messa in atto dopo un periodo che andrà tra i 12 e i 18 mesi. Un periodo che potrebbe apparire piuttosto lungo, ma ritenuto necessario dallo stesso Vassallo per assicurarsi che tutto sia tecnicamente sicuro e soprattutto testato in ogni maniera possibile.

In pratica, l'obiettivo di Microsoft sembra essere quello di assicurare agli utenti un bilanciamento perfetto tra tutela della privacy e sicurezza dei servizi. E di sicurezza aveva parlato anche Peter Fleischer, responsabile della privacy a Mountain View: nove mesi di data retention sarebbero più che giusti per rendere il search di BigG immune da cyberattacchi e frodi elettroniche.

Mauro Vecchio
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