Alessandro Del Rosso

Acer e i portatili che piacciono a Greenpeace

Svelati due notebook ultraleggeri da 13 pollici prodotti con materiali dall'elevata riciclabilità e biodegradabilità. I due laptop promettono inoltre di fornire fino a 8 ore di autonomia

Roma - Acer ha presentato due notebook che hanno già ricevuto le lodi dell'organizzazione ambientalista Greenpeace. I due portatili, gli Aspire 3811TZ e 3811TZG con schermo da 13,3 pollici, si distinguono non soltanto per l'elevata efficienza energetica del loro hardware, ma anche e soprattutto per il fatto di essere quasi interamente costruiti con materiali riciclabili e biodegradabili.

Acer Aspire 3811TZAcer afferma che i materiali di cui sono composti i suoi notebook "a impatto zero" non contengono né plastiche a base di PVC (PolyVinyl Chloride), le quali non sono biodegradibili e rilasciano nell'ambiente sostanze tossiche, né i ritardanti di fiamma a base di bromo (BFR), considerati anch'essi altamente dannosi per l'ambiente.

"Le caratteristiche chimiche del PVC e dei BFR possono generare, in fase di smaltimento dei prodotti che ne fanno uso, sostanze tossiche come le diossine e i furani" ha spiegato Acer in un comunicato. "Di conseguenza, l'eliminazione di PVC e BFR dai prodotti di Acer contribuirà a proteggere il nostro ambiente dall'avvelenamento causato dall'elettronica di consumo".
Oltre ad essere privi di sostanze altamente tossiche, Acer afferma che i suoi portatili sono altresì fabbricati con materiali facilmente riciclabili. Il design modulare dei nuovi sistemi consentirebbe inoltre agli utenti, inclusi quelli meno esperti, di sostituire facilmente tutti i componenti vitali del portatile.

I nuovi Aspire sono stati progettati anche per minimizzare i consumi energetici: entrambi i modelli sono certificati Energy Star 5.0 e, secondo Acer, assorbono fino al 40 per cento in meno di energia rispetto ai notebook tradizionali, fornendo fino ad 8 ore di autonomia.

Al cuore dei notebook verdi di Acer c'è la piattaforma a basso consumo Intel CULV, la stessa alla base degli altri ultraportatili della line Timeline a cui 3811TZ e 3811TZG appartengono.

PC World fa notare che, nonostante la grande attenzione all'ambiente dimostrata con i suoi nuovi Aspire, Acer appare in ritardo nei suoi piani di conversione ai materiali "verdi": la testata americana sostiene infatti che, nel 2005, Acer promise di eliminare completamente dai suoi prodotti PVC e BFR entro il 2009.

Alessandro Del Rosso
3 Commenti alla Notizia Acer e i portatili che piacciono a Greenpeace
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  • E' una cosa che ho notato spesso negli ultimi tempi: i nomi dei composti chimici sono riportati in inglese nonostante abbiano una traduzione italiana (qui: cloruro di polivinile).
    Certo, si fa meno fatica e c'è meno rischio di commettere errori, ma si da l'impressione di sciattezza e di ignoranza scientifica.

    Non è solo PI, eh, è una tendenza generale... pare che ci sia persino una legge che impone l'inglese nella lista dei componenti dei prodotti chimici in vendita.
    Funz
    12979
  • Greenpeace non ha emesso alcun comunicato ufficiale con il quale sponsorizza marche particolari o produttori specifici di computer o altro.
    Il vostro modo di scegliere i titoli denuncia la vostra inesistente serietà di giornalisti. Non dite che è una specie di antonomasia, perchè potevate usare "verdi" o "ecologisti" senza connotare una associazione specifica.
    Non siete giornalisti seri ANCHE per questi motivi.
    non+autenticato
  • Hai parlato con greenpeace?
    Io ho parlato con uno dei responsabili che stila la lista delle aziende IT verdi che viene redatta trimestralmente, e mi anticipava che questi computer Acer in uscita erano interessanti.

    Insomma sono in grado di confermare la notizia personalmente. Basta?Sorride

    L

    (edit: mancava un verbo)
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    Modificato dall' autore il 20 gennaio 2010 09.39
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