Claudio Tamburrino

Samsung e Rambus, pace fatta per 900 milioni

Le licenze dovute per l'utilizzo dello standard DRAM rappresentavano il pomo della discordia. Ora le due sembrano anche intenzionate ad avviare una collaborazione duratura

Roma - Samsung e Rambus hanno raggiunto un accordo che pone fine a tutte le controversie relative al portafoglio brevetti della seconda e al loro impiego nei prodotti dell'azienda coreana: un'operazione che costerà complessivamente 900 milioni di dollari, ma che coprirà interamente le licenze per l'utilizzo dello standard DRAM.

Il produttore di semiconduttori pagherà a Rambus 200 milioni subito e royalty pari a 25 milioni a quadrimestre per 5 anni (cifra che dal 2011 potrà variare proporzionalmente alle vendite dei prodotti Samsung), per un totale di 700 milioni più l'impegno ad acquistare 200 milioni in azioni Rambus.

L'accordo, che così spalmato non genererà problemi per i bilanci Samsung, è stato ben accolto dagli investitori: fa be sperare perché potrebbe aprire la strada ad ulteriori accordi con altre società coinvolte nelle dispute sul portafoglio brevetti Rambus. A dimostrazione di ciò, le azioni Samsung hanno guadagnato lo 0,4 per cento e sono attese in crescita, mentre Rambus ha registrato già un più 8 per cento.
Oltre all'acquisto della azioni Rambus da parte di Samsung, le due società sembrano voler instaurare un rapporto più stretto, combinando le rispettive competenze nel campo delle tecnologie di memoria: è stato così firmato un memorandum di intesa con cui le due esprimono l'intenzione di collaborare, inizialmente nel settore della grafica e delle memorie mobili, e successivamente sui server e sulle flash memory NAND.

L'accordo dovrebbe nei prossimi mesi escludere Samsung dai procedimenti che la vedono contrapposta a Rambus, ma i processi dovrebbero andare avanti dal momento che impegolate con Rambus ci sono anche Hynix e Micron: nei loro confronti nulla è cambiato.

Claudio Tamburrino
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