mafe de baggis

NoLogo/ L'intrattenimento dal basso

di Mafe De Baggis - Che differenza c'è tra blog e Twitter? E tra Twitter e un social network? Tanto, alla fine, tutto fa brodo: e magari ci si paga la merenda

Roma - Non tutti hanno voglia, tempo o competenze per scrivere un lungo post. Quasi tutti hanno voglia, tempo e competenze per cazzeggiare insieme ai propri amici. Il fenomeno degli UCG - User Generated Content, contenuti generati dagli utenti - nato con i blog ed esploso con il microblogging, va a mio parere splittato in due parti: una piccola parte sono i "content" veri e propri, cioè materiali di interesse permanente nel tempo e a prescindere da chi li scrive. La maggior parte degli UCG invece possono meglio essere definiti come UGE, User Generated Entertainment, e cioè contenuti (testuali, fotografici, video) interessanti nel momento in cui vengono prodotti e soprattutto in relazione alla persone che li produce, dalle connotazioni quindi decisamente più sociali che editoriali.

Dire che sui blog e nei social network circoli soprattutto fuffa è una tautologia: la conversazione è sempre un misto di informazioni personali, chiacchiere, cazzeggio e una minimissima parte di approfondimento. E vorrei ben vedere.

L'affermarsi del microblogging, consistente quasi esclusivamente in "status update", brevissime informazioni su cosa sto facendo o pensando, allarga ulteriormente la base di persone che possono esprimersi usando la Rete, anche qui con due usi principali: una minoranza che li usa editorialmente, a fini informativi, artistici, espressivi, e una maggioranza che li usa socialmente, come segno della propria presenza in vita rivolta soprattutto agli amici.
È vero che una telefonata è più gradita, ma è anche vero che non posso chiamare ogni giorno più volte al giorno i miei amici per dire loro le minuzie della vita quotidiana rilevanti, solo perché chi le racconta è una persona cara. Ben lontano dall'uccidere i blog, il microblogging gli restituisce invece tempi e respiro di approfondimento, dimostrando la sua vera natura che è più editoriale che sociale.

I blog, insieme ai forum, continuano a essere l'ossatura delle conversazioni tematiche della Rete, ma non fanno più notizia: fanno invece ancora molto traffico (tutti insieme). Anche in Italia, ebbene sì: non è un caso che Liquida, che indicizza a oggi più di 22mila blog (per un totale di più di tre milioni di post) lanci proprio in questi giorni un network di affiliazione pubblicitaria rivolto ai blog con almeno 30.000 pagine viste al mese (quindi non esattamente letto solo dai tuoi compagni di classe).

Quanti siano questi blog non è dato saperlo, ma a questo punto lo scopriremo presto: possiamo fin d'ora considerarli ibridi tra i social media e i media tradizionali, con l'unica e sostanziale differenza di non aver bisogno di un editore per produrre fatturato vendendo pubblicità.

Mafe de Baggis

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17 Commenti alla Notizia NoLogo/ L'intrattenimento dal basso
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  • In effetti non so se questo articolo sia di per sé utile. Ma è come i culetti lines: asciutto e pulito.

    E a ME personalmente servirà quando devo, in due secondi, dire "come funziona" questa tal faccenda o quella tal'altra del "mondo internet".

    e quindi grazie: per me questo è UGC, non UGE.

    Detto questo devo dire che molte persone che conosco mescolano le proprie conversazioni come hai detto e lo stesso fanno con i propri BLOG (no microblog, no social) : 10 post di cazzeggio, 1 post TECNICO.
    Quel post tecnico diventa spesso uno dei preferiti di qualche altro utente: perché li dentro ci sono informazioni e soluzioni, anche se sia sopra che sotto c'è un post su cheppalle e su domaniceprovocoquella.

    :)

    Grazie Mafe.
    non+autenticato
  • secondo me avete passato troppo tempo ad aggiornare il vostro status su questi $siti_cazzata invece che a parlarvi con persone vere.

    già mi frega poco del facciabuco, figuratevi quanto possa essere interessante sapere tutte le microcacate giornaliere che la gente sola scrive su twitter.

    fatevi una vita.
    non+autenticato
  • FECEbook per me esiste solo come mezzo pubblicitario gratuito, ed anche se poi non funziona, "tanto è gratis" e le informazioni che gli fornisco sono appunto solo quelle che VOGLIO vengano diffuse e spiattellate in giro il più possibile, insomma fa il mio gioco per il modo in cui lo uso, ma per il tutto resto lo aborrisco.
    Twitter invece... è "diverso", due delle frasi degli sviluppatori che secondo me hanno davvero molto senso sono:
    1) "Twitter is useless, just like ice-cream"
    2) "You can't explain what twitter is for, you just need to start using it"

    Twitter lo "uso" senza particolare convinzione, ma in maniera se non altro "informativa" a mio modo, e sicuramente correlata al discorso di fecebook, lavorativo/pubblicitario quindi.
  • - Scritto da: ephestione
    > FECEbook per me esiste solo come mezzo
    > pubblicitario gratuito, ed anche se poi non
    > funziona, "tanto è gratis" e le informazioni che
    > gli fornisco sono appunto solo quelle che VOGLIO
    > vengano diffuse e spiattellate in giro il più
    > possibile, insomma fa il mio gioco per il modo in
    > cui lo uso, ma per il tutto resto lo
    > aborrisco.

    dal momento in cui ci sei dentro sei TU che fai il gioco di f e non certo il contrario, qualsiasi cosa tu ci metta dentro e quale che sia il modo con cui lo usi (o meglio, TI usa)

    > Twitter invece... è "diverso", due delle frasi
    > degli sviluppatori che secondo me hanno davvero
    > molto senso
    > sono:
    > 1) "Twitter is useless, just like ice-cream"

    certo... non serve a nulla se non a loro a fare soldi

    > 2) "You can't explain what twitter is for, you
    > just need to start using
    > it"

    mah... marketing di bassa lega... ma c'è ancora gente che abbocca a ca##ate del genere?

    > Twitter lo "uso" senza particolare convinzione,
    > ma in maniera se non altro "informativa" a mio
    > modo, e sicuramente correlata al discorso di
    > fecebook, lavorativo/pubblicitario
    > quindi.

    cioè vuoi dire che usandoli lavori gratis per loro pubblicizzandoli (e dando loro modi di raccogliere e incorciare i dati tuoi e dei tuoi "contatti") attraverso il solo fatto di avere dei profili e dei "contati" legati a quesi profili?
    non+autenticato
  • come scrivevo prima, le "identità" che ho inserito su fecebook e twitter sono quelle che voglio vengano usate il più possibile, quindi tutto rientra in una logica di sfruttamento calcolatoCon la lingua fuori
    I tuoi ricami lessicali sono pertinenti solo fino ad un certo punto...
  • - Scritto da: Vindicator
    > secondo me avete passato troppo tempo ad
    > aggiornare il vostro status su questi
    > $siti_cazzata invece che a parlarvi con persone
    > vere.
    >
    > già mi frega poco del facciabuco, figuratevi
    > quanto possa essere interessante sapere tutte le
    > microcacate giornaliere che la gente sola scrive
    > su
    > twitter.
    >
    > fatevi una vita.

    molti non si possono fare una vita.
    personalmente ho trovato molte soluzioni a problemi di lavoro nei blog.
    molto spesso ho invece tastato il polso al pensiero della gente, alle sensazioni, conferme o smentite di quello che sentiamo al telegiornale, conferme o smentite del "sentire comune" apparente.

    Naturalmente scegliendo, e quindi con un "campione" che mi aggrada, per questo ultimo aspetto.

    Ma per i post tecnici molte volte un blog mi è stato più che utile, specie nei casi in cui i siti istituzionali CAMBIANO I LINK oppure fanno sparire la roba.

    Post di entusiasti, di gente che fa la figa, di gente che è orgogliosa di una soluzione... non importa: utile!
    non+autenticato
  • Ecco i due punti fondamentali che fanno esistere i social network.

    1. IO ESISTO

    2. POPOLO BUE


    Per la 1, tantissime persone sono fragili e cercano un modo di essere "validate", come la ragazzina che si mette in mostra dal fighetto di turno che fa le foto mentre è ubriaco.

    Per la 2., sappiamo come il mondo è pieno di stupidi, e vale la pena sfruttare questo fatto lanciando mode e tendenze.
    non+autenticato
  • La comunicazione web evolve trasformandosi in infotaiment*
    subisce un drastico ridimensionamento/durata temporale
    ciò spiega il progressivo spostamento della blogosefra (blogging)
    sull' twittersfera (microblogging IM instant message)
    sul web ,sui blog, sulla posta elettronica dura solo 24 ore,
    sui social network qualche ora
    su strumenti di microblogging come Twitter pochi minuti

    bombardati da informazioni di ogni tipo
    soggetti quindi ed effetti e fenomeni di overload
    una notizia per poter emergere e
    richiamare l'attenzione deve essere
    esagerata,aggressiva, violenta, spettacolorizzata,
    che susciti emozioni forti
    Anche l'informazione mediale si
    evolve e trasforma sempre più in infotainment*,
    infotaiment-journalism,
    web-infotaiment,
    infotaiment-comunication,
    L'informazione originale pura,vera sembra in via d'estinzione
    ma forse non ce ne siamo neanche accorti...
    Prof Daniele Pauletto
    non+autenticato
  • sarà pure un Prof. ma "infotaiment" è davvero uno scempio di parola!
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > sarà pure un Prof. ma "infotaiment" è davvero uno
    > scempio di
    > parola!


    è un termine vecchio e molto ben conosciuto in America.

    Come ad esempio "Spanglish" (Spanish+English) per contraddistinguere quello strano linguaggio che usano i messicani cercando di parlare inglese in California e Florida.

    Fan LinuxFan Apple
  • ok, sarò ignorante… ma resta bruttissimoA bocca aperta
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > ok, sarò ignorante… ma resta bruttissimoA bocca aperta


    beh è un termine dispregiativo, in Italia il classico esempio è "Studio Aperto" il TG
    con più "culi" che notizie...

    Fan LinuxFan Apple
  • ah ok se è per parlare di cose brutte allora m piaceA bocca aperta
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > ok, sarò ignorante… ma resta bruttissimoA bocca aperta

    Per una volta siamo daccordo!
    Che sta succedendo?
    Sono preoccupato!
    Deluso
    non+autenticato
  • siamo d'accordo che sono ignorante su un neologismo inglese o che il termine é brutto?
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > siamo d'accordo che sono ignorante su un
    > neologismo inglese o che il termine é
    > brutto?

    Haimè!
    In lacrime
    che il termine è brutto!
    Sennò mica ero preoccupato!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Prof Daniele Pauletto
    > La comunicazione web evolve trasformandosi in
    > infotaiment*
    >
    > subisce un drastico ridimensionamento/durata
    > temporale
    > ciò spiega il progressivo spostamento della
    > blogosefra
    > (blogging)
    > sull' twittersfera (microblogging IM instant
    > message)
    > sul web ,sui blog, sulla posta elettronica dura
    > solo 24
    > ore,
    > sui social network qualche ora
    > su strumenti di microblogging come Twitter pochi
    > minuti
    >

    veramente si tratta di una moda, l'uso di blog e twitter per la maggioranza delle persone e' una moda spinta da altre persone che trovano ricavi nei primi. con twitter ci si mette meno in gioco di un blog ect ect ect....le mode delle reti neli ultimi anni ha portato verso la minimizzazione nell'impegno ad usarla....

    poi se parliamo di "informazione" non facendo lo sbaglio di conforderla con la "cronaca" e lasciando da parte facebook twitter et similia che con informazione entrano com i cavoli a merenda ( sono solo strumenti nelle mani di pubblicitari) la rete e' in molte nostre regioni e'l'unico strumento di sapere per l'individuo...che vogliamo parlare di tv italiana ? di biblioteche di alcuni comuni? di strutture scolastiche ?
    non+autenticato