Roma - L'ingegnere di volo T.J. Creamer, attualmente sulla
International Space Station, ha
inviato il
primo tweet mai arrivato alla piattaforma di microblogging da fuori il pianeta terra. "Hello Twitterverse", scriveva l'astronauta con lo pseudonimo
Astro_TJ. E in circa quattro giorni ha già superato i 30 tweet, seguiti ormai da più di 5 mila persone.
Non è in realtà il primo tweet ad essere mandato da un astronauta in orbita, ma certamente il primo che arriva direttamente bypassando il passaggio attraverso le basi NASA a terra: prima era necessario mandare una mail a Houston che avrebbe poi provveduto a postare il messaggio su Twitter. La
novità è dovuta alla nuova connessione Internet diretta, ottenuta grazie ad un aggiornamento software e che usa i canali di comunicazione esistenti tramite il Crew Support LAN: quando la stazione si connette a Huston in banda Ku, l'equipaggio può avere
accesso remoto a Internet tramire un computer sulla terraferma.
Naturalmente il messaggi inviati dagli astronauti saranno soggetti alle medesime linee guida (protocolli su che informazioni si possono divulgare e che toni adottare) cui sono soggetti gli impiegati governativi sulla terra ferma. In ogni caso l'immagine dell'astronauta solitario che abbraccia con un sol sguardo la Terra con cui può però comunicare è definitivamente superata: tramite tale connettività gli astronauti possono adesso anche ricevere email e navigare.
Da oggi in poi gli astronauti avranno una Rete
di salvataggio d'eccellenza, mentre alla prossima missione saranno anche
dotati di nuove tute spaziali che garantiranno maggiore flessibilità e mobilità, un sistema di sostentamento con una durata massimo di 120 ore e un computer che mantiene interconnessi direttamente con la Terra: i nuovi modelli sono costati un premio da 500 milioni di dollari e un contratto di sei anni e mezzo per la progettazione e lo sviluppo, aggiudicato da
Oceaneering International, azienda con base a Houston specializzata nell'equipaggiamento per l'esplorazione sottomarina.
Le nuove tute viaggeranno su altri Shuttle, visto che la flotta attualmente impiegata sarà presto messa
in pensione, missioni che avranno budget
probabilmente ridimensionati e mete che si presumono differenti. L'amministrazione Obama ha proposto un piano, che si preannuncia "multimiliardario e di lungo periodo", per iniziare le società
private al settore degli space shuttle: per puntare ad utilizzare
mezzi privati per portare gli astronauti della NASA sull'ISS (che per il momento
sembra mantenere il suo ruolo). Il tutto dovrebbe, tra l'altro, pesare sull'economia della NASA, che vedrebbe solo nei primi cinque anni, secondo le
ipotesi, uscire più di 3,5 miliardi di dollari dei 18,7 a sua disposizione annualmente.
Anche le mete, d'altronde, dovrebbero essere diverse, in particolare rispetto alla volontà di continuare ad orbitare intorno al satellite terrestre, superare insomma la Luna per puntare direttamente su
Marte, con nuove tute e aggiornando la Terra con un Tweet.
Claudio Tamburrino