Roma - Sembra proprio che con l'
avvento di iPad siano arrivate importanti novità destinate a riverberarsi anche sulla piattaforma iPhone. Si parla in particolare dei software per le comunicazioni Voice-over-IP su rete cellulare 3G, una categoria sin qui "proibita" ma che
non sarà più tale grazie alla release della versione 3.2 dell'SDK per iPhone/iPad. La notizia arriva per vie traverse e fornisce interessanti spunti di discussione sulla possibile evoluzione del settore.
Nonostante AT&T (il carrier che ancora detiene l'esclusiva di iPhone negli States) avesse
dato il via libera al VoIP su rete 3G sin dallo scorso ottobre, finora era possibile usare il network dati per chiamare sul melafonino solo nel caso in cui fosse presente e attiva un connessione WiFi. A
confermare il cambiamento di passo sono ora
iCall,
Fring,
Acrobits e
WalkieTalkie, tutte fornitrici di servizi VoIP per iPhone e tutte entusiaste per la decisione di Apple.
Il presunto impatto negativo del VoIP sulla stabilità del network mobile sarebbe stata una delle motivazioni addotte da AT&T per il
clamoroso rifiuto dell'applicazione Google Voice su iPhone, mentre Apple si è era trincerata dietro le
preoccupazioni sulla modifica dell'interfaccia e il fatto che la App di Mountain View necessitasse di un "periodo di studio" più lungo.
Google Voice è comunque approdato su iPhone in versione
web app, il carrier statunitense aveva modificato la sua posizione dopo l'apertura delle indagini da parte della
Federal Communications Commission, e in quanto a interfaccia Vonage non mette a disposizione
nulla di diverso da quanto avrebbe voluto fare Mountain View con la sua applicazione telefonica.
È poi presumibile pensare che, se è bastato un update minore dell'SDK di iPhone/iPad per abilitare le funzionalità VoIP su 3G, l'unica vera modifica sostanziale Apple l'ha apportata
al contratto che gli sviluppatori devono sottoscrivere e rispettare per avere il privilegio di entrare nel mondo di Cupertino. Per quanto riguarda le motivazioni reali che avrebbero spinto la Mela Morsicata all'abilitazione del VoIP, le ipotesi spaziano dalla volontà di implementare questo genere di servizi sul recentemente presentato tablet iPad all'idea che
i carrier abbiano realizzato che la cosa possa convenire, vista la
monetizzazione possibile del traffico dati su un network cellulare che negli States degli abbonamenti a poche decine di dollari non lascia troppo spazio al guadagno.
Alfonso Maruccia