Mauro Vecchio

Facebook, se il sosia viola il copyright

Grande successo per la Doppelganger Week, che prevede la sostituzione della propria foto personale con quella di una somigliante celebritÓ. Ma la pratica violerebbe i termini d'uso del sito in blu. E il copyright

Roma - Nel vasto e popoloso universo di Facebook è emersa di recente una nuova mania social a cui è stato dato il nome di Doppelganger Week. Svariati utenti del sito in blu hanno in pratica iniziato ad abbandonare la propria foto principale, sostituendola con una serie di immagini a rappresentare una sorta di alter ego da profilo digitale.

Ecco allora scomparire primi piani da spiaggia e pose ammiccanti in abito da sera. Al loro posto, su Facebook, sono emerse versioni di sé in stile Muppets, doppioni a cartoni animati o note celebrità più o meno simili ai comuni mortali da social network. Una pratica che sembra riscuotere un certo successo su Facebook, un modo alternativo di riciclare una misteriosa identità da folklore letterario.

Coloro che animano la Doppelganger Week di Facebook sembrano tuttavia ignorare un dettaglio: che comporterebbe una precisa violazione dei termini d'uso del sito in blu. In particolare, lo Statement of Rights and Responsibilities (SoRR) sottolinea come l'utente non possa caricare contenuti che vadano a violare i diritti di un soggetto terzo o comunque intraprendere determinate azioni che sconfinino in territori al di là della legge.
In questo caso appare chiaro: i termini d'uso di Facebook non permettono quella che verrebbe vista come una violazione del copyright, nel momento in cui gli utenti si impossessino di immagini come quelle relative a cartoni animati o personaggi del mondo dello spettacolo. "Gli utenti sono certamente responsabili dei contenuti che caricano - ha spiegato un portavoce di Facebook - e noi accoglieremo eventuali richieste da parte dei detentori dei diritti. Finora non abbiamo però ricevuto alcuna segnalazione a riguardo".

Mauro Vecchio
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