Giorgio Pontico

Contro la pirateria, un accordo con gli ISP

A lanciare l'iniziativa è il presidente di Sony Music Italia. Bisognerebbe porre fine ai download illegali che danneggiano l'industria del settore. Creando un'alternativa a pagamento, anche forfettario

Roma - Musica e Internet possono e devono andare d'accordo. La deriva del file sharing illegale deve cessare o per le case discografiche sarà ancora più dura far emergere nuovi artisti. A dichiaralo è Rudy Zerby, presidente di Sony Music Italia, in un intervista rilasciata al sito della Polizia di Stato.

Il quadro dipinto da Zerbi rappresenta un settore, quello dei discografici, che fatica a tirare avanti per via della pirateria musicale, evolutasi negli ultimi 10 anni dalla semplice contraffazione di CD al file sharing, più difficile da contrastare a livello legale e identificato come l'accezione più grave della pirateria digitale.

"Internet rimane tuttavia una grande opportunità" riconosce Zerbi, il quale prosegue poi spiegando che "ormai la svolta sta solo nella possibilità di stringere accordi, come avviene nelle trasmissioni delle tv satellitari, con i principali ISP e, per una cifra aggiuntiva mensile o annuale di pochi euro, permettere all'utente di avere a disposizione l'intero catalogo dei produttori musicali con un download ufficiale e garantito, anziché cercare file rubati". Vendite online, dunque, effettuate su un modello simile a iTunes Store di Apple, con l'aggiunta della cooperazione dei provider e con in più la possibilità della tanto desiderata "flat" musicale.
Attualmente il mercato della musica digitale, almeno secondo i dati riportati da FIMI, starebbe tuttavia vivendo un buon momento di crescita: i 20 milioni di euro incassati nel 2009 (4 in più rispetto all'anno precedente), accompagnati da un 24 per cento in più di download legali, potrebbero essere i primi segnali di una maturazione del settore che, se dovesse concretizzarsi l'accordo con i provider auspicato da Zerbi, potrebbero aprire nuovi scenari per l'industria della musica.

Giorgio Pontico
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138 Commenti alla Notizia Contro la pirateria, un accordo con gli ISP
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  • ma infatti. come ha detto il tizio di qualche post fa, anche io la musica la compro direttamente dagli States.

    la pago una porcheria, o quel che vale. qua lo stesso disco minimo 15-20 euro se acquistato "al negozio", e acquistare musica scaricabile conviene solo da alcuni siti.
    io ne ottengo un cd originale, che posso conservare come meglio voglio. se voglio risparmiare e prendermi un cd usato non devo cercarmelo per mari e per monti, dato che della musica che ascolto io qui in Italia non ne capisce nessuno perché, per quanto sia vasta la scelta, "qui in Italia" di certa musica promozione proprio non ne fanno, e se ne fanno sempre dagli States devono richiederla. -.-''
    compro anche musica digitale, se lo voglio e se ne ho l'interesse.

    ci sono dischi che le etichette musicali non possono pubblicare, per via delle royalties e violazioni d'uso. magari mi sbaglio, ma, perché devo prendermela nel retro dando il consenso per qualcosa che mi offre nient'altro che limitazioni?
    non+autenticato
  • Rudy zerbi perche non taci qualche volta?
    ti pare giusto acquistare un album digitale dai 10 alle 15€ dove i costi sono molto bassi rispetto ad un cd vero e proprio??
    un album digitale dovrebbe costare non piu di 5-6€ o altrimenti la pirateria rimarrà a livelli altissimi.
    ALLORA MERITARE LA PIRATERIA!!
    non+autenticato
  • Combattere i files "rubati" serve solo a far sopravvivere il business di carrozzoni decrepiti ed inutili come le case discografiche che oltretutto si arrogano il diritto di decidere come e dove distribuire i prodotti dei propri "assistiti".
    Senza la pirateria non avrei mai potuto conoscere perle come queste qui, completamente ignorate dai canali ufficiali.

    http://www.youtube.com/watch?v=POvkTiitZJM
    http://www.youtube.com/watch?v=KWrjaprhnB0

    E se i soldi del mercato ufficiale continuano ad essere spesi per tenere in piedi buffonate come Sanremo e simili schifezze (che, tengo a precisare, come faccio da decenni non ho seguito nemmeno per 5 secondi), ben vengano i canali alternativi come la pirateria.

    Il forfettario? Parliamone, ma se sarà messo in mano ai grassi ed avidi imprenditori che reggono la distribuzione ufficiale non ho nessuna speranza che possa tradursi in qualcosa di conveniente per l'utente finale. Ora che la tecnologia lo consente, si dovrebbe fare piazza pulita dei middlemen senza permettere che si riciclino con una mano di vernice fresca.
    non+autenticato
  • > Ora che la
    > tecnologia lo consente, si dovrebbe fare piazza
    > pulita dei middlemen senza permettere che si
    > riciclino con una mano di vernice
    > fresca.

    Infatti, e la pirateria è l'unico mezzo che può permetterlo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pincopalla

    > Il forfettario? Parliamone, ma se sarà messo in
    > mano ai grassi ed avidi imprenditori che reggono
    > la distribuzione ufficiale non ho nessuna
    > speranza che possa tradursi in qualcosa di
    > conveniente per l'utente finale.

    Ma magari no: con il calcio in TV non hanno fatto un cattivo lavoro, il prezzo richiesto è "decente" per quello che offrono.
    Forse (e sottolineo, "forse") ci stanno provando, diamogli una possibilità.
    non+autenticato
  • Io attualmente sono in america per lavoro, e da best buy faccio sempre incetta di cd, in quanto qui costano il giusto. Cd nuovi appena uscini a 12/15 dollari. Quelli meno recenti trai 5 ed i 9.
    Mi spiegate come mai lo stesso cd, che qui pago l'equivalente di 9 euro, in Italia ne costa 25???
    non+autenticato
  • - Scritto da: ChrisBrowns
    > Io attualmente sono in america per lavoro, e da
    > best buy faccio sempre incetta di cd, in quanto
    > qui costano il giusto. Cd nuovi appena uscini a
    > 12/15 dollari. Quelli meno recenti trai 5 ed i
    > 9.
    > Mi spiegate come mai lo stesso cd, che qui pago
    > l'equivalente di 9 euro, in Italia ne costa
    > 25???

    Perche' in USA ci avete la crisi.
    Qui da noi ci hanno detto che la crisi non c'e' e se c'era e' passata da un pezzo.
  • - Scritto da: ChrisBrowns
    > Io attualmente sono in america per lavoro,

    Cavolo... beato te... :°°°°°°

    Me ne voglio andar via da quiTriste
    non+autenticato
  • perché è sempre il consumatore finale che deve adeguarsi??
    se devo scegliere tra i prezzi imposti dalle etichette musicali e quelli imposti dai negozi di dischi, preferisco ascoltarmelo prima dalla rete un disco.
    sono un consumatore, compro dischi. ci sono miliardi di artisti, moltissimi di gran talento. tv e radio impongono la musica ascoltabile da tutti, ma se l'ascoltatore vuole un prodotto che si attenga ai suoi gusti, cosa deve fare? cercare!

    cerco in rete i dischi, e quello che mi piace lo compro. perché devo rischiare soldi inutilmente per qualcosa che forse neanche mi piace?
    perché tutto quanto oggi giorno è come giocare in borsa?? acquisti.. se va bene sei soddisfatto, e se va male te lo tieni..

    se le etichette vogliono dare più spazio agli artisti, cominciassero dai vari festival e programmazioni musicali tv. cominciassero dai vari Sanremo, che tutti gli anni propongono solo e sempre gli stessi cantanti con quelle canzoni pallose e fuori moda (a mio parere).

    non è sempre colpa del consumatore se non c'è una svolta nei conti dell'industria musicale.
    non+autenticato
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