Claudio Tamburrino

PayPal, la banca di Facebook

I casual gamer del socil network potranno ora comprare i beni virtuali tramite il sistema di pagamento di eBay. I crediti Facebook ottengono un tramite internazionale, spendibile anche per l'advertising

Roma - Facebook e PayPal hanno annunciato una partnership attraverso cui saranno gestiti sia la pubblicità che i pagamenti relativi ai beni virtuali scambiati sulla piattaforma.

╚ tramontata così l'ipotesi che voleva Facebook alle prese con lo sviluppo di un sistema di pagamento proprio personalizzato in un'ottica anti-PayPal (si vociferava di un progetto dal nome "Facebook Wallet"). La partnership sembra però sancire l'abbandono del progetto, agevolata dalla presenza di Peter Thiel, cofondatore di PayPal e uno dei primi ad investire nel social network in blu, dove ora siete nei consiglio d'amministrazione.

Presto ("nei prossimi giorni" ha riferito un portavoce di PayPal) per le spese effettuate sul social network, sia per quelle relative all'advertising sia per acquistare crediti Facebook, sarà possibile effettuare i micropagamenti tramite PayPal, che attualmente invia e riceve pagamenti in 24 valute e 190 mercati di tutto il mondo. L'accordo, dunque, metterà a disposizione un mezzo utile per gestire le transazioni internazionali, soprattutto in considerazione del fatto che il 70 per cento dei suoi utenti risiede fuori dagli Stati Uniti. PayPal si affiancherà alle modalità di pagamento attualmente disponibili sulla piattaforma, tramite carta di credito o via Zong, servizio di una parte terza che effettua transazioni tramite credito telefonico.
PayPal sembra voler agire per guadagnarsi una posizione privilegiata come operatore per i micropagamenti che avvengono in Rete e in particolare nello scambio di beni virtuali come quelli che si potrebbero volere acquistare per i giochi online.

Le possibilità maggiori riguarderanno lo sviluppo dei crediti Facebook, valuta virtuale che attualmente può essere utilizzata sui gift shop virtuali del sito o su varie applicazioni di parti terze. Basta pensare alla diffusione dei giochi di Facebook come Happy Acquarium, Farmville o Mafia Wars, applicazioni gratuite sviluppate da parti terze com Zynga e Electronic Arts, che danno la possibilità di progredire più velocemente nel gioco acquistando beni virtuali: queste transazioni generano un ingente flusso di denaro che - secondo alcune stime - entro il 2012 quadruplicheranno arrivando a valere circa 3,6 miliardi di dollari.

Claudio Tamburrino
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3 Commenti alla Notizia PayPal, la banca di Facebook
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  • Paypal, Ebay , Facebook , Twitter , Google , Yahoo , Amazon , Youtube ,
    possibile che non si riesca a fare niente del genere in Europa???

    Non c'e' un servizio europeo di rilievo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: marco
    > Paypal, Ebay , Facebook , Twitter , Google ,
    > Yahoo , Amazon , Youtube
    > ,
    > possibile che non si riesca a fare niente del
    > genere in
    > Europa???
    >
    > Non c'e' un servizio europeo di rilievo.


    Apparte il minestrone di servizi citato, in europa non abbiamo (fortunatamente) un ente come la CIA che finanzia la crescita di un social network come facebook.
    Se viaggi un pò scoprirai che tipo in Olanda usano Hyves, un simil facebook in voga fra i fiamminghi.


    Il punto è: necessiti di meno privacy di quanta tu ne abbia in questo momento?

    Per quanto riguarda gli altri servizi, ne esistono di meno noti, come ad esempio Vimeo per i video...

    Poi non chiameresti "servizio europeo di rilevo" Pirate Bay?Con la lingua fuori


    Search engines, social networks, shops on-line, ti conoscono meglio dei tuoi genitori, e non ti danno neanche la carta premi come alla coop...
    non+autenticato
  • che problemone, eh?

    Già semplicemente il fatto che tu sei online sei già rintracciabile, quindi anche a te interessa poco della privacy...altrimenti staresti in montagna in completa solitudine a 500km di distanza da tutti e tutto.
    non+autenticato