Giorgio Pontico

Reuters e NYT, denari per news

Anche la celebre agenzia cambia strategia e opta per il pay-per-news. Il New York Times potrebbe far pagare per l'accesso al sito Web, mentre Associated Press pasticcia con i social network

Roma - Contenuti da valorizzare a suon di centesimi tintinnanti: al trend lanciato da Rupert Murdoch e che in parte vorrebbe adottare anche il New York Times si aggiunge Reuters, una fra più note agenzie di stampa del globo. Il responsabile marketing Devin Wenig ha confermato che a breve il sito ufficiale offrirà una parte delle sue news dietro sottoscrizione.

Dai 30 milioni di utenti che mensilmente finiscono sulle pagine Web targate Reuters si potrebbero ricavare, secondo fonti dell'agenzia, almeno 8 miliardi di dollari di proventi se venisse adottato un modello di business simile a quello invocato ormai dalla maggior parte dei gruppi editoriali, ora che la sovrapposizione fra cartaceo e Web si sta facendo sempre più evidente.

Una delle prime agenzie di stampa a sollevare la questione dei contenuti rimbalzati da vari aggregatori di news online era stata Associated Press, minacciando Google di ritorsioni qualora non si fosse trovato un accordo per la compensazione delle notizie riportate da Google News. Ora pare che, attraverso il proprio account Twitter, AP oltre all'occhiello delle notizie stia cinguettando link che invece di fare riferimento al proprio portale rimandano ad una pagina Facebook dalla quale si può leggere tutto il testo della news, senza banner e senza clic: proprio la situazione originariamente contestata a BigG.
Sul fronte quotidiani il New York Times potrebbe invece rivedere ancora una volta la propria strategia commerciale chiedendo un corrispettivo non solo per la versione mobile ma anche per l'accesso al sito principale e ai vari blog ivi ospitati. Arthur Sulzberger, ultimo discendente della dinastia di editori del NYT, ha giustificato così l'impostazione di questo cambio di rotta: "Siamo convinti che la direzione intrapresa ci permetterà di produrre contenuti di qualità".

Giorgio Pontico
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7 Commenti alla Notizia Reuters e NYT, denari per news
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  • Vogliono mettere l'accesso a pagamento al sito ed "ai vari blog in esso ospitati"?

    Non so quanti rimarranno, dei loro 30 milioni di utenti (se rimanessero tutti, per totalizzare 8 miliardi ognuno dovrebbe pagare 266,66... non so quanti pagherebbero)
    non+autenticato
  • Ti rispondo io: ben pochi.
    E poi magari ci troveremo di fronte a un nuovo tipo di pirateria: quella delle news.
    non+autenticato
  • Ci sarà da divertirsi... sarà tutto giocato sul tempo, in tal caso
    non+autenticato
  • In un mondo dove le informazioni possono essere spostate e copiate a costo 0 loro che sono i fornitori dovrebbero già ragionare sul fattore tempo.
    E magari anche sul fattore affidabilità.
    Ma invece no. Loro vogliono continuare a vendere cose che si possono trovare gratis.
    non+autenticato
  • "piratare" una news penso sia una questione diversa dalle news.

    Una canzone è qualcosa di unico, e quando copi il brano è perchè vuoi ESATTAMENTE quella traccia. La quale copi pari-pari oppure non avrai la stessa cosa (pensate alla differenza tra fare copia-incolla e fare una cover).

    Riportare una news è un concetto diverso. Se io voglio sapere le ultime notizie ad esempio sul terremoto di Haiti io posso evitare di leggere quella del NYT e andare a controllare un'altra fonte, dove la notizia è grossomodo la stessa, e l'articolista "free" può esprimere un punto simile (o magari diametralmente opposto) a quello del giornale a pagamento.

    Tutto ovviamente IMHO e secondo ciò che farei ioSorride
    non+autenticato
  • Però è possibile che qualcuno voglia delle notizie da delle fonti ben precise (ad. esempio per affidabilità o per la qualità) e scelga quindi di riceverle da canali paralleli.
    Prova a immaginare se domani qualcuno fa l'abbonamento a Reuters e al NYT, e poi fa copia e incolla di tutto quello che trova nel suo blog quotidianamente.
    Questo potrebbe essere un esempio di pirateria delle news e penso che molte persone finirebbero con visitare il suo blog.
    Per il resto sono d'accordo con te: la pirateria delle news avrebbe caratteristiche peculiari che la distinguono dalla normale pirateria.
    non+autenticato
  • Se invece del puro copia-incolla, prendesse degli abstract dagli articoli e li commentasse / aggiungesse del suo, io andrei a leggerlo senza remore.

    Se facesse solo ctrl+c - ctrl+v secondo la mia etica non andrei a leggerlo per nulla al mondo.

    Solo che siamo tutti liberi di fare ciò che vogliamo, e se vuoi andare a "piraleggere" le news, cavoli loro.

    Che poi, non è la stessa cosa di sbirciare il giornale del tizio davanti a noi sui mezzi pubblici? XD
    non+autenticato