Mauro Vecchio

UE: ACTA attenta alla privacy

I recenti pareri in materia di Internet e copyright, dopo essere trapelati online, hanno allarmato i difensori della privacy nel Vecchio Continente. A rischio i dati personali dei netizen

Roma - Un nuovo, fuggiasco documento ha fatto recentemente il giro del web, caricato in formato PDF su Google Sites. In molti l'hanno reputato attendibile, leggendoci quella che è l'attuale proposta degli Stati Uniti per la stesura definitiva di un particolare capitolo del famigerato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA): quello in materia di Internet e misure a tutela della proprietà intellettuale.

Un capitolo che non sembra essere particolarmente piaciuto a Peter Hustinx, garante europeo per la protezione dei dati (EDPS). In un documento di venti pagine, Hustinx ha espresso la sua opinione riguardo agli accordi segreti in corso tra Europa e Stati Uniti, mettendo innanzitutto l'accento su una possibile minaccia per le disposizioni comunitarie a tutela dei dati personali dei cittadini.

"La proprietà intellettuale è una questione importante per la società - ha scritto il garante - e deve essere protetta. Ma non mettendola al di sopra dei diritti fondamentali dei cittadini alla privacy e alla protezione dei loro dati personali". Con riferimento alle predisposizioni del capitolo di ACTA che vorrebbero fare dei provider della Rete una sorta di squadra di vigilantes, obbligati a monitorare le attività illecite dei loro utenti.
Hustinx ha mostrato una certa dose di irritazione per non essere stato consultato dalle autorità dell'Unione Europea, mentre venivano passate al vaglio una serie di regole significativamente lesive dei diritti dei cittadini. A partire da quelle legate all'adozione della cosiddetta pratica dei tre colpi, delle disconnessioni forzose dalla Rete.

Le disconnessioni comporterebbero, secondo il garante europeo, una grave invasione nella sfera privata dei netizen, abbracciando una vasta gamma di attività perfettamente lecite. Numerosi adolescenti verrebbero coinvolti in pratiche di sorveglianza condotte da enti privati e non da autorità giudiziarie. E questo non sarebbe ammissibile, soprattutto in un contesto come quello attuale, dove gran parte della vita civile di un individuo si snoda online.

Hustinx è poi passato ad analizzare il problema legato alla trasparenza di ACTA, negoziato in gran segreto dagli stati coinvolti e conosciuto nei suoi dettagli solo attraverso fughe di informazioni come quella recente. "Incoraggio fortemente i commissari europei a stabilire un dialogo pubblico e trasparente su ACTA - questa la richiesta del garante - possibilmente tramite consultazioni e dibattiti pubblici, che aiuterebbero a capire quanto le misure adottate siano compatibili con le leggi europee sulla privacy".

Nel frattempo, numerose organizzazioni - come Electronic Frontier Foundation, European Digital Rights e ScambioEtico - hanno unito i propri sforzi per pubblicare un pugno di preziose FAQ relative ad ACTA. Tra i temi affrontati, quello relativo al regime notice and takedown, alle misure penali introdotte nonché al rapporto del trattato con i fondamentali diritti umani.

Mauro Vecchio
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