Mauro Vecchio

British Library: no al buco nero digitale

E' necessario rivedere le attuali leggi britanniche sull'archiviazione. In caso contrario si preserverà solo l'1 per cento delle risorse online entro il 2011

Roma - Sarebbe necessaria per evitare che il patrimonio online britannico venga in futuro risucchiato in un vero e proprio buco nero digitale. La British Library - all'interno di un consorzio che include anche la National Library of Wales e la Wellcome Library - ha così esercitato una certa pressione sulle autorità del Regno Unito, affinché venga rivista l'attuale legislazione sull'archiviazione degli innumerevoli spazi online esistenti.

Il governo britannico dovrebbe in pratica garantire un più concreto diritto all'archiviazione, pena la possibile caduta di molte risorse web nel dimenticatoio dell'universo digitale. Questo perché, a partire dal 2004, le varie biblioteche del Regno Unito sono riuscite ad archiviare soltanto 6mila siti. Su una cifra complessiva che si aggirerebbe intorno agli 8 milioni.

Per la British Library, un numero estremamente basso, che non aumenterà in maniera significativa senza una revisione del Legal Deposit Libraries Act. Allo stato attuale, le biblioteche britanniche hanno bisogno di ottenere l'autorizzazione a procedere da parte dei vari webmaster.
Questa richiesta obbligatoria sarebbe ridicola, come sottolineato da un portavoce della British Library. "Abbiamo il know-how adatto - ha spiegato - ma abbiamo bisogno che queste regole cambino. Quello che stiamo facendo è per il bene della nazione e non ha certo alcun fine di natura commerciale".

Nelle previsioni del Legal Deposit Libraries Act c'è l'archiviazione in automatico di tutte le pubblicazioni britanniche, senza richiedere alcuna autorizzazione agli editori. Nel 2003 queste previsioni si erano estese all'online, ma con l'obbligo di contattare i webmaster prima di procedere. E questo - secondo la British Library - farà in modo che soltanto l'1 per cento dei siti gratuiti locali verrà archiviato entro il 2011.

Ci tratterebbe di un problema, visto che alcuni dati della stessa biblioteca hanno rivelato che la maggior parte dei siti possiede un'aspettativa di vita tra i 44 e i 75 giorni. Almeno il 10 per cento degli spazi web britannici o è sparito o è stato rimpiazzato. La British Library ha appena lanciato il sito webarchive.org.uk, per dare ai netizen la possibilità di consultare parte di quella tradizione digitale ora a rischio estinzione.

Mauro Vecchio
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