Il forum diffama, il sito è sequestrato

I titolari di RadioBombo.it replicano al sequestro preventivo del loro sito che ospitava un forum sul quale sarebbero apparsi commenti diffamanti. Poche e insufficienti le tutele per i siti italiani

Roma - Chi si recasse su RadioBombo.it (o il suo omologo.com) vi troverebbe una semplice pagina pubblicata dalla Polizia di Stato in cui si annuncia il sequestro preventivo del sito di un portale cittadino dedicato a Trani. Un sequestro che, stando a quanto sostengono i gestori del sito, si dovrebbe a commenti diffamanti apparsi sul forum che il sito stesso ospitava fino a qualche giorno fa, prima del sequestro.

Se queste sono le motivazioni del sequestro di un intero sito è evidente che i gestori di innumerevoli spazi web italiani ne saranno allarmati, vista la già strutturale carenza di garanzie per quei siti che non siano registrati come testata giornalistica, con tutti gli obblighi ma anche le tutele che ne derivano.

Secondo Felice Valenziano, amministratore di Radio Bombo, prima del sequestro sul sito si avevano circa mille contatti al giorno. "E' un provvedimento a nostro avviso ingiustificato - ha spiegato a Punto Informatico - perché riferito ad una singola sezione del sito, il forum, che è uno strumento di democratico confronto a disposizione dei cittadini per l'espressione di libere opinioni, delle quali noi non possiamo essere preventivamente a conoscenza. Per prevenire opinioni diffamatorie, si entra nel nostro forum registrandosi ed accettando la relativa liberatoria legale, ma, giunti a questo stadio di cose, si dovrebbero abolire tutti i forum, censurando la libera circolazione delle idee".

La questione è, come noto, assai delicata e proprio per il timore di reazioni giudiziarie sono molti i siti di casa nostra che negli anni hanno semplicemente rinunciato ad ospitare forum, riducendo quindi le possibilità di confronto e dialogo in rete a disposizione degli utenti internet italiani.
Secondo Radio Bombo, inoltre, gli autori dei messaggi che si ritengono diffamanti possono essere facilmente individuati dalla registrazione effettuata sul sito oltreché, naturalmente, dalle registrazioni degli accessi (log). "Sarebbe bastato svolgere quest'attività d'indagine preliminarmente, con la nostra piena collaborazione - sostiene Valenziano - per evitare l'oscuramento totale del portale, fonte di grave danno economico e d'immagine per la nostra azienda".

E nulla ha a che vedere con il sequestro del sito, evidentemente, il provvedimento che nelle stesse ore ha portato al sequestro preventivo anche dell'antenna di Radio Bombo, un procedimento che seguirà strade del tutto diverse da quelle che riguarderanno il sito. Copia della home page del sito è disponibile nella cache di Google.
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