Mauro Vecchio

File sharing, pasticciaccio alla House of Lords

Imperversa il fuoco delle polemiche nel Regno Unito. Mentre la fazione liberal propone ghigliottine sulle piattaforme come YouTube, un conservatore denuncia il meccanismo di notifiche ai netizen: paragonabile a una truffa

Roma - Ha preso improvvisamente fuoco il già caldo dibattito nel Regno Unito sulla cosiddetta cura Mandelson, per estirpare alla radice il file sharing selvaggio. La House of Lords britannica è stata così il teatro principale dello scontro, in vista dell'adozione definitiva del Digital Economy Bill.

Due notizie sembrano aver colpito profondamente membri del Parlamento e osservatori esterni. La prima è che il contestato paragrafo 17 del Digital Economy Bill è stato modificato, dopo la bocciatura ai voti di una clausola che avrebbe potuto garantire a qualsiasi Segretario di Stato britannico (presente e futuro) di introdurre modifiche sostanziali al Copyright, Design and Patent Act del 1988.

La seconda, meno buona per tutti gli attivisti digitali a favore dei fondamentali diritti dei netizen: al paragrafo 17 è stata aggiunta una clausola che potrebbe fornire all'alta corte britannica un forte potere censorio. E, non senza una certa ironia, i fautori di questa visione - il fronte liberal-democratico - sono stati precisamente gli stessi che poco prima avevano bocciato ai voti la forma primigenia del paragrafo 17. In pratica, si è passati da una pioggia di critiche ad una tempesta di dissenso.
La proposta liberal-democratica - passata alla House of Lords con 165 voti favorevoli e 140 contrari - fornisce in pratica agli alti vertici dell'autorità giudiziaria la possibilità di emanare un'ingiunzione nei confronti di quei particolari siti che si macchino di violazione del copyright. Per obbligare potenzialmente i server che li ospitano a tagliarli fuori dalla Rete.

Un meccanismo che dovrebbe placare gli animi più preoccupati dalla possibile introduzione nella legislazione britannica della cosiddetta dottrina dei three-strike, fondata sulla disconnessione degli utenti. Secondo i rappresentanti liberal, la nuova versione della legge dovrebbe risultare più adeguata. Un modo - stando alle dichiarazioni di Lord Clement-Jones - per inviare un segnale positivo all'industria dei contenuti senza passare attraverso la privazione di Internet.

E su questo punto, molti osservatori hanno espresso tutto il proprio disaccordo. A partire dal direttore esecutivo dell'Open Rights Group, Jim Killock. "Questa proposta aprirebbe le porte ad un massiccio sbilanciamento degli equilibri a favore dei detentori dei diritti - ha spiegato Killock - Cittadini e piccole aziende si ritroverebbero seriamente minacciati, nonché impotenti di fronte ad attacchi del copyright. Fino alla definitiva chiusura dei siti da loro gestiti".

Ed è proprio sulla potenziale chiusura di questi siti che hanno imperversato le principali polemiche. La più oscura paura consiste nella possibile introduzione in terra d'Albione di un meccanismo molto simile a quello relativo al Digital Millennium Copyright Act (DMCA), che permette negli Stati Uniti di bloccare certe attività online ritenute illecite da parte dei detentori dei diritti.

Il che - come osservato da più di una fonte - potrebbe portare ad obbligare i provider ad abbassare le saracinesche su tutti quei siti che ospitano materiale protetto dal copyright. Su tutti, la piattaforma di video sharing YouTube. Nelle parole di Lilian Edwards, esperto di cyberlaw alla Sheffield University, per la prima volta sarà possibile per le grandi sorelle dell'industria ordinare agli ISP britannici di bloccare la piattaforma di Google.

E per quanto riguarda quei netizen macchiatisi di file sharing illecito? Sempre nel corso del dibattito alla House of Lords, il conservatore Lord Lucas ha provveduto a stilare un resoconto riassuntivo dello schema in corso di approvazione in Parlamento. Dopo un iniziale rastrellamento degli indirizzi IP (e relativa identificazione degli utenti attraverso i provider), si verrebbero a generare notifiche composte da tre elementi chiave.

Il primo, che informi il netizen dell'avvenuta violazione. Il secondo, che minacci il suddetto netizen di ricorrere alla giustizia con pene pecuniarie molto elevate. Il terzo, che proponga al sempre suddetto netizen di pagare una somma forfettaria di 500-800 sterline (553-880 euro) per fare in modo che i detentori del copyright dimentichino l'accaduto.

Lord Lucas ha così parlato di una vera e propria forma di scamming, data la quasi certa impossibilità degli utenti di dimostrare la propria innocenza. Una quasi centenaria nonnina - secondo Lucas - non potrebbe fare alcunché, dato il semplice possesso di una connessione alla Rete, che basta all'industria per stabilire la sussistenza di un reato a mezzo file sharing.

Lord Lucas si è quindi dimostrato un fiero oppositore di questo meccanismo, ammettendo di preferire la proposta dei liberal-democratici. Che, tuttavia, non è stata l'unico focolare di discussioni nella recente seduta della House of Lords. Uno degli altri punti critici orbitanti intorno al Digital Economy Bill riguarda la forte pressione del governo affinché non ci sia il vaglio dell'Office of The Information Commissioner.

L'analisi dell'organo per la privacy britannico sarebbe un passo non necessario, almeno secondo Lord Young, lo stesso che aveva annunciato una regolamentazione più rigida per gli hotspot pubblici per l'accesso in WiFi. Sarebbe cioè una perdita di tempo inutile, che rallenterebbe l'iter di adozione del Digital Economy Bill. E queste dichiarazioni hanno scatenato la furia di alcuni MP britannici, su tutti Lord Putnam.

Lord Putnam ha infatti puntato il dito contro una legislazione che starebbe ricevendo continui strattoni da parte della lobby dell'industria del copyright. Legislazione che risulta attualmente alquanto deficitaria in termini di protezione della privacy degli utenti. "Sono assolutamente convinto - ha spiegato Putnam - che ci sarà bisogno di una nuova legge nei prossimi due o tre anni. Perché questa presenta alcune gravi lacune che dovrebbero essere colmate ora".

Mauro Vecchio
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22 Commenti alla Notizia File sharing, pasticciaccio alla House of Lords
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  • Forse è solo una svista, ma sembra che, molto italianamente, abbiate dato per scontato che una persona esperta di Cyberlaw sia un uomo. Invece Lilian è un nome femminile.
    non+autenticato
  • "Mentre la fazione liberal propone ghigliottine ..."

    E meno male che sono i "liberal", quelli che sostengono che le regole le deve dettare il libero mercato, e invece invocano a gran voce le ghigliottine di Stato a difesa del loro orticello. Complimenti! Ne abbiamo tanti anche a casa nostra di "liberal" come quelli, che scaricano gli oneri sullo Stato ed esportano gli utili altrove, alla faccia del libero mercato.
    non+autenticato
  • Come ha detto un famoso giornalista in una famosa trasmissione: "Liberali del cavolo"
    non+autenticato
  • 800 sterline e non se ne fa più nulla? In Italia con la legge urbani erano passate sanzioni PENALI, poi divenute, a seguito di modifiche, estinguibili con la c.d. "oblazione".

    Quanto alla possibilità di una corte (quindi non una cosa tipo l'hadopi, una CORTE) di imporre agli ISP di tagliare la connessione a un sito che ospita contenuti protetti, in Italia si è SEMPRE potuto fare, ben prima della urbani.

    Infine, vorrei far notare che il regno unito non è l'italia, lì la giustizia funziona, ma è anche piuttosto garantista, non è vero che si deve "dimostrare la propria innocenza". Dubito seriamente che un giudice, sulla scorta delle sole dichiarazioni delle majors, condanni un utente a pagare le famose 800 sterline. Immagino che si imporrà come minimo di verificare i log dell'ISP.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The Real Gordon
    > Infine, vorrei far notare che il regno unito non
    > è l'italia, lì la giustizia funziona, ma è anche
    > piuttosto garantista, non è vero che si deve
    > "dimostrare la propria innocenza".

    Parliamo della stessa Gran Bretagna dove per legge sei tenuto a comunicare le tue pwd all'autorità senza poterti opporre, altrimenti verrà automaticamente riconosciuta la colpevolezza del reato ascritto ed inflitto il massimo della pena?
    Perché se ne hanno fondata una seconda allora la tua frase ha senso.
  • - Scritto da: Valeren
    > - Scritto da: The Real Gordon
    > > Infine, vorrei far notare che il regno unito non
    > > è l'italia, lì la giustizia funziona, ma è anche
    > > piuttosto garantista, non è vero che si deve
    > > "dimostrare la propria innocenza".
    >
    > Parliamo della stessa Gran Bretagna dove per
    > legge sei tenuto a comunicare le tue pwd
    > all'autorità senza poterti opporre, altrimenti
    > verrà automaticamente riconosciuta la
    > colpevolezza del reato ascritto ed inflitto il
    > massimo della
    > pena?

    Il diritto non è ambito in cui deformare le parole a proprio piacimento. Non esiste nessuna legge che dica ciò che dici tu, e quella a cui ti riferisci (meglio, a cui ti VORRESTI riferire) dice una cosa completamente diversa. Non ho neanche voglia di spiegarti la differenza.
    non+autenticato
  • Sforzati ed aiutami.
    O vuoi che sia io a spiegarti il RIPA?
    Parte terza, articolo 49
    E non è una cosa completamente diversa.
    E' esattamente quello che ho scritto ed è la realtà dei fatti.
  • - Scritto da: Valeren
    > Sforzati ed aiutami.
    > O vuoi che sia io a spiegarti il RIPA?
    > Parte terza, articolo 49
    > E non è una cosa completamente diversa.
    > E' esattamente quello che ho scritto ed è
    > la realtà dei
    > fatti.

    No. Tu hai scritto:


    >Parliamo della stessa Gran Bretagna dove per
    > legge sei tenuto a comunicare le tue pwd
    > all'autorità senza poterti opporre, altrimenti
    > verrà automaticamente riconosciuta la
    > colpevolezza del reato ascritto ed inflitto il
    > massimo della
    > pena?

    http://www.opsi.gov.uk/acts/acts2000/ukpga_2000002...

    Nulla di cui tu hai scritto è vero. Non rivelare la password costituisce un reato a se stante, che nulla ha a che vedere col "massimo della pena" del reato di cui uno è accusato.

    Non solo, le condizioni per infliggere la pena sono restrittive, prima fra tutte il fatto che bisogna dimostrare l'esistenza stessa di dati cifrati, cosa impossibile, salvo non lo dica l'indagato stesso (e allora è proprio un fesso). Il principio base della crittografia moderna è proprio quello di rendere statisticamente indistinguibili dati criptati da dati casuali.

    Ma non c'era bisogno di leggersi il documento. Semplicemente è impossibile condannare di default un imputato che si rifiuta di testimoniare contro se stesso, è incostituzionale secondo qualunque costituzione occidentale.
    non+autenticato
  • Che palle, col neretto era illeggibile, correggo:


    > - Scritto da: Valeren
    > > Sforzati ed aiutami.
    > > O vuoi che sia io a spiegarti il RIPA?
    > > Parte terza, articolo 49
    > > E non è una cosa completamente diversa.
    > > E' esattamente quello che ho scritto ed è
    > > la realtà dei
    > > fatti.

    No. Tu hai scritto:


    > >Parliamo della stessa Gran Bretagna dove per
    > > legge sei tenuto a comunicare le tue pwd
    > > all'autorità senza poterti opporre, altrimenti
    > > verrà automaticamente riconosciuta la
    > > colpevolezza del reato ascritto ed inflitto il
    > > massimo della
    > > pena?

    http://www.opsi.gov.uk/acts/acts2000/ukpga_2000002

    Nulla di cui tu hai scritto è vero. Non rivelare
    la password costituisce un reato a se stante, che
    nulla ha a che vedere col "massimo della pena"
    del reato di cui uno è accusato.


    Non solo, le condizioni per infliggere la pena
    sono restrittive, prima fra tutte il fatto che
    bisogna dimostrare l'esistenza stessa di dati
    cifrati, cosa impossibile, salvo non lo dica
    l'indagato stesso (e allora è proprio un fesso).
    Il principio base della crittografia moderna è
    proprio quello di rendere statisticamente
    indistinguibili dati criptati da dati
    casuali.

    Ma non c'era bisogno di leggersi il documento.
    Semplicemente è impossibile condannare di default
    un imputato che si rifiuta di testimoniare contro
    se stesso, è incostituzionale secondo qualunque
    costituzione occidentale.

    Discorso diverso se si DIMOSTRA che sta occultando delle prove. Quel "dimostra" con la crittografia diventa un po' complicato.
    non+autenticato
  • Parliamo della stessa Gran Bretagna dove CD e DVD originali costano dalle 3 alle 8 sterline, per cui tanto vale comprarli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pinguino emigrato
    > Parliamo della stessa Gran Bretagna dove CD e DVD
    > originali costano dalle 3 alle 8 sterline, per
    > cui tanto vale comprarli.

    Infatti. E il sito dove mi approvvigiono te li spedisce pure a casa senza spese aggiuntive.

    --
    Saluti, Kap
  • E non ce lo dici il nome di questo sito?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pietro
    > E non ce lo dici il nome di questo sito?

    Volevo evitare lo spam, comunque è http://www.play.com

    --
    Saluti, Kap
  • Grassie! A bocca aperta
    non+autenticato
  • Tanto ci vuol poco a spostare tutto su server di paesi terzi, così sono tutti contenti, Lo stato che può aver detto di aver fatto la sua parte nell'impedire la pirateria e i fruitori della rete che potranno continuare a fare file sharing alla faccia della major... non ne saranno contente le major... ma quanto mi dispiace!
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Tanto ci vuol poco a spostare tutto su server di
    > paesi terzi, così sono tutti contenti, Lo stato
    > che può aver detto di aver fatto la sua parte
    > nell'impedire la pirateria e i fruitori della
    > rete che potranno continuare a fare file sharing
    > alla faccia della major... non ne saranno
    > contente le major... ma quanto mi
    > dispiace!

    Da quando in qua i ladri sono passati da "pirati" a "fruitori della rete"?
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    >
    > Da quando in qua i ladri sono passati da "pirati"
    > a "fruitori della rete"?
    a) Per definizione neutra sono "fruitori della rete", giacché sia il comune cittadino che il ladro in fuga sono, alla guida di un auto sono fruitori della rete stradale...
    b) La difesa del diritto d'autore ha raggiunto forzature e storpiature incredibili, non tutelando affatto l'equo riconoscimento economico dell'opera intellettuale, ma andando a calpestare diritti come quello di tutelare il bene acquistato, condividere l'uso di un bene comprato, rivenderlo, non doversi PRESUMERE COLPEVOLE perché acquista un dispositivo di memorizzazione o una connessione a banda larga...

    A dirla tutta sarebbe ora di cambiare il nome di questi da "Pirati" a "Corsari", dotati di regolare "patente di corsa" da parte nostra di cittadini spregiati da chi abusa dei propri agganci politici per fare il proprio cavolo.

    Ovviamente non difendiamo di chi lucra rivendendo o plagiando le opere, ma neppure possiamo tollerare chi MODIFICA ad uso proprio la legge per conservare lucro da un modello di business cambiato alle radici dalla tecnologia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > Tanto ci vuol poco a spostare tutto su server di
    > > paesi terzi, così sono tutti contenti, Lo stato
    > > che può aver detto di aver fatto la sua parte
    > > nell'impedire la pirateria e i fruitori della
    > > rete che potranno continuare a fare file sharing
    > > alla faccia della major... non ne saranno
    > > contente le major... ma quanto mi
    > > dispiace!
    >
    > Da quando in qua i ladri sono passati da "pirati"
    > a "fruitori della
    > rete"?

    La vogliamo finire di usare termini impropri a caso?
    Che c'entra "ladri" in questo contesto?

    Ladro e' chi entra in casa tua, ti porta via l'apple e tu resti senza.
  • Scaricare non è rubare e non dovrebbe essere un reato.

    Chi dice che "scaricare = rubare" è un pirla.

    - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > Tanto ci vuol poco a spostare tutto su server di
    > > paesi terzi, così sono tutti contenti, Lo stato
    > > che può aver detto di aver fatto la sua parte
    > > nell'impedire la pirateria e i fruitori della
    > > rete che potranno continuare a fare file sharing
    > > alla faccia della major... non ne saranno
    > > contente le major... ma quanto mi
    > > dispiace!
    >
    > Da quando in qua i ladri sono passati da "pirati"
    > a "fruitori della
    > rete"?
    non+autenticato
  • Meglio mica troppo: ad una qualunque major basta caricare 30 secondi di un suo pessimo film o video per far sparire un intero servizio dal paese.
    Ad Atene si chiamava ostracismo, ma almeno sceglieva il popolo.