Claudio Tamburrino

Come ammodernare il web statale

Presentate le linee guida del ministro Brunetta per i siti web della PA: promozione per un nuovo dominio di secondo livello e per gli strumenti del web 2.0

Roma - Il ministro Brunetta ha presentato le "Linee guida per i siti web della PA", che verranno pubblicate online nei prossimi giorni e che rappresentano un primo passo verso il "miglioramento continuo" della qualità dei siti web pubblici.

Esse rappresentano l'implementazione della direttiva n. 8/2009, destinata a tutte le pubbliche amministrazioni. E seguono le intese che il ministro Brunetta ha firmato con Google e Microsoft e che mettono a disposizione della PA italiana la tecnologia di Search di Bing e di Google. "La rivoluzione digitale passa anche per la creazione di portali efficienti e intuitivi", aveva sottolineato Brunetta nel presentare gli accordi.

La presentazione mostra le linee guida come strumenti e criteri per la riduzione dei siti "obsoleti" e il miglioramento di quelli da mantenere attivi, con l'obiettivo principale di qualificare la presenza online delle amministrazioni.
Per far questo, secondo il Ministero per la PA e l'innovazione, occorre innanzitutto una razionalizzazione dei contenuti e il miglioramento dell'offerta informativa, trasformando in pratica i portali pubblici in centri di assistenza lineari e fornitori di servizi online efficienti, in grado anche di accogliere in tempo reale le istanze dei cittadini.

Fra i suggerimenti: la diffusione del dominio ".gov.it", in modo che un sito istituzionale possa essere identificato da subito, e l'utilizzo degli strumenti del Web 2.0 per migliorare l'interazione con i cittadini.

Accanto alla pubblicazione delle linee guida verrà avviata una consultazione pubblica telematica per consentire agli interessati (cittadini, pubbliche amministrazioni, associazioni di
categoria, fornitori ICT) di proporre suggerimenti e indicazioni che verranno utilizzate per le successive revisioni (con l'intenzione di effettuarne almeno una l'anno) del documento.

Claudio Tamburrino
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25 Commenti alla Notizia Come ammodernare il web statale
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  • l'altro giorno leggendo dei commenti ho visto che hanno chiuso il portale italia.gov, perchè? non è di brunetta quel portale? io lo conoscevo poco una volta avevo trovato informazioni sulle tasse e mi sembrava ricco di informazioni
    non+autenticato
  • italia.gov.it

    sito in ristrutturazione
  • Suggerisco di visitare www.lineaamica.gov.it

    ...
    non+autenticato
  • ... come siamo messi visto che dovrebbe essere un servizio pubblico ?
    non+autenticato
  • a macchia di leopardo, ad esempio il comune di Napoli (strano a dirsi) ha fatto un buon lavoro, mentre il comunde di milano è na m..... manco la validazione w3c passa...
    non+autenticato
  • Io ci vedrei troppo un sito unico, stile facebook, che si preoccupi solo di gestire l'autenticazione degli utenti/cittadini e che ne garantisca autorevolezza ed autenticità ed una API ben documentata in cui qualsiasi PA/comune/tribunale possa agganciarsi...

    con tanto di sondaggi online / mi piace/non mi piace e via dicendo...

    ma se si dovesse arrivare ad una simile conquista è probabile che le famose 3 "i" diventino solo 2A bocca aperta
    non+autenticato
  • sarebbe chiedere troppo che se uno scrive, riceva una risposta?
    non+autenticato
  • Obbligo di adottare il formato ODF come lingua franca della PA digitale. Che dite, sarò ascoltato ?
  • Difficile visto che partner del progetto di digitalizzazione della PA è portato avanti in collaborazione con MS.

    Cmq penso che in una PA non dovvrebbero esserci ne office ne openoffice. Tutto dovrebbe essere sviluppato con applicativi web che poi magari generano PDF. Costerebbe poco, sarebbe amministrabile da un'unico CED e i soldi risparmiati x pc e simili (un app web gira su qualunque pc con su firefox) potrebbero essere investiti per portare banda larga a quei comuni che ancora ne sono sprovvisti!
  • - Scritto da: barra78
    > Difficile visto che partner del progetto di
    > digitalizzazione della PA è portato avanti in
    > collaborazione con MS.
    >
    >
    > Cmq penso che in una PA non dovvrebbero esserci
    > ne office ne openoffice. Tutto dovrebbe essere
    > sviluppato con applicativi web che poi magari
    > generano PDF.

    potrebbe essere un'idea ma non puoi tagliar fuori chi non può/vuole connettersi al sito web della PA.
    Senza considerare il problema dell'autenticazione: un form web non ha valore legale a meno che non si possa identificare univocamente chi ha compilato il form con un qualche sistema di firma digitale. Altrimenti fa fede solo ed esclusivamente la carta.

    > Costerebbe poco, sarebbe
    > amministrabile da un'unico CED

    ne l'uno e neppure l'altro. Forse non hai idea di quanti moduli relativi ai più disparati ambiti della PA ci siano in giro. Un unico CED si trasmuterebbe all'istante in un collo di bottiglia.
  • il mio discorso riguardava i documenti interni (quelli che oggi sono fatti con word ed excell). Chi entra ed esce da un'ufficio pubblico ha scartoffie, raramente documenti in forma elettronica.

    Per il discorso del CED penso che la cosa possa essere fattibile: classico punto stella con su tutto l'hardware, amministrato a livello unico nazionale. Per il software responsabili per "documenti comuni", quelli validi per tutto il territorio (anch'essi operativi al punto stella) e i responsabili di uffucio con autorizzazioni per le documentazioni "più specifiche".

    Ho analizzato recentemente la messa in sicurezza di una PA e conosco abbastanza questi argomenti, tutto sarebbe fattibile,anche se l'avvio di una struttura del genere sarebbe difficoltosa.....
  • - Scritto da: barra78
    > il mio discorso riguardava i documenti interni
    > (quelli che oggi sono fatti con word ed excell).

    excel si usa anche per elaborazioni ed analisi dei dati. L'uso di web application a parte qualche caso particolare lo vedo abbastanza arduo:

    - tutto sommato è un sistema poco versatile, se ti serve elaborare un nuovo tipo di documento devi aspettare che si aggiorni la webapp.

    - avrebbe richieste di banda e di elaboratori proibitive.

    > Chi entra ed esce da un'ufficio pubblico ha
    > scartoffie, raramente documenti in forma
    > elettronica.
    >
    per fortuna la firma digitale sta iniziando ad affermarsi. Anche se le scartrofie andranno avanti molto a lungo.

    > Per il discorso del CED penso che la cosa possa
    > essere fattibile: classico punto stella con su
    > tutto l'hardware, amministrato a livello unico
    > nazionale.

    sevirebbe un googleplex o quasi.

    > Per il software responsabili per
    > "documenti comuni", quelli validi per tutto il
    > territorio (anch'essi operativi al punto stella)

    migliaia di template di documenti: la gestione di un insieme così eterogeneo di documenti porterebbe a costi proibitivi.

    > Ho analizzato recentemente la messa in sicurezza
    > di una PA e conosco abbastanza questi argomenti,

    solo una domanda: centrale o locale ? e se locale di che dimensione ?
  • Excel: ormai nessuna grande azienda ne fa uso per elaborazioni ed analisi. Esistono CRM, software di Business intelligence, ERP. Excel è uno strumento antiquato e cmq esistono soluzioni "alla google docs".

    Sull'ultima domanda preferisco non rispondere qui perchè la cosa è ancora in corso (e ci sono orecchie ovunque che ascoltano!), se ti interessano maggiori dettagli contattami in privato: barra78@gmail.com
  • - Scritto da: barra78
    > Excel: ormai nessuna grande azienda ne fa uso per
    > elaborazioni ed analisi. Esistono CRM,
    > software
    > di Business intelligence, ERP. Excel è uno
    > strumento antiquato e cmq esistono soluzioni
    > "alla google docs".

    mah ho i miei dubbi, in molti casi per far in fretta i conti è molto pratico usare excel. Certo non per calcoli strategici a livello aziendale, per quelli esistono i software per la businness intelligence.
    Non capisco poi cosa c'entrino i CMS e l'ERP, sono software che hanno scopi ed impieghi profondamente diversi da Excel.

    Google Docs può andar bene a chi ha bisogno di fogli di calcolo con poche funzionalità, e le soluzioni simili hanno tutte la stessa pecca di richiedere abbastanza banda e caricare i server.

    >
    > Sull'ultima domanda preferisco non rispondere qui
    > perchè la cosa è ancora in corso (e ci sono
    > orecchie ovunque che ascoltano!), se ti
    > interessano maggiori dettagli contattami in
    > privato:
    > barra78@gmail.com

    capisco.
  • Ho scritto CRM, non cms.

    CRM ed erp permettono di gestire informazioni relative alla produzione (ERP) e la vendita (CRM). Grazie ad essi si possono calcolare molto semplicemente i costi di produzione (sia di beni che di servizi), tempi di rotazione del magazzino ecc.
    Esistono soluzioni facilmente adattabili a una PA.

    Queste soluzioni basate su interfaccia web sono molto leggere (prova vtigercrm), su una macchina decente girano centinaia di utenti contemporaneamente, una farm per gestire le decine di migliaia di utenti necessari non costerebbe poi cifre folli (con le duvute proporzioni, parliamo cmq di centiania di miglaia di euro).

    Lo stato già usa soluzioni di questo tipo per questura e carceri, non sono molto evolute (e se ben ricordo sono basate su soluzioni IBM), si trattarebbe solo di partire pian piano, un comune/provincia per volta a sperimentare (magari partendo da comuni piccoli usandoli come "cavia")
  • - Scritto da: barra78
    > Ho scritto CRM, non cms.
    >
    ops papera. Imbarazzato

    > CRM ed erp permettono di gestire informazioni
    > relative alla produzione (ERP) e la vendita
    > (CRM). Grazie ad essi si possono calcolare molto
    > semplicemente i costi di produzione (sia di beni
    > che di servizi), tempi di rotazione del magazzino
    > ecc.
    > Esistono soluzioni facilmente adattabili a una
    > PA.
    >

    le ho viste, il problema è che non ti coprono tutte le esigenze che potrebbe avere una PA, che possono andare dal monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori di opere in appalto alla gestione di domande per ricevere dei contributi, dalla concessione di pareri su opere pubbliche e altri interventi alla gestione del protocollo. Aiutano molto per gestione magazzino e approvvigionamenti o per la gestione del personale, ma le funzioni di una PA non si esauriscono in quello.

    > > Queste soluzioni basate su interfaccia web sono
    > molto leggere (prova vtigercrm), su una macchina
    > decente girano centinaia di utenti
    > contemporaneamente, una farm per gestire le
    > decine di migliaia di utenti necessari non
    > costerebbe poi cifre folli (con le duvute
    > proporzioni, parliamo cmq di centiania di miglaia
    > di euro).
    >
    creeresti colli di bottiglia e avresti diseconomie di scala abbastanza grosse. Al vantaggio di accentrare tutto si contrapporrebbe lo svantaggio di dover gestire molte applicazioni disomogenee, metti ad esempio un programma per la gestione del parco auto della polizia con quello per le graduatorie della Scuola, l'anagrafe sanitaria con il protocollo del comune di roccafritta di sotto.

    >
    > Lo stato già usa soluzioni di questo tipo per
    > questura e carceri, non sono molto evolute (e se
    > ben ricordo sono basate su soluzioni IBM), si

    credo si tratti di software per gestire pochi compiti ma che devono essere svolti da molte strutture distribuite sul territorio, come ad esempio la gestione delle derrate alimentari per le carceri.

    > trattarebbe solo di partire pian piano, un
    > comune/provincia per volta a sperimentare (magari
    > partendo da comuni piccoli usandoli come
    > "cavia")

    c'è un problema con i comuni piccoli; il problema della scalabilità. Un piccolo comune è poco strutturato amministrativamente mentre un medio è già strutturato in dipartimenti, uno grosso poi deve gestire sedi periferiche (circoscrizioni). Quindi soluzioni ottime per un piccolo comune possono essere insufficienti per un comune grosso o viceversa soluzioni di gestione per grosse realtà possono essere solo una seccatura per piccole realtà locali. Per gestire 4 (quattro!) dipendenti SAP è una inutile complicazione, per gestirne 400 diventa molto pratico per gestirne 4.000 l'unico modo per non uscirne pazzo.
  • - Scritto da: shevathas
    > Senza considerare il problema
    > dell'autenticazione: un form web non ha valore
    > legale a meno che non si possa identificare
    > univocamente chi ha compilato il form con un
    > qualche sistema di firma digitale. Altrimenti fa
    > fede solo ed esclusivamente la
    > carta.

    Sei rimasto indietro. Il vulcanico Brunetta ha emanato il famoso decreto per l'amministrazione digitale in cui (secondo lui) dal 1 luglio 2010 tutti i documenti ufficiali dovranno essere esclusivamente elettronici e il cartaceo perderà valore legale.
    Se avesse anche detto le specifiche tecniche saremmo tutti più contenti, ma mica può fare tutto lui... Rotola dal ridere
    2678
  • - Scritto da: gerry
    > - Scritto da: shevathas
    > > Senza considerare il problema
    > > dell'autenticazione: un form web non ha valore
    > > legale a meno che non si possa identificare
    > > univocamente chi ha compilato il form con un
    > > qualche sistema di firma digitale. Altrimenti fa
    > > fede solo ed esclusivamente la
    > > carta.
    >
    > Sei rimasto indietro. Il vulcanico Brunetta ha
    > emanato il famoso decreto per l'amministrazione
    > digitale in cui (secondo lui) dal 1 luglio 2010
    > tutti i documenti ufficiali dovranno essere
    > esclusivamente elettronici e il cartaceo perderà
    > valore

    i documenti ufficiali prodotti e che deve custodire la pa, non i documenti provenienti dal pubblico. Giustamente non ha dato le specifiche del formato di memorizzazione in quanto ogni documento sarebbe opportuno venga memorizzato in maniera tale da renderne agevole la successiva elaborazione. In parole povere meglio memorizzare i disegni tecnici dei progetti in formato dwg che in doc o odtOcchiolino

    > legale.
    > Se avesse anche detto le specifiche tecniche
    > saremmo tutti più contenti, ma mica può fare
    > tutto lui...
    > Rotola dal ridere

    per esperienza è meglio che non le abbia date, anche perché sarebbe impossibile darle, troppi casi e troppe variabili.