Mauro Vecchio

Reuters: cinguettare, ma con moderazione

Un pacchetto di linee guida per l'utilizzo dei social media da parte dei giornalisti dell'agenzia di stampa. Che dovrebbero evitare posizioni nette e soprattutto anticipare su Twitter gli stessi scoop di Reuters

Roma - In un contesto sempre più social come quello online, l'ultima tentazione dei giornalisti potrebbe provenire proprio da piattaforme come Twitter. Che potrebbero essere utilizzate dai reporter per esprimere opinioni personali o addirittura anticipare in esclusiva i fatti di cronaca più importanti. Ma ad agenzie di stampa come la britannica Reuters questa improvvisa apertura in Rete non sembra del tutto piacere.

È recente, infatti, un documento contenente alcune fondamentali linee guida a cui i giornalisti di Reuters dovranno attenersi per evitare fastidiose grane professionali. Linee guida sull'utilizzo dei cosiddetti social media. Un corpus di consigli ai dipendenti dell'agenzia di stampa, che dovrebbero innanzitutto tenere a mente il nucleo fondante della reputazione di Reuters: l'indipendenza da ogni faziosità.

A scanso di fraintendimenti, il documento di Reuters non ha voluto scoraggiare l'utilizzo delle varie piattaforme social, cruciali per raggiungere in tempo reale i lettori di tutto il mondo. I giornalisti dovrebbero tuttavia capire bene che non può esserci online una separazione netta tra ciò che abbraccia l'universo della sfera privata e quelle che attualmente sono le regole di imparzialità dell'agenzia di stampa.
Una delle raccomandazioni del blocco di linee guida è stata: pensate prima di postare qualcosa. Per Reuters non bisognerebbe mai cedere alla tentazione di commentare qualcosa con rabbia, né linkare notizie di dubbia provenienza, peggio ancora vere e proprie bufale.

Relativamente a Facebook, i giornalisti di Reuters dovrebbero prestare particolare attenzione ai gruppi ai quali decidono di iscriversi. Non solo, ma anche agli amici che decidono di aggiungere e a quelle specifiche informazioni personali richieste, come l'orientamento politico e religioso. Un altro consiglio ha poi sottolineato come sia necessario creare eventualmente due account diversi, di cui uno per poter esprimere pareri come privato cittadino.

Una specifica sezione del documento è stata poi dedicata interamente a Twitter. La piattaforma può essere usata per coprire eventi dal vivo, oppure per distribuire news già pubblicate. Ma rimane opportuno, per un giornalista, chiedere sempre il permesso ai vertici di Reuters prima di creare un account. Fermo restando che il marchio dell'agenzia di stampa dovrebbe sempre apparire vicino al nome.

Infine una domanda: è possibile dare l'esclusiva di una notizia via Twitter? Ecco la risposta di Reuters: "Come già previsto per le attività di blogging interne all'agenzia, bisogna assicurarsi di avere tra le mani del contenuto che sia stato già annunciato dai canali primari". In inglese, don't scoop the wire.

Mauro Vecchio
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