Alfonso Maruccia

Gli USA hanno il loro National Broadband Plan

La Commissione Federale per le Comunicazioni ha finalmente presentato al Congresso il suo ambizioso piano per riportare gli States alla testa dei paesi più avanzati nelle tecnologie di rete

Roma - Dopo essere stato oggetto di estesa discussione e proposte provenienti da tutti i grandi protagonisti dell'IT statunitense, il National Broadband Plan voluto dalla Federal Communications Commission è infine approdato al Congresso con tutto il suo carico di promesse, obiettivi e strategie. Un piano ambizioso, che promette "velocità" ed equità di trattamento per il pubblico ma prevede che la maggior parte del lavoro se lo accollino le aziende e i soggetti privati.

Alcune delle misure più impegnative contenute nel Piano sono già di pubblico dominio da giorni, basti citare quella che prevede la diffusione di connessioni a 100 Megabit in almeno 100 milioni di case degli States entro il 2020 (con una minimo di 50 Mbps in upstream). Il documento completo, attualmente disponibile per il pubblico sul sito della FCC, aggiunge altri cinque obiettivi "primari" da raggiungere per fare degli Stati Uniti il pioniere tecnologico che è stato ai tempi d'oro della Silicon Valley.

In particolare, per riottenere la leadership nell'innovazione per le tecnologie e le comunicazioni telematiche gli USA dovranno: estendere il proprio network di comunicazione senza fili "liberando" altri 300 MHz dello spettro wireless entro 5 anni e 500 MHz in 10 anni; spingere le percentuali di adozione della banda larga dal 65% al 90%; fornire connessioni ad almeno 1 Gbps in "ogni comunità americana" incluse scuole, ospedali, strutture militari; istituire una rete wireless di pronto intervento pubblico interoperabile ed estesa a tutta la nazione.
Secondo FCC da una rete telematica più veloce dipende la capacità di innovare il sistema dell'istruzione statunitense, la cura della salute e i servizi energetici, le opportunità future per il business sia per quel che concerne i provider che i fornitori di servizi terzi sul web. Per quanto riguarda i costi necessari, la Commissione indica alcune riallocazioni di fondi pubblici già previsti per altre iniziative tecnologiche ma prevede anche che il settore privato partecipi attivamente alla concretizzazione del piano.

Stabilita la teoria, "ora viene la parte più difficile" ha commentato il vice-presidente di Verizon Tom Tauke. Verizon continuerà a cooperare attivamente con la FCC e il Congresso per concretizzare la visione articolata nel piano, continua Tauke, anche perché "è chiaro che virtualmente tutti questi importanti obiettivi verranno raggiunti grazie a investimenti privati".

Accoglie positivamente il piano anche CTIA, associazione dell'industria del wireless che per bocca del presidente Steve Largent concede a FCC il merito di aver riconosciuto "l'importanza dell'Internet mobile per l'economia e per raggiungere molte priorità nazionali". E per quel che concerne le frequenze dello spettro da liberare, il presidente di FCC Julius Genachowski sostiene che "un certo numero di stazioni televisive" è d'accordo a cedere quelle in suo possesso in cambio di una parte dei ricavati che proverranno dalla loro messa all'asta.

Alfonso Maruccia
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