Alfonso Maruccia

Per la musica il futuro è mobile

Servizi musicali nuovi e meno nuovi rincorrono le applicazioni in movimento per diversificare il business e rastrellare nuovi clienti. E se le sottoscrizioni non bastano c'è anche la possibilità di scaricare

Roma - Un importante prerequisito utile a tenere il passo con il cangiante mercato della musica digitale è quello di allargare i propri servizi alle piattaforme di mobile computing. Rhapsody e Mog annunciano appunto novità su questo fronte specifico, l'una impegnata a correggere il tiro con la sua applicazione per iPhone e l'altra ad allargare ulteriormente la sua base di utenza con una nuova divisione dedicata ai servizi per smartphone e MID (Mobile Internet Device).

Per Mog l'orizzonte mobile rappresenta una novità: la startup è attiva sin dal 2005, vanta accordi con le Grandi Sorelle del disco (Sony, Warner, Universal ed EMI) e ha recentemente attivato un servizio a base di sottoscrizioni che offre, per 5 dollari al mese, l'accesso all'intero catalogo composto da 7 milioni di brani.

Grazie all'investimento in capitali di ventura dal valore di 10 milioni di dollari ottenuto solo il mese scorso, Mog può ora pensare di approdare su piattaforme Android e Apple entro il secondo quarto del 2010. Ignoti al momento i prezzi e le nuove modalità di accesso al servizio, inclusa la possibilità (probabilmente da ripensare e adattare al nuovo mercato) di scaricare in locale il brano interessato con il pagamento di un prezzo "premium" mensile (10 dollari su PC).
Chi invece annuncia novità proprio in merito all'accesso locale dei contenuti musicali è Real, che si appresta a introdurre la possibilità di avere playlist offline sulla versione per iPhone di Rhapsody. Il servizio musicale della (un tempo) gloriosa proprietaria dei formati RealMedia non se la passa proprio benissimo, e certamente gli utenti di Rhapsody apprezzeranno la nuova funzionalità che va ad aggiungersi a quella classica di fruizione "always-on" su reti 3G o WiFi.

Per rendere l'esperienza utente più godibile e meno confusionaria, i programmatori Real hanno pensato a un sistema di colori a indicare quali playlist sono state salvate sul dispositivo fisico (arancio) e quali necessitano della solita connessione al server remoto (nero). Ignoti i tempi di distribuzione della nuova versione del software a parte il "prestissimo" di ordinanza.

Alfonso Maruccia
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