Claudio Tamburrino

Facebook da record, ma anche no

Come era già successo a vantaggio di MySpace, l'home page di Google perde il primato di visite per un'intera settimana. Ma è presto per dichiarare il declino di Mountain View

Roma - Si profila un testa a testa per quanto riguarda la classifica dei siti più visitati. Facebook per la prima volta per un'intera settimana supera Google. Ma solo se si considerano esclusivamente le utenze degli Stati Uniti, i visitatori delle home page (e non quindi i vari servizi Google). Ma, soprattutto, si tratta di una classifica che poco o niente dice degli introiti pubblicitari.

I dati raccolti in un sondaggio Hitwise rappresentano in ogni caso un record per il social network che mai era riuscita finora a superare le visite in home page ottenute da Google negli Stati Uniti per una settimana intera: in passato il primato era stato raggiunto durante la vigilia di Natale, a Natale, a Capodanno e nel weekend del 6 e 7 marzo.

Facebook ha infatti raccolto il 7,07 per cento dei visitatori della Rete statunitense nella sua home page, contro il 7,03 per cento di Google.com. Se si contano anche i servizi correlati, tuttavia, Big G arriva all'11,3 per cento e il secondo posto viene raggiunto dalle proprietà di Yahoo!, che assieme fanno il 10,9.
Google deteneva il record settimanale ininterrottamente dal 15 settembre 2007, quando era proprio un altro social network a sottrargli momentaneamente il trono: MySpace. Se questo precedente non appare certo benaugurante per Facebook, a confortare arrivano i dati di crescita complessivi: 185 per cento di visitatori in più rispetto al periodo corrispondente dell'anno precedente. Un ritmo impressionante soprattutto se comparato (anche se impropriamente, visto il livello già raggiunto dal motore di ricerca) con il 9 per cento in più segnato da Google.

Questo successo potrebbe permettere a Facebook di incrementare anche gli introiti pubblicitari (incassa per il momento tra il miliardo e il miliardo e mezzo di dollari l'anno, contro i quasi 24 miliardi di Google) e di allargarsi ancora dal momento che si tratta di un prodotto che guadagna appeal con la diffusione e la rete sociale che crea. Insomma, coloro che stanno resistendo alla marea blu potrebbero essere tentati da la portata del suo successo molto presto.

Claudio Tamburrino
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