Roma - Gli accorciatori di URL, come TinyURL, Bit.ly o i recenti servizi sviluppati da
YouTube,
Twitter,
Facebook e
Google, rallenterebbero il Web. A dirlo uno studio della olandese
Watchmouse.
Il principio è che cliccando su un URL accorciato, oltre a rischiare di incappare in contenuti diversi da quelli che si cercava o in veri e propri siti di malware, si viene reindirizzati su un server che contiene l'URL originale nel suo databse e solo da lì si arriva all'indirizzo selezionato. Inoltre i servizi di
URL shortening sono spesso offerti da startup che mancano di infrastruttura ottimale in grado di supportare efficacemente e in maniera ottimale tutto il traffico da reindirizzare.
Watchmouse ha
seguito per un mese le risposte di 14 servizi di
accorciatori URL: misurando così il
rallentamento causato alla navigazione in circa un secondo per ogni pagina che viene caricata tramite di essi. Premio lumaca al servizio fb.me (ancora alla versione beta) offerto da Facebook, i cui ritardi arrivano a due secondi. I servizi goo.gl e youtu.be, invece, fanno perdere solo mezzo secondo circa.
Questi ritardi, inoltre, non essendo i serve ottimizzati per supportare il traffico internazionale possono acuirsi a seconda della nazione da cui ci si connette.
Per continuare a vigilare sull'operato di tali servizi,
Watchmouse ha deciso di continuare a tenere d'occhio il loro operato. A tale scopo ha anche costituito una
pagina che li raccoglie tutti e informa di eventuali disservizi.
Claudio Tamburrino