Cyberdiritti, le brevissime di oggi

DVD Jon, appello più vicino sul caso deCSS - Ex dipendente Intel torna in tribunale: 6 anni fa attaccò l'azienda via email - P2P: nuove minacce agli studenti USA

DVD Jon torna in tribunale
Il giovane hacker norvegese che osò sfidare le major di Hollywood senza saperlo sarà processato in appello a partire dal prossimo dicembre. L'appello è stato richiesto proprio dai legali dell'industria del cinema dopoché in primo grado un tribunale di Oslo ha assolto Jon Johansen da ogni accusa.
Come noto, Johansen aveva 17 anni quando due anni fa creò un programmino che gli ha consentito di usare i DVD regolarmente acquistati sul proprio computer di casa. Un software, noto come deCSS, capace anche di violare il CSS, ovvero il sistema di protezione e gestione dei diritti sui DVD imposto dai produttori. Non sapeva che su di lui e la sua famiglia si sarebbe riversata l'ira di Hollywood...

Nuovo round per Ken Hamidi, l'antiIntel
Sono passati sei anni da quando Hamidi, ex dipendente Intel, decise di sfidare l'azienda inviando le proprie proteste contro gli ex datori di lavoro ad una massa di dipendenti Intel sfruttando il sistema email aziendale. Un fatto che spinse Intel a denunciarlo e ad iniziare una lunga contesa legale.
A dicembre 2001, come qualcuno ricorderà, Intel ha ottenuto una prima vittoria perché i giudici di Sacramento, in California, hanno ritenuto che il gesto di Hamidi fosse equiparabile ad una violazione di domicilio con l'intento di procurare danni.
Ora con l'ausilio dei gruppi che si battono per i diritti civili e la libertà di espressione, Hamidi ha ottenuto di poter fare ricorso alla Corte Suprema dello Stato della California. Tra qualche mese è atteso un verdetto che interessa anche gli operatori dell'antispam.

Le minacce al P2P
Pressate dai prodottori discografici e cinematografici le autorità universitarie americane continuano ad avvertire i propri studenti delle conseguenze di un uso illegale del peer-to-peer, per scaricare e duplicare brani musicali e cinematografici oppure software.
L'ultima lettera agli studenti è stata firmata dall'Università della Pennsylvania che ha ricordato a chi frequenta l'ateneo che le pene previste dalle policy dell'università e dalle leggi USA sono pesantissime. Se poi si copiano più di mille dollari di materiali si rischiano fino a 10 anni di carcere e sanzioni fino a 250mila dollari. Nella lettera non si ricorda, però, che l'impiccaggione non è prevista per reati di pirateria.
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