massimo mantellini

Contrappunti/ Tra i due litiganti, il Web gode

di M. Mantellini - Alla Rete non importa se Google sia buona o cattiva, o se i video su YouTube ce li abbia messi Viacom o l'uomo della strada. Alla Rete importa che la conoscenza e la cultura fluiscano

Roma - Nei giorni scorsi negli Stati Uniti si è tornato a parlare del caso YouTube-Viacom. Viacom ha reso pubblici messaggi di posta elettronica che fanno parte del materiale presentato ai giudici, Google ha risposto con un post sul proprio blog ed altra documentazione.

Come è noto Viacom (proprietaria del network MTV e della casa cinematografica Paramount) in una causa che va avanti ormai da qualche anno, accusa YouTube di violazioni del copyright sul più importante sito mondiale di sharing video e di aver costruito la propria fama, fin dal 2005, cioè prima della sua acquisizione da parte di Google, sul fatto che gran parte dei video che gli utenti caricavano erano sotto copyright e come tali illegali. Viacom accusa poi Google di aver conosciuto perfettamente, al momento dell'acquisto miliardario della piattaforma, la natura illegale di tale materiale e di non aver fatto grandi passi per limitarne la diffusione, chiedendo anzi ai detentori dei diritti di diventare licenziatari dei propri contenuti in cambio del controllo sulla piattaforma.

Google dal canto suo risponde alle accuse con una premessa di cui spesso ci dimentichiamo. Qualsiasi video caricato su YouTube è "sotto copyright", non solo quelli prodotti dalle grandi major dell'intrattenimento. Dal video di mia figlia da piccola che legge Cappuccetto Rosso a quelli che quotidianamente riassumono le trasmissioni televisive di gran parte dei paesi del mondo, tutti i contributi hanno un proprietario reale o presunto ed il proprietario, e non la piattaforma di distribuzione, è il soggetto adatto a riconoscere e valutare diritti naturali o loro eventuali eccezioni. Google sostiene poi che Viacom abbia per anni caricato parti del proprio materiale su YouTube, usando intermediari e falsi nomi, allo scopo di sfruttare essa stessa l'audience di YouTube e, ironia della sorte, di avere continuato a farlo anche dopo aver intentato causa a Google per violazione del copyright.
Il duello Viacom-Google, giocato contemporaneamente nelle aule dei tribunali e pubblicamente in Rete, è interessante per molte ragioni. Forse quella maggiormente rilevante è la proiezione che tematiche del genere avranno sul nostro futuro. Pur nella grande complessità del caso un dato risulta evidente: nessuno dei contendenti, osservato da qua, sembrerebbe essere innocente. Viacom da un lato rappresenta la difesa di ufficio di un passato ormai sepolto, cavalca una idea di copyright che è stata travolta dal tempo e sulla quale non sarebbe davvero il caso di soffermarsi troppo. Come avviene per la musica e per altri contenuti, pensare che spezzoni del proprio materiale video già emesso sui circuiti TV o nelle sale cinematografiche possano, nell'era della riproduzione digitale, rimanere sotto il proprio completo controllo è semplicemente follia.

Dall'altro lato prima Youtube e poi Google giocano faticosamente a raccontarci la favoletta della bella addormentata nel Web, eternamente in bilico su di un filo molto sottile di dubbia credibilità. È da sempre sotto gli occhi di tutti che buona parte dei contributi quotidianamente caricati in rete dagli utenti su YouTube siano materiale "tecnicamente" illegale, possibile che solo in California non si siano accorti che l'80 per cento dei propri contenuti, quelli capaci di richiamare l'attenzione della vasta maggioranza dei propri utenti, erano e sono di quel tipo? Google ha banalmente fatto in questi anni quello che molti altri avrebbe fatto al suo posto: da un lato ha lavorato per stringere accordi di licenza per distribuire legalmente contenuti interessanti, dall'altro ha tollerato l'immissione sulla propria piattaforma dei contenuti sotto copyright e ne ha rallentato come ha potuto la rimozione.

Detto questo il punto interessante per noi oggi non è qui. Il punto interessante è che attraverso YouTube abbiamo avuto a disposizione uno strumento potentissimo che prima non c'era e che è utile per l'intera società. YouTube aggiunge valore alla TV, crea una selezione naturale dei contenuti e li riassume per chi non c'era, favorisce il mashup e la rivalutazione dei punti di vista, soprattutto archivia in maniera costante e unica un immenso patrimonio di conoscenza che diversamente andrebbe perduto. Perduto o dimenticato sono le parole centrali di questo discorso. Desideriamo che l'archivio delle cose del mondo resti facilmente consultabile (su YouTube o altrove) o preferiamo che vada perduto per ragioni di bassa ragioneria? Vogliamo spiegare a nostra figlia seienne com'era lo Zecchino d'Oro del 1968, quello dell'anno della vittoria di Quarantaquattro gatti dentro i farraginosi archivi di Rai Teche, o ci facciamo bastare i tre click dentro YouTube, dimenticandoci di un copyright discutibile (visto che quei programmi erano prodotti con i soldi dei cittadini) aiutati dal lavoro gratuito di altre persone? Che YouTube sia oggi uno standard di ricerca video del resto ce lo racconta la Rai stessa, che ha saggiamente deciso di trasbordare su YouTube parte del proprio archivio storico.

Ci sono valori importanti che possono essere riconosciuti anche in attività che il vecchio ordinamento tuttora in vigore considera illegali; è piuttosto chiaro oggi, a poco più di dieci anni dalla prepotente entrata di Internet nell'elenco dei nostri strumenti di conoscenza, che nessuno si sveglierà domani regalandoci una normativa sul diritto d'autore a misura di Rete. Tutti ne parlano ma nessuno lo farà, per la semplice ragione che gli interessi in campo (quegli stessi interessi che Google e Viacom incrociano nelle aule di tribunale in questi giorni) non sono quelli della convenienza pubblica ma altri, meno etici e talvolta perfino imbarazzanti. A meno di non voler credere al formidabile racconto secondo il quale Internet stia strangolando l'arte con dentro tutti gli artisti, o all'altro ugualmente comico secondo il quale i contenuti generati dagli utenti sono tutti fino a prova contraria farina del loro sacco.

Non si tratta di difendere Google quando Mediaset o Viacom la trascinano in tribunale, magari perché crediamo ancora ostinatamente al Don't be evil o perché gli altri contendenti ad uno sguardo superficiale ci sembrano comunque più cattivi e più cinici. Si tratta invece di difendere strumenti di condivisione aperti a tutti dalle mire distruttive di chi pensa unicamente al proprio interesse economico. E sia il benvenuto chiunque riesca in qualche maniera a creare valore condiviso fra impresa e società. Sarebbe sufficiente difendere il diritto di un cittadino di condividere in rete "Quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due", con Mariele Ventre che dirige il coro, e il bianco e nero di quelle immagini sgranate, e la sala dell'Antoniano di Bologna e tutto il resto. Che sia la Rai a farsi carico di questo diritto diffuso (a parole in effetti sono tutti molto bravi ma non è casuale che su YouTube il video di quella canzone dello Zecchino d'Oro del 1968 sia stato caricato dalla Rai solo nel novembre 2009, e sia stato visto circa 6mila volte mentre altre versioni caricate dagli utenti hanno superato il milione di visualizzazioni) o che sia qualcun altro a farlo, utilizzando il proprio tempo regalato, non ha molta importanza.

A patto che nulla vada perduto o dimenticato.

Massimo Mantellini
Manteblog

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145 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Tra i due litiganti, il Web gode
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  • Poco importa... ammettono anche loro di essere una specie in via di estinzione, quindi chissenefrega di quello che pensano.
    non+autenticato
  • Comunque voglia essere rigirata la frittata: Da un lato A LOR SIGNORI occorre pubblicità GRATUITA SUI VIDEO-TUBI IN RETE (la chiamano visibilità!)
    Ma poi raggiunto IL LORO SCOPO...la si condanna perchè l'arte non si riesce a vendere abbastanza!!!!
    E...LOR SIGNORI aumentano i prezzi...in un periodo come questo dove la gente comune è costretta a tagliare le spese non indispensabili!

    LA CONDIVISIONE E LA RETE, E' LA REGINA DI TUTTI I >>>>LORO MALI<<<<!!!
    MA VA?!
    non+autenticato
  • Hai detto la parola giusta: arte

    La musica è arte; un bel film, è arte; un libro, è arte. Non merce; quindi, non si può e non si deve vendere.

    La musica può, in certi casi, essere una risorsa (ad esempio, una colonna sonora: è fatta non per essere ascoltata così, ma per essere usata all'interno di un'opera più grande); ma comunque, non è merce.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Hai detto la parola giusta: arte
    >
    > La musica è arte; un bel film, è arte; un libro,
    > è arte. Non merce; quindi, non si può e
    > non si deve
    > vendere.

    Mio nonno con i quadri ha mantenuto nove figli !
    Mia moglie con i quadri, affreschi e restauri arrotonda.
    Come l'arte non si deve vendere e chi l'ha detto ?
    Bethooven componeva per soldi, Mozart pure, Bach anche (diverso perchè viveva a corte, ma era come se fosse stipendiato con vitto, alloggio e "diverimenti" vari), Caravaggio ? Idem. Michelangelo ? Pure. Vado avanti ?

    > La musica può, in certi casi, essere una
    > risorsa (ad esempio, una colonna sonora: è
    > fatta non per essere ascoltata così, ma per
    > essere usata all'interno di un'opera più grande);
    > ma comunque, non è merce.

    Eh già... Sorride

    Che le case di distribuzione pretendano troppo è un conto, che un'artista non possa vivere della propria arte è assurdo.
    non+autenticato
  • > Mio nonno con i quadri ha mantenuto nove figli !
    > Mia moglie con i quadri, affreschi e restauri
    > arrotonda.
    >
    > Come l'arte non si deve vendere e chi l'ha detto
    > ?

    Guarda, anche un mio prozio era pittore: ed ha cominciato a guadagnare bene dopo aver passato i 90 anni; questo perchè i quadri spesso acquistano valore dopo la morte dell'autore, e i galleristi cominciavano ad interessarsi ed a comprarglieli speculando proprio sulla sua età...

    Ti sembra giusto questo? Ti sembra giusto che, in questo modo, a guadagnare siano soprattutto i galleristi? Avevo anche sentito il caso di un signore che voleva vendere dei quadri realizzati dalla moglie, e un gallerista si era mostrato interessato, per poi tirarsi indietro dopo aver saputo che l'autrice di tali quadri era ancora viva (ti lascio immaginare l'inca**atura del marito...)
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > Mio nonno con i quadri ha mantenuto nove figli !
    > > Mia moglie con i quadri, affreschi e restauri
    > > arrotonda.
    > >
    > > Come l'arte non si deve vendere e chi l'ha detto
    > > ?
    >
    > Guarda, anche un mio prozio era pittore: ed ha
    > cominciato a guadagnare bene dopo aver passato i
    > 90 anni; questo perchè i quadri spesso acquistano
    > valore dopo la morte dell'autore, e i galleristi
    > cominciavano ad interessarsi ed a comprarglieli
    > speculando proprio sulla sua
    > età...
    >
    > Ti sembra giusto questo? Ti sembra giusto che, in
    > questo modo, a guadagnare siano soprattutto i
    > galleristi? Avevo anche sentito il caso di un
    > signore che voleva vendere dei quadri realizzati
    > dalla moglie, e un gallerista si era mostrato
    > interessato, per poi tirarsi indietro dopo aver
    > saputo che l'autrice di tali quadri era ancora
    > viva (ti lascio immaginare l'inca**atura del
    > marito...)

    Ah se vai dai galleristi è così. E' normale. Non sarà giusto, ma è normale. Sorride I galleristi, di solito, servono per fati conoscere e questo ha un prezzo. Invece ho conosciuto giusto l'anno scorso un pittore molto bravo che esponeva i sui quadri in piazza durante le varie feste di paese, in giro per l'italia, e mi ha confidato che ci si campa benissimo (tutta la famiglia) tanto che sua figlia ha deciso di intraprendere la sua stessa carriera.

    Perciò con l'arte, se sei bravo e incontri i gusti della gente, ci puoi campare senza problemi e non vedo perchè non dovrebbe essere così.
    non+autenticato
  • > Ah se vai dai galleristi è così. E' normale. Non
    > sarà giusto, ma è normale. Sorride I galleristi, di
    > solito, servono per fati conoscere e questo ha un
    > prezzo. Invece ho conosciuto giusto l'anno scorso
    > un pittore molto bravo che esponeva i sui quadri
    > in piazza durante le varie feste di paese, in
    > giro per l'italia, e mi ha confidato che ci si
    > campa benissimo (tutta la famiglia) tanto che sua
    > figlia ha deciso di intraprendere la sua stessa
    > carriera.
    >
    > Perciò con l'arte, se sei bravo e incontri i
    > gusti della gente, ci puoi campare senza problemi
    > e non vedo perchè non dovrebbe essere
    > così.

    Perfetto: prova a chiedere a quel pittore se i suoi quadri sono una merce, vediamo come ti risponde Sorride (tanto per tornare al discorso originale)

    Che si possa vivere con la propria arte, è giusto, e non ho mai detto il contrario (se leggi attentamente i miei interventi); ma ti chiedo una cosa: se il pittore in questione, invece di vendere i suoi quadri, se li tenesse lui, e ne facesse delle foto, e poi provasse a vendere quelle, pensi che qualcuno gliele comprerebbe?

    Un bel quadro ha valore: è qualcosa di unico, ed ha richiesto studi e sacrifici al pittore. Ma una foto di tale quadro è solo una copia, chiunque è capace di farla: il pittore può usarla per farsi conoscere, ma non può aspettarsi di vendere quella al posto del quadro.

    Per il quadro in sè, ha senso venderlo (il pittore cede il quadro, ed in cambio ottiene i soldi: se vuole, può poi fare un altro quadro, e poi vendere anche quello), ed ha senso comprarlo (il quadro diventa mio, io potrò appenderlo in casa, e magari tra anni varrà molto di più di quanto l'ho pagato); ma una foto, rimarrà sempre e solo una foto, non di più.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > Ah se vai dai galleristi è così. E' normale. Non
    > > sarà giusto, ma è normale. Sorride I galleristi, di
    > > solito, servono per fati conoscere e questo ha
    > un
    > > prezzo. Invece ho conosciuto giusto l'anno
    > scorso
    > > un pittore molto bravo che esponeva i sui quadri
    > > in piazza durante le varie feste di paese, in
    > > giro per l'italia, e mi ha confidato che ci si
    > > campa benissimo (tutta la famiglia) tanto che
    > sua
    > > figlia ha deciso di intraprendere la sua stessa
    > > carriera.
    > >
    > > Perciò con l'arte, se sei bravo e incontri i
    > > gusti della gente, ci puoi campare senza
    > problemi
    > > e non vedo perchè non dovrebbe essere
    > > così.
    >
    > Perfetto: prova a chiedere a quel pittore se i
    > suoi quadri sono una merce, vediamo come
    > ti risponde Sorride (tanto per tornare al discorso
    > originale)

    Be è una merce. Perchè in teoria io potrei anche rivenderlo.

    > Che si possa vivere con la propria arte, è
    > giusto, e non ho mai detto il contrario (se leggi
    > attentamente i miei interventi); ma ti chiedo una
    > cosa: se il pittore in questione, invece di
    > vendere i suoi quadri, se li tenesse lui, e ne
    > facesse delle foto, e poi provasse a vendere
    > quelle, pensi che qualcuno gliele
    > comprerebbe?

    Penso di no, ma non tanto per quello che sostieni, quanto perchè non avrebbe mercato.

    > Un bel quadro ha valore: è qualcosa di unico, ed
    > ha richiesto studi e sacrifici al pittore. Ma una
    > foto di tale quadro è solo una copia, chiunque è
    > capace di farla: il pittore può usarla per farsi
    > conoscere, ma non può aspettarsi di vendere
    > quella al posto del
    > quadro.

    Chiaro.

    > Per il quadro in sè, ha senso venderlo (il
    > pittore cede il quadro, ed in cambio ottiene i
    > soldi: se vuole, può poi fare un altro quadro, e
    > poi vendere anche quello), ed ha senso comprarlo
    > (il quadro diventa mio, io potrò appenderlo in
    > casa, e magari tra anni varrà molto di più di
    > quanto l'ho pagato);

    E a quel punto potresti rivenderlo ad una galleria e farci dei bei soldini. Perciò il quadro è un prodotto. Una merce.

    > ma una foto, rimarrà sempre
    > e solo una foto, non di più.

    Vero, ma ora facciamo un'altro esempio. Io sono un fografo professionista. Anni di studi, di ricerche, investimenti in materiali anche costosi. Faccio una foto stupenda. Vinco dei premi. Potrei venderla questa foto ad una galleria e farci dei soldi. Di questa foto, come spesso accade, vengono fatti dei poster, delle magliete adirittura potrebbe essere utilizzata ornamento per piatti o bicchieri (già successo varie volte) o utilizzata da qualche stilista per farci delle borse/ombrelli o accessori vari. Anche la foto diventa un prodotto come il quadro.

    Perciò anche per la musica è la stessa cosa. Il mio brano potrebbe far parte di un album, di una collection, di una colonna sonora. Come la foto di prima.

    Quello che voglio dire è che è giusto pagare i diritti a chi produce musica, quadri, foto o libri. Ma deve essere fatto nel modo giusto sia per l'autore, che per il distributore e sopratutto per l'acquirente. Insomma va rivisto un pò tutto, ma senza penalizzare nessuno se non chi attualmente ci lucra in modo assurdo e tenendo conto delle nuove tecnologie attuali e future.

    In poche parole, se una cosa merita per me è giusto pagarla senza arrivare a leggi assurde come quelle dell'equo compenso che praticamente da dei ladri a tutti gli italiani.
    non+autenticato
  • Il punto è: il quadro ha valore (ed è un valore che può anche crescere nel tempo), perchè è unico: se io lo compro, l'artista non ce l'ha piu', dovrà farne un altro (e per farlo, lavorerà quanto ha vatto la prima volta), e il nuovo quadro sarà altrettanto prezioso (pensa a "La vergine delle rocce")

    Lo stesso vale per una scultura, e lo stesso valeva, un tempo, per i primissimi dischi (perchè non si poteva ancora stamparli, e il musicista doveva inciderli uno a uno)

    Ma se l'artista dice "il quadro è mio, me lo tengo, vendo solo le foto", le foto, come hai giustamente osservato, non hanno mercato: nessuno è disposto a pagare per averle, dunque il loro prezzo è zero. Eppure, il musicista adesso pretende di far così, di dire "la canzone è mia, nessuno può toccarmela, vendo solo le copie"); ecco perchè dico che le copie non valgono nulla.
    non+autenticato
  • Guarda ti do un consiglio. Comprati uno strumento che ti piace e prova a studiare musica sul serio. Anche da autodidatta. L'importante è la costanza. Quando vedrai la fatica che dovrai affrontare per imparare e migliorarti e quando capirai quanto sia complesso scrivere della musica allora forse capirai cosa intendo. Stesso discorso vale per la scultura e la pittura.

    Prova, poi mi dirai...Sorride
    non+autenticato
  • e piu' facile iniziare con una zappa.. farai piu' fatica ma almeno mangi qualcosa
    non+autenticato
  • gratis, su YT, in altri posti.

    Dipende tutto da un fattore: il lavoro che c'è dietro, in base a tanti fattori, merita di essere retribuito oppure no.

    Dopotutto, la gente vuole scroccare, la ditte ( che sono composte da persone come le precedenti ) fanno altrettanto e investono sempre meno.


    Quello che importa è spendere il meno possibile.
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > massi' rubiamo.

    Guarda, l'unica cosa importante è che chiudano tutte le videoteche, le case discografiche e i fotografi. Ottenuti questi 3 risultati, penso che a quel punto sarebbe il caso di tutelare il copyright. A bocca aperta
    non+autenticato
  • > Quello che importa è spendere il meno possibile.

    La scelta è semplice: si tratta di scegliere tra avere tutto gratis o finanziare la realizzazione di opere future; quindi, si tratta di scegliere tra avere un vantaggio immediato, e sicuro (se prendo gratis, sono sicuro di ottenere quello che voglio, qualsiasi cosa scelgano di fare gli altri), o un vantaggio futuro, e incerto (chi mi garantisce che, se pago, verranno realizzate altre opere?)

    Inoltre, nessuno mi garantisce che ciò che verrà realizzato in futuro mi interessi: ad esempio, per i film adesso dicono di voler realizzare i film in 3d: a me (che non posso vedere in stereoscopia) non interessa affatto che vengano realizzati, e non mi interessa finanziarli; per il software, i progetti erano di realizzare software con il trusted computing: nessuno di noi lo vuole, quindi ci rifiutiamo di finanziarlo.

    Conclusione: la "minaccia" di non realizzare più nessun contenuto è irrilevante: se in futuro dovremo rinunciare a film e musica nuovi, pazienza (anche perchè l'alternativa è di rinunciarvi subito, evitando di scaricare: quindi, se proprio dovremo rinunciare, meglio farlo poi, piuttosto che adesso)
    non+autenticato
  • concordo con il Mantellini sulla questione Youtube.

    Youtube é un network... tanto quanto MTV la Rai VIVA Music etc etc...

    Certo se passi in TV prendi molti piú soldi rispetto a passare su Youtube (d'altronde la pubblicitá in TV viene pagata molto di piú)

    Che Viacom trovi un accordo per "monetizzare" i passaggi su Youtube (direi che il modello dell'advertising tenga) in fondo si tratta pur sempre di video... non mi sembra ci sia bisogno di inventarsi chissá che cosa per infilarci pubblicitá.

    Inoltre, il video clip é cmq un contenuto fatto per "promozione" quindi... piú é visto meglio é... certo se mi metti in streaming avatar... ma anche li... potrebbe diventare come la TV... in fondo se mi "abbasso" a vedere un film in straming su youtube con la pubblicitá... non penso che sarabbe il tipo di persona che spende 10€ per il cinema in 3d
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX

    > Inoltre, il video clip é cmq un contenuto fatto
    > per "promozione" quindi...

    Mhhhh... dubbi:
    1) ok per i videoclip, ma per altri contenuti il discorso può non valere
    2) Viacom perde il controllo di quello che vuole promuovere (ok, questo dovrebbero semplicemente accettarlo e basta)
    3) gli utenti comunque distorcono l'uso del videoclip, su MTV è un mezzo di promozione, su youtube dove ce l'hai on-demand diventa il succedaneo del CD. Basta che ti fai una playlist di video e ti sei fatto un juke-box artigianale.
    2678
  • > Mhhhh... dubbi:
    > 1) ok per i videoclip, ma per altri contenuti il
    > discorso può non
    > valere

    possono chiedere un pagamento piú alto per la pubblicitá... inoltre sgamare un video di 2 ore non ci vuole molto... sono facilmente individuabili e removibili

    > 2) Viacom perde il controllo di quello che vuole
    > promuovere (ok, questo dovrebbero semplicemente
    > accettarlo e
    > basta)

    il controllo é giá perso, tanto vale guadagnarci

    > 3) gli utenti comunque distorcono l'uso del
    > videoclip, su MTV è un mezzo di promozione, su
    > youtube dove ce l'hai on-demand diventa il
    > succedaneo del CD. Basta che ti fai una playlist
    > di video e ti sei fatto un juke-box
    > artigianale.

    si ma se vieni pagato per ogni passaggio dalla pubblicitá...
    MeX
    16902
  • > Inoltre, il video clip é cmq un contenuto fatto
    > per "promozione" quindi... piú é visto meglio
    > é... certo se mi metti in streaming avatar... ma
    > anche li... potrebbe diventare come la TV...

    Guarda che Avatar è già disponibile in streaming, me lo sono pure visto (dal momento che, come ti avevo detto in passato, non posso vederlo in stereoscopia, era inutile andare al cinema, per me)
    non+autenticato
  • ma non su youtube...
    MeX
    16902
  • No, su Megavideo (youtube non accetta i filmati così lunghi)
    non+autenticato
  • appunto... e megavideo non penso abbia accordi con ViacomSorride
    MeX
    16902
  • E allora? Non è un problema mio.
    non+autenticato
  • su questo non ci sono dubbi!
    MeX
    16902
  • Una domanda: perchè hai rimesso il tuo avatar "classico"?
    non+autenticato
  • ? forse hai problemi con la cache
    MeX
    16902
  • Tor, I2P, Freenet, iMule, AntsP2P, Mute...

    ...dati che vanno dalla partenza alla destinazione passando attraverso 2-3 nodi intermedi, chi invia non sa A chi, chi riceve non sa DA chi...

    ...il contenuto delle comunicazioni è cifrato end to end, i nodi intermedi non sanno che cazzo stanno trasportando...

    ...tracciabilità semplicemente impossibile, specie sulle reti dove ogni utente fa anche da nodo intermedio (come I2P e Freenet).

    E' l'incubo dei servizi segreti di mezzo mondo: cercano di scovare le comunicazioni criptate dei terroristi, e dopo mesi di crittoanalisi e indagini ipercostose magari scoprono che hanno beccato un ragazzino che stava scaricandosi l'ultima hit di lady gaga. Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere

    Ecco cosa ne pensano il MI5 e il MI6 del Regno Unito:
    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_ott...

    Questi sono i risultati delle leggi iper-repressive sul copyright degli ultimi anni. Siamo alle solite, il QI degli ingegneri informatici è superiore a quello sia dei c.d. "artisti" (cioè quelli che avevano 4 in matematica al liceo e hanno dovuto tentare strade alternative...), sia a quello dei legislatori. Saranno sempre un passo avanti, non c'è niente da fare.
    non+autenticato
  • Perche' davvero non credi che i piu' grossi nodi TOR, Freenet, etc siano gestiti dalla Europol ?

    Stessa sorte per il vecchio proxy JAP in germania.

    L'unica cosa che la polizia teme e' il war-driving.
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > Perche' davvero non credi che i piu' grossi nodi
    > TOR, Freenet, etc siano gestiti dalla Europol
    > ?
    >

    Qualche prova? Link, riferimenti?
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > - Scritto da: Pepito il breve
    > > Perche' davvero non credi che i piu' grossi nodi
    > > TOR, Freenet, etc siano gestiti dalla Europol
    > > ?
    > >
    >
    > Qualche prova? Link, riferimenti?

    nessuno, solo la sua fantasia. Ricordo che in passato si sospettò che un nodo TOR fosse usato dal governo americano, su internet finirono le impostazioni per impedire a tor di costruire circuiti con nodi nell'IP range di washington.Rotola dal ridere

    In ogni caso, l'unico modo per tracciare un utente TOR, è controllare TUTTI i nodi del circuito che usa. Controllarne 1, ma anche 2 su 3 non serve assolutamente a niente. O non sai il contenuto delle comunicazioni, o non sai a chi sono dirette.
    non+autenticato
  • giá perché l'FBI usa solo IP governativi per spiare la genteOcchiolino
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > giá perché l'FBI usa solo IP governativi per
    > spiare la gente
    >Occhiolino

    Anche tu con la polaroid?
    non+autenticato
  • no faccio foto ma solo per hobby... son tutte copyright freeOcchiolino
    MeX
    16902
  • > > Perche' davvero non credi che i piu' grossi nodi
    > > TOR, Freenet, etc siano gestiti dalla Europol
    > > ?
    > >
    >
    > Qualche prova? Link, riferimenti?
    qualche salto ognitanto sui siti ISTITUZIONALI (italiani e non) e un po di pazienza per leggere tra le righe e tra la molle (non indifferente quindi a dispetto delle apparenze qualcuno tra i burocrati lavora anche) dei documenti PUBBLICI e si trovano spesso cose piuttosto interessanti (ed importanti) quasi sempre di bassissima (pochissimi articoli sui motori di ricerca tipo un paio di pagine su qualche sito specialistico) o nulla pubblicita' mediatica

    nel caso specifico si parlava dell'europol ma qualcuno sa qualcosa di piu' su questa organizzazione non so tipo come e nata, quali sono i fini (nel caso specifico una domanda da farsi potrebbe essere l'europol e' una organizzazione che si occupa di cybercrimine o no?), i budget (perche' con un paio di computer e due nerd part-time hai voglia a monitorare internet) insomma qualcuno ha mai anche soltanto visitato il sito dell'europol per capirci qualcosa (oppure si aspetta che tutte le informazioni e le verita' importanti venghino "rivelate" tra 20 anni da qualche telefilm straniero di successo che mischia una bricciola di qualche verita' a cose completamente inventate)?
    non+autenticato
  • - Scritto da: aaaaa

    >e un po di pazienza per leggere tra le righe e tra la molle
    >
    >...
    >
    > venghino "rivelate" tra 20 anni...


    per leggere bisogna anche sapere l'italiano.Rotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > Perche' davvero non credi che i piu' grossi nodi
    > TOR, Freenet, etc siano gestiti dalla Europol
    > ?

    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Ma almeno sai come funziona? Ma perchè non vai avanti a usare la polaroid invece di parlare di algoritmi come il Diffie-Hellman key exchange?
    L'unico modo per risalire ad un utente TOR è controllare TUTTI i nodi di un circuito. TUTTI. In ogni caso esistono forum per paranoici dove vengono blacklistati tutti i nodi "sospetti" (c'è gente che leva da tor ogni nodo con IP range di washington, ma secondo me sono matti).

    Freenet e I2P invece funzionano in maniera completamente diversa, ogni utente deve fare anche da nodo, chiunque tenti di controllarli, nella migliore delle ipotesi potrà solo controllare se stesso. Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere.


    > Stessa sorte per il vecchio proxy JAP in germania.

    Che non ha niente a che vedere con TOR, I2P o freenet, ha un design completamente diverso e infatti non l'ho citato. Ti reinvito a pensare più alla polaroid che non a cose serie.


    > L'unica cosa che la polizia teme e' il
    > war-driving.


    Io invece temo i fotografi. Sono un danno per l'economia mondiale, specie i fotografi che fanno anche i videotecari.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The Real Gordon


    >
    > > Stessa sorte per il vecchio proxy JAP in
    > germania.
    >
    > Che non ha niente a che vedere con TOR, I2P o
    > freenet, ha un design completamente diverso e
    > infatti non l'ho citato. Ti reinvito a pensare
    > più alla polaroid che non a cose
    > serie.
    >
    >
    Secondo me di sero qui c'è solo da dire che illudersi
    che i governi abbiano realmente timori per queste cose
    è semplicemte puerile. Laddove non siano già dotati dei miglior crittografi sulla piazza arruolati regolarmente, semplicemnte li arruolano con l'arma del ricatto una volta scoperti nelle loro scorribande sulla rete: troppa intelligenza e saper fare nel mondo oscuro
    e segreto delle attività governative stai sicuro che non andrà mai sprecato in nessun settore(ma dove eravate quando davano film come NIKITa, il genio ribelle, ecc.?).
    Anzi mi pare che il governo Usa addirittura sia uscito allo scoperto recentemente, mettendo annunci di reclutamenti per hacker superdotati.
    non+autenticato
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