Claudio Tamburrino

Il vero nemico del video online

Tentativi di sviluppare piattaforme legali per il download e lo streaming esistono. Ma c'Ŕ un ostacolo insormontabile al loro sviluppo: e non Ŕ la pirateria

Il vero nemico del video onlineRoma - Il download e lo streaming sono ancora per la gran parte associati nell'opinione comune a comportamenti illegali. I contenuti coperti da copyright sembrano sfuggire alle maglie degli aventi diritto, circolando in Rete in questi cunicoli oscuri. Eppure esistono anche vie legali che tentano di sfruttare i nuovi mezzi per offrire alternative più a buon mercato (e in alcuni casi più facilmente raggiungibili) rispetto ai corrispettivi su supporto fisico.

Quando si parla di streaming il discorso è grosso modo quello dei diritti televisivi, bisogna cioè riferirsi a quelle specifiche forme di contratto con cui si da in concessione la possibilità di sfruttare determinati contenuti, mettendoli a disposizione di un vasto pubblico su una piattaforma. Si parla di tutto ciò che può essere chiamato attualmente e in futuro "televisione", compresi i diritti per: la diffusione terrestre e non terrestre, via satellitare, via etere, in rete, cavo di base e a pagamento, online sia unidirezionale che interattiva, homevideo, video-on-demand, noleggio e prestito. Si tratta, insomma, della cessioni di diritti relativi alla diffusione di un opera ma differenti da quelli della proiezione cinematografica.

Il dowload, invece, è assimilabile a un acquisto: con il problema in più della diffusione virtualmente infinita dell'opera.
In entrambi i casi, comunque, il rapporto tra i diversi mezzi è complicato dalle tempistiche e dalle rispettive zone d'ombra: quanto far durare la finestra tra passaggio cinematografico e homevideo? C'è bisogno di stabilire tempistiche diverse a seconda dei mezzi di distribuzione (DVD e BlueRay delle videoteche, homevideo acquistabili, noleggi con altre forme - per esempio per corrispondenza - o supporti venduti in edicola)?

Al momento tutte le finestre aperte dalla concessione dei diritti rappresentano anelli che devono concatenarsi. Basta tirare da un lato per sentir il tintinnare del ferro stridere sul pavimento delle polemiche, come sta per esempio accadendo per il tentativo di Disney di anticipare l'uscita del DVD di Alice in Wonderland di quattro settimane: i cinema che minacciano boicottaggi e i rappresentanti delle industrie a cercare di raggiungere un accordo.

Facile, sembrerebbe quindi, parlare di Legal Bay, di distribuzione più efficace per combattere la pirateria o di accorciamento della finestra tra cinema e noleggio per combattere il p2p, senza prendere in considerazione tutte le conseguenze sugli altri anelli della catena. Facile, ma sbagliato.

Paul Uniacke, capo della Video Ezy e delle catene di noleggio video Blockbuster, ha dichiarato, per esempio, che è l'avidità degli studios a frenare la vendita di video-on-demand. La questione, nel suo caso, riguardava proprio la finestra tra uscita nelle sale e distribuzione del prodotto sul sopporto fisico (DVD, BlueRay). ╚ in questo lasso di tempo, solitamente in contemporanea, che vengono distribuiti i contenuti anche sulle piattaforma online di streaming o download legale.

Lo scorso gennaio la Warner Bors ha però annunciato che le nuove uscite non saranno disponibili sul sito di noleggio per corrispondenza e di streaming Netflix per il primo mese di uscita dei DVD. Obiettivo dichiarato: incentivare l'acquisto dei supporti fisici. Sembra dimenticare - sottolinea Uniacke - che esiste l'alternativa illegale della pirateria e che è resa, in questo modo, più accessibile. Sono queste scelte strategiche conservatrici (perché non vogliono vedere le possibilità offerte dai nuovi mezzi di distribuzione) delle major - spiega ancora Uniacke - che starebbero inintenzionalmente affossando lo sviluppo delle piattaforme di video-on-demand: anacronismo che si riflette non solo nelle scelte tempistiche, ma anche nei costi imposti per la concessione dei diritti, costi che spesso possono diventare proibitivi per i licenzianti che non riescono ad abbassare i prezzi. Le major arrivano, in alcuni casi, a chiedere il 70 per cento dei profitti.

Nonostante questo, esistono alcuni tentativi di stabilire un mercato legale mainstream di contenuti audiovisivi in Rete, sia in streaming che in download.

Mentre l'esempio di maggior successo per quanto riguarda gli Stati Uniti è Netfix, la piattaforma che offre il noleggio per corrispondenza, ma che si è dotata anche di una videoteca di 20mila film disponibili in streaming (il 42 per cento dei suoi abbonati ha visualizzato in streaming almeno 15 minuti di un episodio di serie TV o un film solo tra gennaio e marzo 2009, esattamente il doppio di quanto registrato appena un anno prima) che offre con un abbonamento flat a partire da 9 dollari al mese, in Italia il mercato appare ancora in nuce (soprattutto per quanto riguarda lo streaming) e in generale presenta alcune questioni che frenano un suo possibile sviluppo: il costo delle royalties e, per il download, il DRM imposto.

Il DRM imposto dai licenziatari limita i possibili acquirenti che valutano di meno un film encodato, disponibile in un formato pesante come WMV e impossibile da vedere su device differenti dal PC su cui è stato scaricato. La difficoltà a negoziare royalties, poi, non consente alle piattaforme di download e streaming un pricing veramente concorrenziale rispetto ai DVD e alle proposte della pay-per-view.

FilmIsNow, attivo dal 2006, è il primo sito italiano per il download legale di contenuti cinematografici ed è licenziatario di importanti società cinematografiche italiane e internazionali: ad oggi mette a disposizione degli utenti web una videoteca di oltre 1.250 titoli, in aumento ogni settimana grazie al lancio in "day-and-date home video" delle principali novità, con l'obiettivo di raggiungere i 2mila titoli e arrivando ad avere offerte in lingua spagnola, tedesca e francese nella versione ".eu" del portale. Grazie a tale catologo attualmente ha circa 30mila iscritti con una quota di mercato, secondo le stime di Screen Digest per l'Italia, dell'89 per cento per quanto riguarda il "download a pagamento" e dell'11 per cento dell'intero "online movie market". Non riesce per ora, nonostante questo, a monetizzare più di 1.200/1.500 download mensili.

Maurizio Ferrai, business development manager della struttura FilmIsNow, spiega che la loro offerta è "resa possibile da precisi accordi con le case cinematografiche (25 partner ad oggi), grazie ai quali siamo licenziatari autorizzati per l'Electronic Sell Through (EST) e il VOD (Video On Demand) nel mercato italiano".

Accanto a FilmIsNow vi è la piccola (poco più di 30 titoli con pochi blockbuster), ma gratuita offerta di Film-review e Play4film, sito quest'ultimo che sembra offrire i prezzi più aggressivi.

"Si parla tanto di combattere la pirateria, ma pochi cercano di affrontarla avvicinandosi all'utente e offrendo un prezzo accettabile - spiega Giovanni Ballantini, CEO di Play4film - fino a quando il divario fra pirateria e prezzo di vendita sarà così ampio il download legale non emergerà".

Play4Film, ci spiega Ballantini, è l'unico sito a vendere film in tutto il mondo e riesce a registrare circa 90mila utenti unici al mese (di cui il 17 per cento italiani) con solo 40 download al giorno. "Mi piacerebbe riuscire a mediare con le major affinché i prezzi per l'utente finale possano diventare ragionevoli, invece che lasciare che siano loro stesse ad imporre i loro prezzi" spiega Ballantini.

Nella sua raccolta di 1.500 film circa, Play4Film offre una buona collezione di western, horror e B-movie (nella tag-cloud spiccano "hell", "night", "blood", "devil"), ma quello che salta agli occhi è la presenza di pochi titoli degli ultimi anni e pochissimi blockbuster o titoli di punta: per il 2009 l'unico film risulta essere il non eccelso Without a Paddle (oltrettutto, secondo un'altra fonte del 2004).

Per il 2008 iniziano a comparire alcuni blockbuster, ma i prezzi si alzano rispetto alle offerte generali di listino: Spiderwick a 5,90 euro, Iron Man a 8,90, Cloverfield 5,90. Gli altri titoli si fermano invece a 3,90 e sono quasi tutti prodotti da cassetta, tra cui forse quello con budget più lato è la nerd-commedy con Owen Wilson Drillbit Taylor.

I contratti di licenza sono monoterritoriali, quindi bisogna notare che non tutti i 1.500 titoli di Play4Film solo disponibili per l'Italia, e solo una minoranza sono disponibili in streaming.

Volendo fare alcuni confronti (che non vogliono avere valore esaustivo), rimanendo sui titoli meno recenti su cui si ampia la forchetta, con una minore offerta per l'Italia, Play4Film offre Metropolis in download a 3,90 euro, mentre FilmIsNow ha tre tipi di offerta: noleggio a 3,99 (o gratuito sottoscrivendo un abbonamento mensile) e acquisto a 6,90 (con uno sconto del 10 cento per gli abbonati). Stesso discorso per un altro classico poco accessibile sui normali circuiti di video noleggio, Cyrano de Bergerac, offerto da FilmIsNow in noleggio a 2,99 (o sempre gratis con abbonamento) e per il download a 4,90 euro, mentre in vendita su Play4Film a 3,90.

La difficoltà maggiore sembra, insomma, nel licenziare accanto al diritto di vendita in pay-per-download anche la visione in streaming a prezzi significativamente inferiori, vista la natura di "noleggio" e visione "singola": in generale le altre offerte che si trovano sul Web hanno costi superiori ai 5-6 euro anche per lo streaming. E non sembrano essere state sviluppate alternative basate sulla sponsorizzazione sul genere degli UGC e degli altri contenuti di YouTube.

Claudio Tamburrino
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179 Commenti alla Notizia Il vero nemico del video online
Ordina
  • ringrazio per il quadro che ha presentato, deduco finalmente che le meno favorevoli ed entrare in questo mercato sono proprio gli studi cinematografici. Mi sono vista i tre siti www.film-review.it, www.filnisnow.it e www.play4film.com gli ultimi due hanno certamente una offerta variegata (ho comprato due film), ma vorrei sapere, ho letto che il mercato del video online ha raggiunto quello del cinema, come è possibile che proprio loro non siano interessate.

    Elena
  • Sapete cosa frena la possibilità di avere anche in Italia i servizi di vendita http://www.apple.com/itunes/features/#purchasingmo...
    e noleggio
    http://www.apple.com/itunes/features/#rentingmovie...
    di film tramite iTunes?
    Teo_
    2644
  • - Scritto da: Teo_
    > Sapete cosa frena la possibilità di avere anche
    > in Italia i servizi di vendita
    > http://www.apple.com/itunes/features/#purchasingmo
    > e noleggio
    > http://www.apple.com/itunes/features/#rentingmovie
    > di film tramite iTunes?

    Il fatto che tecnicamente non c'è nessuna differenza tra vendita e noleggio (in entrambi i casi ti mandano un file), e quindi è una presa in giro farti pagare la vendita di piu'.

    Inoltre, il fatto che se il film si può vedere su megavideo, non c'è bisogno di un tale servizio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > - Scritto da: Teo_
    > > Sapete cosa frena la possibilità di avere anche
    > > in Italia i servizi di vendita
    > >
    > http://www.apple.com/itunes/features/#purchasingmo
    > > e noleggio
    > >
    > http://www.apple.com/itunes/features/#rentingmovie
    > > di film tramite iTunes?
    >
    > Il fatto che tecnicamente non c'è nessuna
    > differenza tra vendita e noleggio (in entrambi i
    > casi ti mandano un file), e quindi è una presa in
    > giro farti pagare la vendita di
    > piu'.

    Dovrebbero essere file con DRM diversi, quindi cambierebbe molto.
    Nella versione noleggio puoi guardarlo entro 30 giorni e finire di vederlo entro 24 ore da che hai iniziato.
    Personalmente se dovessi prendere qualcosa con DRM sfrutterei solo il noleggio, sperando che col tempo come per la musica spariscano i DRM per la versione in vendita.

    > Inoltre, il fatto che se il film si può vedere su
    > megavideo, non c'è bisogno di un tale
    > servizio.

    ╚ legale Megavideo? Avevo visto uno spezzone di qualcosa e la qualità era pessima.
    Su iTunes store si può comprare in 720p, ma anche un SD di buona qualità ne giustificherebbe lĺesistenza.
    Teo_
    2644
  • > Personalmente se dovessi prendere qualcosa con
    > DRM sfrutterei solo il noleggio, sperando che col
    > tempo come per la musica spariscano i DRM per la
    > versione in
    > vendita.

    O ti prendi la versione pirataata, senza drm; chi distribuisce con drm non merita un centesimo.
    non+autenticato
  • il megafilm avatar ha incassato 2 MILIARDI di dollari ed è il film più scaricato degli ultimi anni qindi non rompete le scatole con il p2p rovina il cinema o robe simili
    sempre su avatar questi delle major non si accontentano e vogliono fare buona cassa anche sui dvd
    Ma perchè non provano con il p2p con contenuti sponsorizzati forse riuscirebbero a fare cassa pure li !
    ciao
    non+autenticato
  • > Ma perchè non provano con il p2p con contenuti
    > sponsorizzati forse riuscirebbero a fare cassa
    > pure li

    Non servirebbe neanche più il P2P: lo metti in streaming gratuito (d'altra parte c'è già), e quasi nessuno lo cerca più sul P2P: e su un sito di streaming puoi mettere la pubblicità.
    non+autenticato
  • utopia.

    la pubblicita' deve essere in primis localizzata.

    quindi per utenti italiani devi trovare sponsors italiani.

    piccolo problema : chi credi che investa su un target di scrocconi 13enni che non ha una lira e che anche le avesse non e' disposto a spenderle ?

    e' lo stesso problema che hanno i siti giovanili : molti lettori, e conversioni bassissime e vendite quasi zero, vedasi MySpace ad esempio.
  • > utopia.
    >
    > la pubblicita' deve essere in primis localizzata.

    Per il film in italiano, metti la pubblicità italiana, per il film in francese, quella francese e così via.

    Inoltre, avrai notato che su moltissimi siti i banner che vedi sono localizzati (dal tuo IP risalgono all'area geografica approssimativa): un sito di streaming non avrebbe difficoltà a usare questo sistema (e molti siti lo fanno)

    >
    > quindi per utenti italiani devi trovare sponsors
    > italiani.
    >
    > piccolo problema : chi credi che investa su un
    > target di scrocconi 13enni che non ha una lira e
    > che anche le avesse non e' disposto a spenderle
    > ?
    >
    > e' lo stesso problema che hanno i siti giovanili
    > : molti lettori, e conversioni bassissime e
    > vendite quasi zero, vedasi MySpace ad
    > esempio.

    Già, peccato che Facebook stia facendo un mucchio di soldi... chissà come fa? Myspace no, ma solo perchè è stata sconfitta da un concorrente più forte (e perchè è gestita da uno che non ha capito nulla di Internet, e che è ancora convinto di poter far pagare i contenuti).
    non+autenticato
  • facebook e' in perdita, informati.

    myspace ha licenziato un pacco di dipendenti e perso milioni di utenti, migrati a facebook.

    oddio volete le fonti anche ?

    che so, webmasterworld, techcrunch, slashdot, e i soliti noti da cui PI scopiazza le notizie.
  • Intanto continua a crescere...
    non+autenticato
  • ...come una bolla di sapone
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros

    > Già, peccato che Facebook stia facendo un mucchio
    > di soldi... chissà come fa? Myspace no, ma solo
    > perchè è stata sconfitta da un concorrente più
    > forte (e perchè è gestita da uno che non ha
    > capito nulla di Internet, e che è ancora convinto
    > di poter far pagare i
    > contenuti).

    non è vero. siti come YouTube, Facebook, MySpace non stanno generando profitti. il loro valore in termini di business può essere alto, semplicemente perché fanno gola ai grandi players che vedono nel loro bacino d'utenza un modo per fidelizzarli ai propri prodotti e servizi. emblematico è il caso di Facebook che ha superato Google come numero di contatti, ma è decisamente dietro per quanto riguarda i profitti.
    non+autenticato
  • > piccolo problema : chi credi che investa su un
    > target di scrocconi 13enni che non ha una lira e
    > che anche le avesse non e' disposto a spenderle
    > ?

    Tutti gli sponsor delle TV private.

    > e' lo stesso problema che hanno i siti giovanili
    > : molti lettori, e conversioni bassissime e
    > vendite quasi zero, vedasi MySpace ad
    > esempio.

    Quando hai milioni di visite campi con il pay per clic.
    non+autenticato
  • - Scritto da: I see you
    > > piccolo problema : chi credi che investa su un
    > > target di scrocconi 13enni che non ha una lira e
    > > che anche le avesse non e' disposto a spenderle
    > > ?
    >
    > Tutti gli sponsor delle TV private.

    Dedicate ai giovanissimi, s'intendeva dire.
    non+autenticato
  • non e' cosi'.

    in TV funziona, sul web no.

    e non c'e' da stupirsi, un video full screen accattivante e ben studiato visto su una bella TV a 40 pollici sara' 100 volte piu' convincente di un banner in Flash largo 300px a lato di una pagina web gia' strapiena di altri colori e distrazioni.
  • vogliamo dirlo o no ?

    il nemico vero sono gli UTENTI squattrinati, pronti a sganciare 500 euro per un iPhone ma guai a chiedergli 10 centesimi per vedere un film o ascoltare una canzone.

    poi pero' se non c'e' un crack come per SKY eccoli tutti in fila nei negozi a pagare 100 euro al mese di abbonamento senza fiatare.

    siete dei pezzenti.
  • > vogliamo dirlo o no ?
    >
    > il nemico vero sono gli UTENTI squattrinati,
    > pronti a sganciare 500 euro per un iPhone ma guai
    > a chiedergli 10 centesimi per vedere un film o
    > ascoltare una
    > canzone.

    Vero: mai comprare ciò che si può trovare identico, e gratis. L'ho già detto: il concetto di "comprare" non si applica ai beni digitali senza supporto fisico, e se il produttore non lo capisce, fallisce.

    >
    > poi pero' se non c'e' un crack come per SKY
    > eccoli tutti in fila nei negozi a pagare 100 euro
    > al mese di abbonamento senza
    > fiatare.

    O a scaricare dal P2P i film già craccati.

    > siete dei pezzenti.

    No, il pezzente è chi cerca di vendere dieci volte la stessa cosa, e piange miseria se la gente non gliela compra.
    non+autenticato
  • ma almeno andasse come dici tu !

    se uno non puo' permetterselo non compra.
    benissimo ! succede lo stesso per le ferrari e le put-tane di lusso
    non per niente.

    e invece no, tutti si arrogano immaginari "diritti", d'altronde e' il segreto di pulcinella che se tutti hanno comprato un ADSL e' proprio per scaricare, gli unici che pagano sono i fanatici apple coi loro mac e i loro iphones e comumnque super pezzenti pure loro perche' pagare 1$ per un software che magari e' costato mesi di sviluppo e' un insulto.
  • > ma almeno andasse come dici tu !

    Mi sembra che vada come dico io.

    > se uno non puo' permetterselo non compra.

    Infatti: non compra, ma scarica. Perchè mai dovrebbe rinunciare al film? Non servirebbe a nulla, non avvantaggerebbe nessuno, ma danneggerebbe lui: sarebbe un sacrificio inutile.

    E anche se può permetterselo, non compra, perchè comprando non otterrebbe nulla di più di quanto ottiene gratis.

    > benissimo ! succede lo stesso per le ferrari e le
    > put-tane di
    > lusso
    > non per niente.

    No: se c'è una sola ferrari e dieci persone la vogliono, solo uno potrà averla; e sarà quello che paga di più, e gli altri rinunciano, perchè la ferrari è già stata presa.

    Se c'è un solo film e dieci persone lo vogliono, possono averlo tutti e dieci: il primo che lo prende fa le copie per gli altri; non è necessario che qualcuno rinunci al film, e pretendere una cosa del genere è una richesta assurda: e non bisogna obbedire alle richieste assurde.

    >
    > e invece no, tutti si arrogano immaginari
    > "diritti", d'altronde e' il segreto di pulcinella
    > che se tutti hanno comprato un ADSL e' proprio
    > per scaricare, gli unici che pagano sono i
    > fanatici apple coi loro mac e i loro iphones e
    > comumnque super pezzenti pure loro perche' pagare
    > 1$ per un software che magari e' costato mesi di
    > sviluppo e' un
    > insulto.

    Stai proprio cercando di inimicarti tutti, vero? Comunque, una volta ammortizzato il costo iniziale di sviluppo del software, il resto è tutto grasso che cola: se il programmatore ha impiegato due mesi per scrivere il suo programma, possiamo dire che gli è costato 3000 euro (1500 euro al mese è un paga dignitosa): ne vende tremila copie, ed è stato pagato: ne vende altre tremila, sono soldi che ha avuto senza lavorare, che gli sono stati regalati.
    La cosa giusta sarebbe che, una volta incassati i 3000 euro, rilasciasse il suo programma gratuitamente (chi lo vuole, può copiarselo): il lavoro del programmatore è stato pagato, ed ora il programma è a disposizione di chi ne ha bisogno.
    non+autenticato
  • con la tua logica praticamente uno deve fare software restando "ostaggio" dei pirati e della buona volonta' degli utenti, un po' come uno che vive di elemosina e donazioni, ne' piu' ne' meno !
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > con la tua logica praticamente uno deve fare
    > software restando "ostaggio" dei pirati e della
    > buona volonta' degli utenti, un po' come uno che
    > vive di elemosina e donazioni, ne' piu' ne' meno
    > !

    Deve fare software? Lo hanno costretto con la forza?

    Ci sono vari modi di guadagnare con il software (assistenza, abbinamento con l'hardware, versioni personalizzate...): la vendita delle licenze è solo uno di essi, e funziona male (inoltre, noi utenti non lo vogliamo); quindi, niente vendita delle licenze. Se non sei capace di usare gli altri sistemi, non fare il programmatore: non la vogliamo, la gente che ragiona così.
    non+autenticato
  • si ci sono molti modi ma non sono cazzi tuoi, questo e' il punto.

    io non scrivo un software per regalarlo e sperare di gudagnare qualche piotta in assistenza o upgrade forzosi o spyware o altro, perche' quali credi siano le alternative ? i soldi da qualche parte devono pur arrivare.
  • > si ci sono molti modi ma non sono cazzi tuoi,
    > questo e' il
    > punto.

    Sono cazzi miei, perchè io la licenza non la compro: piuttosto, mi scrivo il programma da solo (o ne modifico uno esistente).

    > io non scrivo un software per regalarlo e sperare
    > di gudagnare qualche piotta in assistenza

    E allora non scriverlo, nessuno ti vuole costringere

    > o upgrade forzosi o spyware o altro

    Questo è il tuo modo di scrivere software? Se è così, è proprio meglio che tu non lo scriva.

    > i soldi da qualche
    > parte devono pur
    > arrivare.

    Potrebbero anche non arrivare: e non arrivano, se con un programma gratuito si possono fare le stesse cose che permette di fare il tuo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > - Scritto da: Pepito il breve
    > > con la tua logica praticamente uno deve fare
    > > software restando "ostaggio" dei pirati e della
    > > buona volonta' degli utenti, un po' come uno che
    > > vive di elemosina e donazioni, ne' piu' ne' meno
    > > !
    >
    > Deve fare software? Lo hanno costretto con
    > la
    > forza?
    >
    > Ci sono vari modi di guadagnare con il software
    > (assistenza, abbinamento con l'hardware, versioni
    > personalizzate...): la vendita delle licenze è
    > solo uno di essi, e funziona male (inoltre, noi
    > utenti non lo vogliamo); quindi, niente vendita
    > delle licenze. Se non sei capace di usare gli
    > altri sistemi, non fare il programmatore: non la
    > vogliamo, la gente che ragiona
    > così.

    Bhe, allora battiti perchè cambi la legge, non con la pirateria.
    Ammesso che ci sia una logica in quel che dici un pò per tutte le produzioni intellettuali facilmente copiabili
    (i libri, per es., o file di testo se preferisci?).
    non+autenticato
  • > Bhe, allora battiti perchè cambi la legge, non
    > con la
    > pirateria.

    Un modo per cambiare la legge è dimostrare che è inapplicabile (trovando tutte le scappatoie)
    Inoltre, un altro modo per cambiare la legge è affossare chi ha interesse a mantenere il copyright.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > con la tua logica praticamente uno deve fare
    > software restando "ostaggio" dei pirati e della
    > buona volonta' degli utenti, un po' come uno che
    > vive di elemosina e donazioni, ne' piu' ne' meno
    > !

    Una cosa è il lavoro ed una cosa è un hobby, una passione: una ceazione ex novo è un qualcosa che si fa per passione, per proprio soddisfacimento, per hobby; il lavoro regolarmente retribuito serve per vivere...
    Il sottoscritto faceva il sistemista CED, attività ormai diventata di routine alla portata di tutti o quasi, ma il meglio di se stesso lo ha dato creando software per proria passione, ed ovviamente fornendolo gratuitamente all'Azienda e a quant'altri ne avessero bisogno.
    Da giovane suonavo in una delle prime Band di R'n'R: lo facevo per passione, per hobby, ma non per questo suonavo meno bene, anzi. E non pretendevo certo di essere pagato per soddisfare un mio hobby, le abbondanti soddisfazioni che ne traevo erano di tutt'altra natura (ovvero in natura...).
    TI sembra così strano il mio punto di vista?
    non+autenticato
  • Le major sono inefficienti: non riescono a realizzare sistemi di distribuzione, perdono il tempo in discussioni sterili, e creano a bella posta ostacoli (DRM, tempi di attesa....).

    Intanto, mentre loro chiacchierano youtube, megavideo, e il P2P agiscono, e forniscono i film (e a condizioni molto più convenienti).

    C'è poco da commentare: chi non sa adattarsi, muore, e le major non sanno adattarsi (visto che parlano ancora di concetti come "noleggio" e "acquisto", cercando di mettere distinzioni prive di senso per i prodotti digitali)
    non+autenticato
  • e lasciamo che muoiano, poi non lamentarti se sul P2P trovi
    solo vecchi dischi dei Ricchi & Poveri.

    quanti pirati conosci che producano loro films e canzoni di successo ?
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > e lasciamo che muoiano, poi non lamentarti se sul
    > P2P
    > trovi
    > solo vecchi dischi dei Ricchi & Poveri.

    E chi si lamenta? Mi va benissimo: troverò tutti i film e i brani prodotti fino ad ora, e sono tanti: potrei avere comunque molto di più che se dovessi pagare (in quel caso, di certo non li prenderei tutti)

    ╚ inutile che ogni mese vengano prodotti dieci nuovi film, se tanto poi non posso comprarli tutti: comprandoli, ne comprerei massimo uno al mese, quindi cosa mi importa che ne producano di più?

    >
    > quanti pirati conosci che producano loro films e
    > canzoni di successo
    > ?

    Ci sono canzoni e film in Creative Commons.
    non+autenticato
  • hahaha certo certo, tanto i data centers con Petabytes di dati li regala la befana no ? e idem per la banda di TB di dati al giorno .. tutto gratis venite venite paga pantalone...

    perche' il bello di tutta sta storia e' che se nessuno paga neppure la pirateria stessa puo' esistere !
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > hahaha certo certo, tanto i data centers con
    > Petabytes di dati li regala la befana no ?

    Non esistono datacenter, per il P2P: esistono i computer degli utenti. E mentre scarichi, condividi anche.

    > e idem
    > per la banda di TB di dati al giorno ..

    Infatti chi scarica si paga la sua connessione.

    > tutto
    > gratis venite venite paga
    > pantalone...

    La tua connessione è gratis?
    non+autenticato
  • insomma, il paese di bengodi !

    ma allora ripeto, prima o dopo le uniche novita' in edicola (perche' nel frattempo chiuderanno pure i negozi di dischi) sara' l'ultimo LP dei Ricchi & Poveri !
  • Certo, spariranno i negozi di dischi (stanno già sparendo): ma chissenefrega? ╚ da anni che non compro un disco, e non mi interessa affatto avere la possibilità di farlo, tanto non la uso: quindi, se la possibilità di comprare musica sparisse per sempre, la cosa non mi importerebbe affatto.

    La musica me la prendo su internet, e ce n'è finchè voglio.
    non+autenticato
  • e allora ruba.

    tanto ormai sto paese finira' come le favelas sudamericane, anche li' tutti hanno il diritto di rubare e alcuni pensano anche di avere diritto di scoparti la sorella, di pestarti o di spararti, per il semplice motivo che "possono farlo" come tu puoi in pochi click scaricare di tutto.

    e' proprio questa la logica dell'imbarbarimento, e tu la segui in pieno
    da buon selvaggio.
  • > e allora ruba.

    Non rubo: quello che faccio è legale (se lo è perchè si sono dimenticati di vietarlo, tanto meglio, ma comunque è legale)


    > e' proprio questa la logica dell'imbarbarimento,
    > e tu la segui in
    > pieno
    > da buon selvaggio.

    No: è la logica di distruggere un sistema che non funziona più, e di rimpiazzarlo con uno che funziona.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pepito il breve
    > e allora ruba.

    Per ogni volta che tu dici che scaricare equivale a rubare a un nuovo utente viene insegnato che non è VERO quindi credo ti convenga smettere di dirlo.

    http://www.archive.org/details/CopyingIsNotTheft-S...
    non+autenticato
  • per la legge italiano e' un reato PENALE quindi vedi tu.