Mauro Vecchio

Google e la pubblicità che bussa due volte

Lanciato un nuovo strumento a disposizione degli inserzionisti AdWords. Potranno inseguire gli utenti già transitati sui loro siti. Perché il behavioural advertising funziona

Roma - C'è un recente post, apparso su quel particolare blog ufficiale di Google che ruota intorno all'ecosistema pubblicitario della piattaforma AdWords. Ha annunciato il lancio di uno specifico strumento che permetterà a tutti gli inserzionisti interessati di colpire con maggiore efficacia l'attenzione dei netizen che ogni giorno transitano per le strade di ricerca digitale del motore made in Mountain View.

Uno strumento chiamato remarketing o retargeting, in pratica un mezzo a disposizione degli inserzionisti per seguire con più insistente costanza le attività di navigazione degli utenti. "Immaginate di essere un'agenzia di viaggio - ha esordito il post di BigG - che cerca di attirare l'attenzione degli utenti con le proprie offerte di viaggio ai Caraibi. Un utente può visitare il vostro sito, ma poi decidere di abbandonarlo perché contenente offerte troppo care".

A questo punto, l'ipotetica agenzia di viaggio potrebbe decidere di lanciare offerte più economiche, tornando grazie al remarketing proprio verso quegli utenti che avevano già dimostrato interesse online. "Ogni inserzionista legato ad AdWords potrà utilizzare il remarketing per raggiungere quegli utenti che navigano abitualmente sui siti all'interno del Google Content Network", ha spiegato l'articolo di Mountain View.
Uno strumento che - sempre stando alle dichiarazioni di Google - è piaciuto particolarmente ai più disparati inserzionisti del web, che avrebbero inviato a Mountain View centinaia di feedback positivi nel corso di un periodo di beta-testing partito nel marzo dello scorso anno. Google metterà ora a loro disposizione una tab in AdWords chiamata Audiences, per implementare le rispettive strategie di campagne marketing (o meglio remarketing).

Il behavioral targeting sembra aver preso definitivamente piede nell'intero modello di business legato ai contenuti gratis in Rete, oltre che ai vari servizi per i consumatori online. Secondo uno studio recentemente pubblicato dalla Network Advertising Initiative (NAI), i messaggi pubblicitari mirati sarebbero doppiamente efficaci rispetto a quelli non-targeted.

Sempre secondo i dati di NAI, il 6,8 per cento di chi clicca su una pubblicità mirata si trasforma alla fine in un acquirente effettivo, contro una percentuale del 2,8 per cento di chi clicca su un messaggio tradizionale.

Mauro Vecchio
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7 Commenti alla Notizia Google e la pubblicità che bussa due volte
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  • Pubblicità? AdBlock non è d'accordo xD.
  • Si riduce a un bannerino che in genere non viene nemmeno considerato, e già così è unanimemente esecrata.
    Si può eliminare totalmente molto facilmente.

    Non è mica come in TV o alla radio, in cui interrompe le trasmissioni e si impadronisce a forza dell'attenzione.
    Non è come i cartelloni pubblicitari, che subisci tuo malgrado.
    Non è nemmeno come sulla carta stampata, in cui ha una visibilità molto maggiore.

    Tutte le prove finora fatte per inserirla nei flussi (audio, video, telefonia), sono miseramente fallite, visto che oramai la gente è abituata a farne a meno, e piuttosto si rivolge altrove.

    La vedo male...
    Funz
    13017
  • E si, infatti google e' povera ...

    Quanti coglioni ci sono al mondo che pagano per cose inutili
    harvey
    1481
  • Infatti Google e' sul lastrico...
    non+autenticato
  • Non è vero. Per esempio oggi io ho cliccato ben due volte sulla pubblicità dell'HP presente su PI. In realtà volevo solo cliccare sul logo di PI per tornare all'home page, ma passando sopra al banner di hp, dopo 1 secondo questo si ingrandiva andando a coprire il logo di PI proprio mentre stavo cliccando! Quindi, ben due click verso hp.

    Quindi questa pubblicità è stata utile per PI (inutile però per hp, su questo concordo)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Funz

    >
    > La vedo male...

    Noi con questo ci tiriamo su diverse decine di migliaia di Euro l'anno
    https://www.google.com/adsense

    Molti nostri clienti con quest'altro hanno sviluppato ecommerce da qualche centinaio di migliaia di Euro l'anno:
    http://adwords.google.com

    Vedi tu... per me la pubblicità (fatta bene) funziona anche in rete.

    Concordo però che i banner su Repubblica.it sono quasi inutili per l'utente ma sicuramente vengono pagati per impression e quindi a Repubblica generano forti introiti.

    Fan LinuxFan Apple
  • - Scritto da: Funz
    > Si riduce a un bannerino che in genere non viene
    > nemmeno considerato, e già così è unanimemente
    > esecrata.
    > Si può eliminare totalmente molto facilmente.
    >

    Verissimo: si può eliminare facilmente; ma non è detto che la si elimini; infatti Google (che è l'azienda che ha capito meglio come funziona, e che infatti guadagna di più) non punta affatto ad impedirne l'eliminazione (anzi, le condizioni d'uso proibiscono espressamente di usare adsense all'interno di banner invasivi), punta sul fatto che l'utente finale non ha nessun motivo per volerla eliminare

    La pubblicità di Google è poco invasiva (non ti ostacola la lettura del sito), è soprattutto testuale (quindi non rallenta la navigazione), e non è offensiva o imbarazzante (non ti reclamizza un sexy shop mentre stai guardando un sito per bambini); quindi, perchè eliminarla? Si fa prima a lasciarla dov'è. Se poi la pubblicità è in tema, a volte è pure utile (se sto leggendo le tecniche per guidare su strada ghiacciata, magari mi interessa sapere dove posso comprare le gomme da neve); e google punta proprio ad aumentare la probabilità che l'utente clicchi perchè effettivamente ha visto qualcosa che gli interessa, e non per errore o perchè gliel'hanno chiesto)
    non+autenticato