Nuove pastette sui domini .it?

La RA firma un accordo con Infocamere per il passaggio a quest'ultima dei dati di registrazione dei domini. Bypassata la Naming Authority, in dubbio la legittimità dell'operazione. Dubbi anche sulla gestione dei dati da parte di Infocamere

Roma - Chi autorizza il passaggio dei dati amministrativi ed economici delle registrazioni dei domini.it dalla Registration Authority ad Infocamere? Perché l'accordo che lo permette non ha coinvolto la Naming Authority? Con quale autorità la Registration Authority si è assunta queste responsabilità?

Sono queste le domande che dentro e fuori la Naming Authority da qualche ora vengono fatte con insistenza. Sì, perché l'accordo firmato due giorni fa dallo IAT-CNR (che ospita la Registration Authority) con Infocamere, secondo molti è illegittimo e persino pericoloso.

Secondo l'intesa, la RA confronterà i dati della registrazione dei domini con i dati in possesso di Infocamere, società informatica che gestisce i sistemi delle Camere di Commercio. Se da una parte questo consentirà alla RA di identificare al meglio le imprese che registrano domini.it, dall'altra i dati saranno registrati da Infocamere che entrebbe così a pieno titolo nell'italica "gestione dei domini.it".
La mossa viene propagandata dallo IAT-CNR-RA e da Infocamere come una operazione che colpisce l'accaparramento dei nomi a dominio. In realtà si tratta, secondo alcuni componenti della Naming Authority, di un vero e proprio "golpe".

Le regole delle procedure di registrazione dei domini, come noto, sono delegate alla Naming Authority, che in questo caso non ha autorizzato o deciso alcunché. Appare invece evidente che con questa operazione viene messa "fuori gioco" la "Lettera di assunzione di responsabilità" (LAR) che fino ad oggi è servita all'identificazione dei soggetti che registrano un dominio.it. La LAR, infatti, è uno strumento di autocertificazione che non ha senso che esista se viene introdotto, come sembrerebbe, un costoso controllo capillare sulle registrazioni dei domini da parte delle imprese.
TAG: domini
14 Commenti alla Notizia Nuove pastette sui domini .it?
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  • Walter Veltroni candidato a sindaco di Roma ha un sito .it per promuovere il suo programma. Lui si è candidato a sindaco di Roma da pochi mesi, quindi non capisco come abbia fatto ad avere un dominio .it quando la società per cui lavoro è in attesa della stessa cosa da un anno. Le cose sono due:
    1. in realtà la sua candidatura era già decisa da molto tempo prima dell'ufficializzazione (cosa peraltro plusibilissima);
    2. lui, come altri d'altronde, hanno avuto un trattamento di "favore".

    Preciso che questo non è un attacco a Veltroni in quanto altri candidati e partiti hanno siti .it relativamente "giovani". Però questo mi è saltato all'occhio essendo di Roma e avendo seguito quindi da vicino le varie fasi delle nuove elezioni per il sindaco della mia città.

    Se riuscite a darmi lucidazioni, ve ne sarei grato.

    non+autenticato
  • Ho richiesto recentemente la registrazione di un dominio ".IT" tramite Tiscalinet. Dopo tre giorni era attivo. La Tiscali garantisce cinque giorni di tempo massimo. Un anno mi sembra davvero eccessivo.
    non+autenticato
  • > Se riuscite a darmi lucidazioni, ve ne sarei
    > grato.

    io sono un povero pirla qualsiasi, ho richiesto il dominio corrispondente al mio cognome (che era libero) per poter ricevere la posta nome@cognome.it

    in 3 giorni era attivo. 6 ore dopo l'attivazione anche il redirect verso la mia posta era ok.

    ho utilizzato register.it
    non+autenticato
  • mi vergogno di essere italiano...
    non si sà più come bloccare lo sviluppo in italia
    di internet...

    non mi porteranno via il mio dominio anche
    se ho un marchio registrato.. solo perche'
    una azienda con lo stesso nome verrà costituita dopo ?

    non so più cosa pensare...
    il fatto che queste cose accadano nel silenzio
    fa pensare...

    trasferirò la mia azienda alle isole kayman *.ky
    speriamo di poter lavorare senza burocrazia almeno nei paradisi fiscali.

    l'italia non è un paese in cui investire capitali
    per fare impresa...
    purtroppo non tutti possono trasferire le proprie attività all'estero ...


    non+autenticato
  • Scusate se ho urlato, credo che questa sia una faccenda importante, che merita la massima attenzione perchè ne va della democrazia, della libertà e del business di centinaia di aziende che dopo aver investito risorse ingenti si trovano scippate dai grandi gruppi e dalla burocrazia liberticida.

    Quindi:è possibile mettere questo articolo tra le prime tre notizie domani?

    Grazie
    non+autenticato
  • Veramente vorrei capire che diavolo sta succedendo e che razza di interessi ci siano dietro tutto questo putiferio. Ma è proprio così importante la registrazione dei domini? Sembra un affare di stato, a me sembra follia pura. Ma questi dove vivono?
    non+autenticato
  • Prova(te) a vedere se questo ti(vi) può essere utile.
    http://www.interlex.it/regole/nodi.htm

    M:)

    - Scritto da: Ugo
    > Veramente vorrei capire che diavolo sta
    > succedendo e che razza di interessi ci siano
    > dietro tutto questo putiferio. Ma è proprio
    > così importante la registrazione dei domini?
    > Sembra un affare di stato, a me sembra
    > follia pura. Ma questi dove vivono?
    non+autenticato
  • La prima cosa che mi viene in mente è: è legittimo da un punto di vista di privacy questo passaggio di dati? Si tratta infatti di dati personali, anche se già disponibili su un pubblico registro, il WHOIS.

    Magari l'Authority per la Privacy può metterci il naso...
    non+autenticato
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