Mauro Vecchio

Microsoft, passaggio in India

Esternalizzati alcuni servizi IT verso la societÓ di consulenza informatica indiana Infosys. Che aiuterÓ Redmond nello sviluppo di tecnologie, compreso Windows 7

Roma - I suoi dettagli economici sono rimasti avvolti nell'ombra. Non la sua ufficialità: Microsoft ha recentemente fatto luce su un accordo che prevede l'esternalizzazione di alcuni dei suoi servizi verso la società di consulenza informatica Infosys. Un accordo con validità triennale, per passare alcune incombenze interne all'azienda di Redmond nelle mani della outsourcing company con base in India.

Infosys si ritroverà così a gestire i servizi desk di BigM, supportando inoltre sia il settore delle infrastrutture che quello delle applicazioni. La società indiana avrà anche un ruolo significativo nello sviluppo tecnologico made in Redmond, compreso l'ultimo sistema operativo Windows 7.

La squadra di Infosys assisterà dunque quelle di Microsoft, dislocate in circa 450 sedi di 104 località del mondo. Si tratta di una mossa che, nelle intenzioni di BigM, dovrebbe portare ad una riduzione significativa dei costi legati ai servizi IT oltre che ad una maggiore flessibilità nella loro gestione.
"Infosys ha dimostrato di aver compreso i nostri obiettivi di trasformazione - ha dichiarato Jim DuBois della divisione servizi di Microsoft - introducendo un approccio end-to-end molto flessibile e innovativo, capace di gestire le nostre infrastrutture di supporto". Mentre Anand Nataraj, vicepresidente di Infosys, ha parlato di un accordo storico basato su una roadmap unificata per la gestione dei vari servizi IT.

Continua così nel 2010 il progressivo snellimento dei costi da parte di Redmond, dopo l'allontanamento di circa 5mila dipendenti e il taglio di circa il 10 per cento del budget destinato ai vari dipartimenti. Secondo uno studio finanziato dalla stessa Microsoft, l'economia dell'intero stato di Washington dipenderebbe dai suoi bilanci. Più di 260mila posti di lavoro sarebbero stati occupati nel 2008 grazie a BigM, responsabile dell'8,4 per cento della forza lavoro nella zona.

Mauro Vecchio
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