Mauro Vecchio

UE, no ai pedaggi a Google

ISP europei bacchettati dal commissario europeo Neelie Kroes: nessun ricavo da ottenere da parte dei content provider. Rilanciato il dibattito sulla neutrality, da rendere pubblico entro la prossima estate

Roma - Dita accusatorie erano state puntate. Telefònica, France Telecom e Deutsche Telekom unite contro il portalone YouTube, colpevole di aver troppo a lungo approfittato della capacità di banda fornitagli dai rispettivi network. Un'eccessiva fame di banda da parte della piattaforma di Google, che avrebbe portato ad una congestione del traffico dati instradato dalle tre telco del Vecchio Continente.

Ma si tratta di accuse che dovrebbero presto ritirarsi dietro le quinte, almeno secondo Neelie Kroes, commissario europeo per l'Agenda Digitale. Innanzitutto perché una telco dovrebbe ottenere guadagni dai suoi abbonati, non dai vari content provider. Il riferimento è alla recente proposta di Cesar Alierta, presidente della spagnola Telefònica, che aveva suggerito una divisione dei ricavi pubblicitari tra Mountain View e i vari carrier. In modo da ricompensare questi ultimi per gli svariati miliardi di euro investiti.

Kroes ha quindi ribadito alcuni dei principi basilari legati alla neutralità della Rete, in primis quello che permette agli utenti di scegliere liberamente tra i vari contenuti online. Nessun network potrebbe dunque bloccare o limitare in qualche modo le normali attività di un sito come YouTube. Il commissario europeo ha minacciato quindi di intervenire, anche se non allo stadio attuale delle accuse.
Le varie telco in questione hanno tuttavia contestato le parole di Kroes, sottolineando come questa situazione potrebbe portare ad una drastica riduzione degli investimenti, in network che invece sono fondamentali per il futuro sviluppo dell'Europa digitale. Futuro che passa innanzitutto per una più ampia e precisa regolamentazione della cosiddetta net neutrality.

Nel corso di un convegno parigino, la stessa Kroes è tornata sul delicato e dibattuto argomento, annunciando una consultazione pubblica prima della prossima estate. Il commissario del Vecchio Continente ha precisato che Internet non possa essere vista come una piattaforma inerentemente neutrale. Ma che invece abbia bisogno di determinate tipologie di scelte, dettate dagli stessi regolatori UE.

Cioè bisognerà decidere - secondo Kroes - se agli ISP debba toccare il compito di garantire una priorità a determinati servizi premium del web. Questione delicata, osservata già attraverso le numerose polemiche scatenatesi negli Stati Uniti dove la Federal Communications Commission (FCC) si sta battendo per un pugno di principi a difesa della neutrality. Un dibattito pubblico che dovrebbe essere preso a modello secondo il commissario, dato che il ritardo del Vecchio Continente ci sarebbe e sarebbe anche abbastanza evidente.

Mauro Vecchio
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