Claudio Tamburrino

HP, ipotesi corruzione per ex dipendenti

Le indagini sono partite dalla Germania, l'ipotesi di reato si allargherebbe fino a Mosca. Al centro un contratto da 35 milioni di euro per la fornitura di apparecchiature per un ufficio delle autoritÓ russe

Roma - L'accusa parte dalla Germania e dalla Svizzera, dove tre ex dipendenti Hewlett-Packerd sono stati arrestati a dicembre nel corso di un indagine per presunte tangenti in un affare che prevedeva la vendita di computer e altri apparecchi alle autorità russe. Coinvolte sarebbero in totale dieci persone, ora sotto inchiesta, per reati che vanno dalla corruzione all'abuso di fiducia, passando per l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro.

Al centro, un contratto da oltre 35 milioni di euro, stipulato nel 2000 per la fornitura di un sofisticato sistema di comunicazione sicura per l'ufficio del procuratore generale russo. Secondo Wolfgang Klein, portavoce dell'accusa, sarebbero state pagate tangenti pari a 8 milioni di euro.

Gli uffici di Mosca di HP sono stati perquisiti dagli investigatori russi che stanno collaborando con quelli tedeschi.
Sarebbero alla ricerca di prove che testimonino l'utilizzo, da parte del produttore, di società satelliti in vari paesi (tra cui USA, Austria, Svizzera, Belize, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Lituania, Lettonia e Isole Vergini Britanniche) per creare il fondo per pagare qualcuno (ancora non specificato) dell'ufficio del procuratore russo.

HP ha confermato la perquisizione, ma ha specificato che non sarebbe coinvolta direttamente e che sta "collaborando pienamente con le autorità e conducendo le proprie indagini interne". Si tratterebbe, spiega d'altronde, di un'inchiesta "su ipotesi di reato risalenti a quasi sette anni fa e che vede coinvolti per la maggior parte ex dipendenti HP".

Claudio Tamburrino
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