Giorgio Pontico

Israele rifiuta le tavole di Jobs

Gli iPad acquistati negli Stati Uniti non sono conformi alle leggi locali e verranno confiscati all'arrivo sul territorio israeliano. Fino a nuovo ordine: il WiFi è troppo potente, pare

Roma - Tempi duri per chi viaggia portando con sé il proprio iPad nuovo di zecca, acquistato magari all'Apple Store della Quinta Strada di New York. Le autorità israeliane hanno dato ordine alla polizia doganale del paese di confiscare ogni singolo iPad acquistato negli Stati Uniti: la motivazione di questa restrizione sarebbe dovuta principalmente alle informazione sul device attualmente in possesso del Ministero delle Comunicazioni israeliano, ritenute insufficienti.

Fonti ufficiali hanno spiegato al quotidiano locale Haaretz che le emissioni elettromagnetiche del tablet di Cupertino sono tarate per gli standard statunitensi e non per quelli israeliani, più simili ai limiti europei e quindi più restrittivi. Secondo Nati Schubert, funzionario del Ministero, "il segnale della versione statunitense di iPad potrebbe determinare il mancato funzionamento di altri dispositivi".

Attualmente gli iPad dichiarati all'arrivo negli aeroporti israeliani vengono trattenuti e conservati in una cassaforte: per ogni giorno di giacenza il proprietario deve pagare una tassa in attesa della restituzione che, visto il ritardo con cui iPad verrà consegnato nel resto del mondo, non dovrebbe essere imminente.
Giorgio Pontico
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