Giorgio Pontico

Irlanda: il provider deve disconnettere

Lo ha stabilito il massimo organo giuridico. A Eircom il compito di scollegare gli scaricatori, su segnalazione dei detentori dei diritti. La nouvelle vague dell'Isola Verde

Roma - L'Alta Corte irlandese ha emesso una sentenza che, almeno nel paese, è destinata a fare giurisprudenza per ciò che riguarda il rapporto che intercorre tra provider e utenti. L'accordo tra il maggiore provider dell'isola, Eircom, e IRMA, l'equivalente locale della RIAA, ha ricevuto il benestare dei giudici: gli ISP svestiranno i panni del semplice intermediario e monitoreranno i contenuti scaricati dai netizen. In caso di infrazione reiterata per tre volte taglieranno la connessione agli inadempienti. Lotta al P2P in puro stile francese.

"Internet non è solo un mezzo di comunicazione - ha scritto nella sentenza il giudice Peter Charleton - non si tratta di un essere extraterrestre amorfo che permette di infrangere i più basilari diritti umani. Nussun codice civile o penale giustifica ciò che altrimenti sarebbe illegale solo perché l'atto avviene attraverso Internet".

Secondo quanto emerso, IRMA e Eircom lavoraranno a stretto contatto per stanare e punire i trasgressori: i rappresentanti dei discografici si faranno carico di segnalare al provider gli indirizzi IP attraverso i quali sarebbero passati indebitamente contenuti tutelati da copyright. Il provvedimento colpirà indistintamente sia gli scaricatori che coloro che mettono online il materiale.
Per ogni segnalazione IRMA dovrà fornire una serie di dati e certificazioni a partire dall'identificazione del titolare dei diritti, le motivazioni dell'avviso, i dettagli dei file scaricati e il valore di questi ultimi, accompagnati dal tipo di applicazione usata per il download. Eircom dal canto suo ha preteso che l'associazione fornisca tutte le prove del caso per garantire la liceità delle informazioni incamerate da Dtecnet, la società che fornisce le tecnologie per il tracciamento delle connessioni.

Analogamente a quanto succede in Francia, la procedura di distacco si articola in tre fasi: la prima si dovrebbe concretizzare con una semplice missiva da parte del provider in cui viene notificata all'utente l'accusa di violazione di copyright. In seconda istanza viene inviato un secondo avviso in cui si avverte che alla violazione successiva si procederà con la disconnessione. Quest'ultima verrà notificata prima attraverso una lettera e infine si concretizzerà con il l'esilio dalla Rete.

Gli utenti "distaccati" avranno la possibilità presentare un regolare reclamo qualora ritengano di non aver commesso atti contrari alla legge. In questo caso Eircom potrebbe decidere di rivedere il caso e in caso venga provata almeno "l'involontarietà o la non intenzionalità del gesto" potrebbe ricollegare l'utente punito.

I primi commenti relativi alla decisione del giudice sono arrivati da Paul McGuinness, manager della band irlandese degli U2, per il quale la sentenza è destinata ad avere una grande rilevanza in ambito internazionale: "ciò significa che l'Irlanda è un posto sicuro per il copyright e i brevetti" ha sottolineato.

Giorgio Pontico
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22 Commenti alla Notizia Irlanda: il provider deve disconnettere
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  • Un grande plauso all'Irlanda che ha saputo proteggere il lavoro di migliaia tra dipendenti e commercianti che vivono sul cinema e sulla musica. In Italia sono 250.000 i posti di lavoro a rischi e migliaia si sono già persi perchè qualcuno crede che scaricare opere altrui sia dovuto. La privacy si cita solo per fare i propri comodi, ma scaricare è un reato e come tale deve essere trattato. Spero che questa decisione apra la mente ai nostri timorosi politici che invece avrebbero il dovere di difendere chi lavora, paga le tasse e non chiede sussidi ma solo l'applicazione di leggi già esistenti.
    non+autenticato
  • ma non venga poi a piangere miseria quando la propria economia sarà incapace di reggere il passo con gli altri paesi europei... vadano piuttosto a piangere in cina che chi si somiglia...
    non+autenticato
  • In Iralnda le sim telefoniche non sono registrate a nome di nessuno. Prendi una chiavetta internet con sim pay as you go e il gioco e' fatto! Certo, hai "solo" 10/15GB al mese, ma non corri richi di essere trascinato in tribunale.
    non+autenticato
  • ... ad avere "legalmente" tutti i dati richiesti per fare la segnalazione.
    Resta sempre, poi, DA PROVARE l' effettiva violazione (o siamo arrivati al grido "al lupo! al lupo!"), cosa che PUO' COMPETERE SOLO ALLA MAGISTRATURA TRAMITE LE FORZE DELL' ORDINE.
    non+autenticato
  • ...tutti incominciarono ad usare I2P, iMule, Tor ecc...

    Crittografia end-to-end, contenuti che passano attraverso più nodi, chi scarica non sa da chi, chi invia non sa A chi, i nodi intermedi non sanno che cazzo trasportano perchè è tutto cifrato.

    L'INCUBO dei servizi di mezzo mondo (quelli del Regno Unito avevano già segnalato il rischio), che mentre danno la caccia a bin laden trovano una marea di ragazzini che scaricano l'ultima hit di Rihanna. E per scoprirlo spendono pure centinaia di migliaia di euro, e migliaia di ore-uomo di lavoro.

    Non c'è niente da fare, sono anni che lo dico, l'informatica sarà sempre davanti alla legge, il QI degli ingegneri informatici è strutturalmente superiore a quello degli scribacchini giuristi. Fai una legge, e quando è approvata esiste già un software che aggira il problema, è SEMPRE stato così, dagli anni '70.

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    non+autenticato
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