massimo mantellini

Contrappunti/ YouTube e le scimmiette del web

di M. Mantellini - Davanti a cinque anni di successi non si può far finta di non vedere o non sentire. È arrivato il momento, anche per i detentori dei diritti, di parlare con il proprio pubblico

Contrappunti/ YouTube e le scimmiette del webRoma - Giusto in questi giorni Youtube ha compiuto 5 anni. Prima cosa che mi viene in mente: chi utilizza Internet anche solo superficialmente fatica a credere che esista un prima durante il quale Youtube non esisteva. Quel prima esiste, ovviamente, ma potremmo usare questa sensazione come dimostrazione del fatto che il servizio fondato nel 2005 da Chad Hurley e Steve Chen ha inciso in maniera profonda e irrimediabile sulla superficie molle delle nostre attività di rete.

La seconda impressione è che, a guardare bene, oggi Youtube non assomiglia per nulla ad un prodotto finito, organico e ben delineato. La piattaforma di sharing è mutata molto in questi pochi anni, seguendo umori e tendenze della Rete. È come se avesse scelto di galleggiare dentro una continua ambiguità, traino per nuove tendenze e adattamento a contesti mutuati altrove. Dentro questa ambivalenza hanno domicilio le note questioni legali che oppongono il servizio alle major dell'intrattenimento (il caso principale è ora quello che contrappone Youtube a Viacom davanti ad un tribunale USA), la costosa acquisizione da parte di Google, gli accordi con molti operatori dell'intrattenimento e molto d'altro, non ultima una certa retorica duepuntozero sui contenuti generati dagli utenti che è stata utilizzata per moltissimo tempo ed è ora un po' passata di moda.

Ma uno sguardo d'insieme su Youtube oggi, che prescinda dalle tante questioni particolari che lo riguardano, ci segnala anche un valore che deve forse essere ancora interamente riconosciuto. Youtube, inteso come esempio della ripresentazione in Rete di contenuti audiovideo diversi (definizione che ovviamente comprende anche altri servizi analoghi e meno noti come Vimeo), luogo di Internet nel quale si mescola l'ampia libreria quotidiana di brevi frammenti televisivi, le citazioni cinematografiche, pubblicitarie, i video amatoriali, le revisioni create dagli utenti di materiale già edito, ma anche i canali istituzionali del Vaticano o della Presidenza degli Stati Uniti: tutto questo assieme sta di fatto componendo con chiarezza un nuovo ecosistema. È questa la ragione per la quale può sembrare incredibile una epoca pre-Youtube, perché il servizio di sharing risponde ormai da tempo ad un nuovo bisogno diffuso, ugualmente percepito da milioni di utilizzatori.
Oggi Youtube è la metafora di una nuova idea di televisione adattata alla Rete, dove il tempo reale si riduce di significato e la selezione degli utenti travolge l'audience. Un posto nel quale la fruizione dei contenuti è talmente ampia da non trovare rivali in nessuno dei servizi commerciali on demand possibili e dove, soprattutto, il risultato finale è quello della composizione di una sintesi personale per ciascuno di noi. Per lo meno questo è il valore che può essere percepito da lontano: mettendo a fuoco il telescopio ci si accorge invece che molte questioni che riguardano questo nuovo ecosistema restano ampiamente irrisolte.

La più importante è ovviamente quella della compatibilità di un simile filtro con le norme del copyright e con le consuetudini dei servizi commerciali che gli utenti di Youtube tengono in così scarso conto. I problemi legali continui che affliggono il servizio si basano su questa difficile composizione. Tolti gli interessi di Youtube (e quindi di Google a margine) che personalmente trovo piuttosto ininfluenti, il punto è ancora una volta quello dell'equilibrio fra diritti da tutelare e conoscenze da liberare. Oppure, detto in altre parole politicamente meno neutre, fra valori diffusi da salvaguardare e tutto il resto intorno.

Un esempio di questi giorni ci aiuta a mettere a fuoco meglio. Constantin Film produttore del film "La caduta" (Der Untergang) ha chiesto e ottenuto, in base alla norma vigente, che Youtube rimuovesse le decine di parodie che gli utenti di Youtube hanno creato in questi anni, utilizzando (o abusando, fate voi) la fenomenale scena di quella pellicola durante la quale Bruno Ganz interpreta un Adolf Hitler furioso dentro il bunker. Le domande che scatena una notizia del genere sono molteplici: dove termina il diritto di citazione che la legge concede ai cittadini? Possiamo utilizzare alcuni minuti di un film bellissimo (per la precisione 3 minuti e 50 secondi di un film che dura 1 ora e 56 minuti) per creare qualcosa d'altro, o dobbiamo aspettare i prossimi cent'anni per farlo? E se non possiamo, per quale motivo? Ma anche: quale enorme valore, evidentemente misconosciuto, crea un passaparola del genere per le casse o la reputazione di Constantin Film? O per le quotazioni di un attore bravo come Bruno Ganz?

Il fatto è che tutte queste valutazioni, comunque le si voglia esprimere, prescindono dallo scenario macro per interessarsi del particolare. Non è giusto considerare il particolare come una fastidiosa protesi da lasciar precipitare in nome dell'interesse collettivo, ma una visione di insieme minimamente onesta ci indica chiaramente quale valore abbia oggi la sintesi intellettuale degli accadimenti del mondo che in ogni minuto Youtube propone. Compresi i terabyte di spezzoni irrilevanti ed inutili che contiene. La realtà è che abbiamo oggi qualcosa che cinque anni fa non c'era e questa cosa ci è utile, non foss'altro come memoria storica di quella vasta parte della nostra vita indagata dall'occhio di una telecamera.

Le mediazioni sono come sempre benvenute ed anzi francamente indispensabili: ma oggi, a cose fatte, Viacom o Mediaset, Constantin Film o qualsiasi altro soggetto che si senta defraudato nei suoi diritti dall'eco del proprio lavoro su Youtube ha solo due partiti ai quali potersi iscrivere: quello di chi non ha capito o quello, anche meno virtuoso, di chi fa finta di non capire.

Massimo Mantellini
Manteblog

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42 Commenti alla Notizia Contrappunti/ YouTube e le scimmiette del web
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  • Youtube é figo
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > Youtube é figo

    Aggiunta.
    I detentori dei diritti devono scendere a patti con YouTube.
    non+autenticato
  • Ecco perchè dobbiamo liberarci di questa gente al più presto: prima falliscono, prima smettono di creare fastidi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Ecco perchè dobbiamo liberarci di questa gente al
    > più presto: prima falliscono, prima smettono di
    > creare
    > fastidi.

    Ma sempre con questi toni sovversivi anarchici!
    Probabilmente è per via di gente come te che le cose non cambieranno mai e ci sarà sempre l'Italia dei furbetti!
    non+autenticato
  • > Ma sempre con questi toni sovversivi anarchici!
    > Probabilmente è per via di gente come te che le
    > cose non cambieranno mai e ci sarà sempre
    > l'Italia dei
    > furbetti!

    Chi sarebbero i furbetti?
    non+autenticato
  • > Ma sempre con questi toni sovversivi anarchici!
    > Probabilmente è per via di gente come te che le
    > cose non cambieranno mai e ci sarà sempre
    > l'Italia dei
    > furbetti!

    Furbetti? Anarchia? Sovversivi?
    Aggettivi a caso?
    non+autenticato
  • - Scritto da: nOra
    > - Scritto da: angros
    > > Ecco perchè dobbiamo liberarci di questa gente
    > al
    > > più presto: prima falliscono, prima smettono di
    > > creare
    > > fastidi.
    >
    > Ma sempre con questi toni sovversivi anarchici!
    > Probabilmente è per via di gente come te che le
    > cose non cambieranno mai e ci sarà sempre
    > l'Italia dei
    > furbetti!

    I "furbetti" (e non in italia, ma in tutto il mondo) sono quelli che vogliono farsi pagare per non dare niente in cambio, e per offrire servizi scadenti e superati.

    Non è un comportamento sovversivo ignorare questa gente, e lasciarla a fare la fame.

    Voi dite che, una volta eliminata la pirateria, le videoteche riprenderanno a funzionare: tuttavia, la pirateria offre un servizio decisamente migliore: i film arrivano prima, arrivano direttamente a casa, e la spesa è minima. Quindi, se le due cose non possono coesistere, piuttosto che eliminare la pirateria, è meglio eliminare le videoteche.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 0110
    > http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=

    Poveri videotechini, mi fanno tenerezza. Vanno dal "coordinatore generale del vice ministro Romani" (ah, ecco...), e tornano baldanzosi, convinti che per una volta non gli sia stata data la "solita pacca sulla spalla tanto per liquidarci"...



    Questi non hanno capito 4 cose:

    A) Per ogni sito di streaming chiuso, ne spuntano altri 10

    B) Nel caso in cui spariscano di colpo i siti di streaming illegali, esiste il P2P criptato, che è in continua crescita: chi scarica non sa da chi, chi invia non sa a chi, i dati passano attraverso 3-4 nodi prima di arrivare alla destinazione finale, e il contenuto è criptato end-to-end, ergo i nodi intermedi non sanno neanche cosa trasportano.

    C) A prescindere dalla pirateria, il futuro del "noleggio" dei film legale sarà un qualche sito tipo ITunes per la musica. 10 anni fa' i negozietti di musica dicevano le stesse cose, "se sparisce il P2P torniamo a guadagnare", sono spariti TUTTI, tranne le grosse catene (generalmente in PERDITA). Ma non per il P2P, semmai perchè negli USA ormai META' del fatturato musicale passa attraverso la vendita online, e tanti saluti ai negozi di musica dietro l'angolo

    D) Maroni, che con tutto è gerarchicamente un "pochino sopra" Romani, ha candidamente dichiarato di "scaricare gratis" dalla rete, e che non lo considera un reato. E' il ministro dell'interno, quello da cui dipendono le forze dell'ordine...


    Secondo me gli conviene imparare a fare gli idraulici Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • Sono da sempre un fan sfegatato di quella che ritengo la più grande rock band italiana di sempre, i Litfiba.
    Quando alla fine del 2009 ho sentito che ci sarebbe stato un tour di reunion dei 2 fondatori (Ghigo Renzulli e Piero Pelù, purtroppo niente da fare per la terza colonna portante del periodo d'oro, Gianni Maroccolo), sono corso a prendere i biglietti per il concerto di Firenze.
    Appena prima del concerto ero un po' titubante: chissà se saranno ancora in forma come ai vecchi tempi, quali pezzi selezioneranno dal loro grande repertorio, se il pubblico sarà composto solo di 30-40enni o ci sarà qualche nuova leva...
    Ebbene, il concerto è stato grandioso, ed in più ho notato una cosa che non avrei mai immaginato: alle ultime esibizioni del gruppo a cui avevo assistito, alla fine degli anni '90, se in mezzo ai pezzi degli album più recenti la band provava ad inserire anche qualche pezzo "storico" degli anni '80, i ragazzi più giovani restavano silenziosamente ad aspettare il trascorrere della canzone, evidentemente non avendola mai sentita prima.
    Oggi, invece, pur essendo passati 10 anni (e quindi con i pezzi più datati che ormai hanno raggiunto e superato i 25 anni di età) ho visto anche i più giovani, al di sotto dei 20, cantare e ballare TUTTE le canzoni.
    Ed ho capito perché ad inizio serata Piero ha dedicato il concerto, tra gli altri, al popolo di Internet: quello che una volta era difficile da reperire, oggi è alla portata di tutti, ed il merito è proprio della rete, e forse più di tutto proprio di Youtube.
    Senza tutti i brani in rete, fruibili con un click, quei ragazzi con ogni probabilità non sarebbero andati comunque a comprare gli album vecchi, ma il poterli ascoltare e apprezzare comunque li ha spinti al concerto.
    E gli artisti se ne stanno accorgendo, finalmente, con buona pace delle major.
    non+autenticato
  • Pelù non era uno di quello che diceva peste e corna della rete ?
    Sgabbio
    26178
  • Magari si è ravveduto. Si può anche cambiare idea, ti pare ?
    non+autenticato
  • Bhe visti i grandi vantaggi che da, mi sembra anche ovvio... pubblicità gratuita alla fine, cosa che certi personaggi però non arrivano a capire.
    Sgabbio
    26178
  • Già. Ma anche Grillo odiava i computer e il web, ricordi? Poi quando imparano a conoscerli meglio, ne capiscono i vantaggi.
    non+autenticato
  • Grillo, criticava certi aspetti, che credo che alcuni di voi, condividete, la opsoleacebza rapida del materiale informaticoA bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • Un'ottimo esempio di utilizzo della musica in rete. Ma sono convinto che abbia ragione Pelù. Peccato che la legge attuale recita tutt'altro.

    Un bel casino !
    non+autenticato
  • > E gli artisti se ne stanno accorgendo,
    > finalmente, con buona pace delle
    > major.

    Gli artisti se ne accorgono perchè ogni volta che viene visionato un video loro questi percepiscono dei soldi. Ovviamente questo è possibile in quanto esistono accordi tra l'autore/detentore dei diritti e il prestatore del servizio, ossia YouTube.
    Questo è un esempio di come si sta sviluppando il mercato digitale dei contenuti, creando di fatto nuovi modelli di business.
    C'è ancora molto da fare e son certo che la strada ancora lunga, tuttavia si sta muovendo qualcosa.
    non+autenticato
  • A dire il vero, la stragrande maggioranza dei video vengono messi da ben prima degli accordi "piagnistei" delle mejor.
    Sgabbio
    26178
  • il tuo ragionamento fa appello alla buona volonta che sembra mancare su tutto l'argomento "copyright verso futuro digitale". cosi no siamo qui a sperare che il ministro o il giudice o il detentore di diritti, finalmente, si informino, capiscano, siano lungimiranti, ecc.

    il punto pero e' che non siamo soli. mentro noi qui in occidente stiamo a "discutere" di come rabbonire una banda di detentori di diritti e lobby varie che non si sono accorti che le cose sono cambiate, nel mondo si stanno facendo avanti altri, pragmatici, che investono il loro tempo per progredire... (continua..)
    non+autenticato
  • vale anche per me
    non+autenticato
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