Roma - Si intitola
Combating Computer Stress Syndrome ed è
uno studio pubblicato di recente da un
think tank statunitense legato all'industria delle comunicazioni. Una vera e propria sindrome da stress informatico, che colpirebbe frequentemente gli utenti a stelle e strisce, alle prese con malfunzionamenti, tempi infiniti di caricamento e
rapporti snervanti con i centri di supporto tecnico.
"Oggi, gli utenti dipendenti dalle tecnologie digitali vengono sempre più spesso travolti -
si legge nello studio - turbati da difficoltà e inconvenienti tecnici all'ordine del giorno nelle loro vite". Sono state circa un migliaio le persone intervistate dal gruppo
Chief Marketing Officer Council, il cui obiettivo era scoprire il relativo livello di soddisfazione delle varie tecnologie di comunicazione odierne.
È emerso che la maggior parte del campione trovi frustrante la propria esperienza con i computer e, più in generale, con diavolerie tecnologiche troppo complesse da utilizzare. Per non parlare delle
frequenti intrusioni virali, dei più svariati problemi tecnici e delle conseguenti, estenuanti procedure per risolverli.
"La realtà è che numerosi e persistenti problemi di natura tecnica stanno preoccupando molti utenti informatici - ha continuato lo studio - provocando in loro un'angoscia e uno stato d'ansia non certo necessari". Secondo i dati, il 94 per cento degli intervistati ha ammesso di provare un
senso di dipendenza dai propri apparecchi tecnologici. Inoltre, i due terzi degli utenti avrebbe sperimentato quella che lo stesso studio definisce
Computer Stress Syndrome (CSS).
Dipendenza.
Secondo un'altra analisi, condotta dall'
University of Maryland, la maggior parte degli studenti statunitensi avrebbe sperimentato una sorta di
Internet addiction, non riuscendo a fare a meno di social network, lettori musicali e smartphone vari. I 200 studenti sotto analisi, una volta privati per 24 ore dei loro
tool informatici, avrebbero mostrato
chiari segni di ansietà, con una voglia smodata di rimettersi online.
È anche vero che gli stessi studenti non hanno fatto granché fatica
a sottolineare la propria dipendenza, parlando di seconde pelli elettroniche e dell'impossibilità di vivere senza Facebook e compagnia
social. Alcuni avrebbero addirittura risposto, dopo 24 ore d'astinenza, di aver provato la stessa sensazione negativa dell'isolamento, lontano da amici e parenti. Amici e parenti mediati da social network?
Mauro Vecchio