Claudio Tamburrino

La guerra dei Droni

Il diritto internazionale e quello di guerra devono essere rispettati. Ma la questione degli aerei senza pilota diventa una nuova frontiera della giurisprudenza che arranca dietro alla tecnologia

Roma - Negli Stati Uniti, il cui esercito fa ampio utilizzo di droni da guerra, si sta discutendo sulla liceità del loro impiego rispetto al diritto di guerra, e alla natura stessa degli impieghi che se ne possono fare rispetto alle regole di ingaggio e al diritto internazionale: materie ancora in fermento post undici settembre, che devono ora affrontare le problematiche poste dalle nuove tecnologie.

L'utilizzo di droni militari, in particolare in Pakistan aveva sollevato le prime polemiche. Harold Koh, consigliere legale del Dipartimento di Stato aveva cercato di affermare la non estensione del concetto di "crimine di guerra" alle azioni compiute dai droni. Ma numerosi esperti e studiosi hanno attaccato la sua tesi aprendo un concitato dibattito.

Le questioni sul banco sono varie e riguardano le possibilità che danno le nuove tecnologie: poter, per esempio, mirare leader politici particolari anche non direttamente coinvolti in una battaglia è lecito o costituirebbe in pratica un'esecuzione capitale senza processo? Prima dell'undici settembre, rilevano gli studiosi, gli Stati Uniti condannavano la condotta di Israele che attaccava singoli terroristi (anche fuori dal proprio territorio). Ora ne sono i principali promotori e, secondo Koh (e l'amministrazione della Difesa), si tratterebbe semplicemente di una normale operazione bellica nei confronti di uno stato belligerante (la cui definizione, occorre sottolineare, va di pari passo con il concetto di soggetto terrorista) che non ha certo bisogno di un tribunale per essere avviata.
Questioni relative all'interpretazione legale delle nuove tecnologie deriverebbero inoltre dall'inquadramento dei controllori da remoto delle armi: se considerati combattenti, le azioni eventualmente ritenute in violazione del diritto di guerra dai droni (anche semplicemente per la loro stessa natura di armi non consentite) potrebbe ricadere direttamente su di loro; se invece non possono essere considerati combattenti, non avrebbero neanche l'immunità garantita dalle regole di guerra e gli potrebbero essere imputati i reati relativi alle loro azioni.

La comunità internazionale e il diritto attendono, sembrerebbe, di vedere la disputa risolversi all'interno degli Stati Uniti.

Claudio Tamburrino
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26 Commenti alla Notizia La guerra dei Droni
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  • Anche i terroristi hanno i loro droni. Sono i fanatici che provocano gli attentati suicidi. E questi ultimi provocano stragi fra la popolazione civile, non per errore, o perchè il nemico si nasconde in mezzo alle donne e ai bambini, ma con deliberata e lucida ferocia.
    non+autenticato
  • Usare un drone per centrare un leader nemico è eticamente sbagliato, invece bombardare a tappeto tutto il quartiere no? Solo perchè il bombardiere ha un pilota?
    E cecchinarlo da lontano?
    E i tomahawk dove li mettiamo?
    Funz
    12988
  • è un peccato che siano state inventate le armi da fuoco.. ed è un grandissimo peccato che chi decide una guerra non combatta..
  • chi detiene le tecnolgie più avanzate (e il potere) definisce gli standard...
  • E' giusto imporsi delle regole anche in situazioni estreme come la guerra... altrimenti ad esempio appena è coinvolto un paese che ha testate nucleari, rade al suolo tutto il paese avversario in 2 giorni e amen.

    Ma una domanda sorge spontanea:

    Se i droni o altre armi che noi consideriamo "non consentite" li avessero gli altri stati non proprio democratici (ad esempio alcuni di quelli in cui bisogna pregare 5 volte al giorno), come si comporterebbero?
    Si porrebbero le stesse domande che ci stiamo facendo noi?

    E un'altra domanda:

    Quanto tempo dovrà passare perchè questi "signori" arrivino a dotarsi di droni, armi nucleari o chimiche o simili?

    Perchè è chiaro che tanto, prima o poi, ci arrivano anche loro.
    non+autenticato
  • i droni ce li hanno già

    alla fin fine un bombardiere senza piloti lo costruisci con 80.000€ e 2 mesi di lavoro ( no non sono numeri a casaccio, la Lockheed l'ha fatto proprio così )

    le armi nucleari, beh, sono un grosso problema ma anche per noi altri

    gli USA hanno un arsenale enorme eppure criticano gli altri che vogliono l'atomica, beh, mi pare alquanto ipocrita

    la miglior mossa l'ha fatta Putin presentando la sua nuovissima bomba ad implosione con la quale è riuscito a dimostrare che in fondo non serve mica l'atomica per fare danni enormi

    penso che il problema si risolverà solo se e quando avremo un governo unico mondiale che abbia la capacità di dettare legge su tutto il globo
    non+autenticato
  • > Se i droni o altre armi che noi consideriamo "non
    > consentite" li avessero gli altri stati non
    > proprio democratici (ad esempio alcuni di quelli
    > in cui bisogna pregare 5 volte al giorno), come
    > si
    > comporterebbero?
    > Si porrebbero le stesse domande che ci stiamo
    > facendo
    > noi?
    >
    > E un'altra domanda:
    >
    > Quanto tempo dovrà passare perchè questi
    > "signori" arrivino a dotarsi di droni, armi
    > nucleari o chimiche o
    > simili?
    >
    > Perchè è chiaro che tanto, prima o poi, ci
    > arrivano anche
    > loro.

    I "droni" li hanno gia', solo che sono in carne e ossa, e sono gia' fra noi.
    non+autenticato
  • é parlare di "regole" quando si fa la guerra... come se fosse un incontro di pugilato o una corsa di cavalli...

    E poi, droni o no... avete visto il video dell'elicottero USA che spare a un gruppo di civili?
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > é parlare di "regole" quando si fa la guerra...
    > come se fosse un incontro di pugilato o una corsa
    > di
    > cavalli...

    Hai presente cosa sono i trattati?

    Altrimenti passiamo subito ad avvelenare i pozzi e a violentare le donne
    harvey
    1481
  • perche', non e' quello che gia' succede? purtroppo soprattutto la violenza sulle donne e' una forma di guerra/vendetta altamente praticata.

    quella americana (al pari di quella dei paesi poco socialmente sviluppati) e' una societa' e una cultura dove vince il piu' forte. Non sono "nobili". Passatemi il termine, loro sono grossolani e buzzurri. Sanno solo armarsi come dei deficienti e fare la GUERRA. E dal punto di vista mediatico sanno trasformare sconfitte in vittorie.

    E' proprio una cultura molto diversa da quella europea. Che peccato che l'Europa non possa/voglia fare nulla. Intendo dal punto di vista politico, non militarmente. L'unica strada e' la politica e l'intelligenza.



    - Scritto da: harvey
    > - Scritto da: MeX
    > > é parlare di "regole" quando si fa la guerra...
    > > come se fosse un incontro di pugilato o una
    > corsa
    > > di
    > > cavalli...
    >
    > Hai presente cosa sono i trattati?
    >
    > Altrimenti passiamo subito ad avvelenare i pozzi
    > e a violentare le
    > donne
    non+autenticato
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