Alfonso Maruccia

Born Free censurato? No, solo vietato

Il video sopra le righe di un'artista controversa sparisce da YouTube. Non si tratta di censura, ma solo dei filtri preposti dal Tubo per i contenuti a tinte forti. Preferiti dagli utenti

Roma - Fa discutere Born Free, ultimo videoclip promosso dalla controversa artista inglese M.I.A. finito nelle cronache per essere stato "cancellato" da YouTube, giudicato l'ennesimo esempio della potente censura esercitata da Google nei confronti della libertà di espressione in video. La realtà sarebbe però ben diversa, essendosi YouTube limitato a "nascondere" la clip dietro la verifica della maggiore età dell'utente per i suoi - indubbiamente pesanti - contenuti visivi.

In Born Free viene rappresentata una violenza poliziesca senza mezzi termini, con torture e uccisioni in piena luce piuttosto difficili da digerire per la stragrande maggioranza della platea del videosharing in rete. E infatti YouTube, almeno in un caso, ha rimosso il video dai suoi server scatenando le prevedibili polemiche del caso.

In giustificazione di quella rimozione è stato invocato anche il ricorso alla violazione del copyright, con il press manager di M.I.A. Jennie Boddy che ha però ribattuto sostenendo la tesi dell'iniziativa diretta del portale di videosharing e quindi di Google. I contenuti forti presenti nel video sarebbero una palese violazione della policy del sito, ma anche tenendo conto di questo pare che YouTube si sia comunque limitato ad agire secondo il volere dei suoi utenti.
Gli utenti, infatti, hanno marcato la clip come "inopportuna" e di conseguenza il video è finito dietro il paravento della verifica del compimento della maggiore età. Born Free non è stato censurato né su YouTube né altrove, ed è disponibile - per gli utenti dai 18 anni in su - nella sua versione ufficiale oltre che su Vimeo o sul sito dell'artista.

Alfonso Maruccia
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