Claudio Tamburrino

Danimarca, discografici contro autori

La societÓ che raccoglie i diritti d'autore dovrÓ confrontarsi in tribunale non solo con l'ISP TDC, ma anche con le case discografiche. E' accusata di pretendere tariffe fuori mercato, di ostacolare lo sbocciare di nuovi mercati

Roma - La divisione danese di IFPI, organizzazione che rappresenta le etichette musicali, si è schierata sul fronte opposto rispetto agli autori: parteggia invece per TDC (il principale ISP danese), che nelle settimane scorse aveva deciso di rivolgersi ad un tribunale per le eccessive richieste della società di raccolta dei diritti d'autore locale, KODA, per rinnovare le licenze necessarie ad utilizzare le opere protette nel suo servizio musicale Play.

La questione è demandata al tribunale per le licenze in materia di diritto d'autore, costituito dal ministero della Cultura proprio per occuparsi di casi inerenti la legge sul diritto d'autore danese e in particolare della misura delle remunerazioni richieste per ottenere in licenza le opere protette da proprietà intellettuale.

Dopo lunghe (e infruttuose) negoziazioni tra le parti sul rinnovo del contratto di licenza per la musica fornita con TDC Play, un servizio che in cambio di un abbonamento flat offre l'accesso ad oltre 6 milioni di tracce liberamente scaricabili o disponibili in streaming, l'ISP ha deciso di appellarsi al tribunale competente.
Henrik Daldorph, presidente di IFPI, ha dichiarato che "IFPI lavora costantemente per preparare la strada a nuovi modelli di business per l'industria musicale, con cui etichette e artisti potranno vivere in futuro: è quindi veramente frustrante che altri protagonisti dell'industria chiedendo tariffe esorbitanti blocchino lo sviluppo del mercato digitale musicale nel paese".

Spotify, giusto per fare un esempio, è uno dei servizi musicali internazionali che, spiega IFPI, "a causa delle tariffe fuori mercato si è tenuto alla larga dal mercato danese". Pericolo che non si dovrebbe correre anche con TDC Play, uno dei due maggiori servizi presenti sul mercato nazionale.
Nei due anni di attività, d'altronde, i netizen danesi hanno scaricato legalmente dalla piattaforma oltre 200 milioni di tracce, generando introiti non trascurabili per le case discografiche e gli artisti: KODA ha per esempio ottenuto una somma forfettaria di circa 5,3 milioni di euro.

Scopo di IFPI è, d'altronde, esplorare nuovi mercati: per questo non è potuto restare un semplice spettatore nella vicenda che vedeva protagonista la spesso alleata KODA.
KODA, da parte sua, afferma di voler garantire la giusta remunerazione ai propri assistiti.

Claudio Tamburrino
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9 Commenti alla Notizia Danimarca, discografici contro autori
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  • "garantire la giusta remunerazione ai propri assistiti"

    Ma ancora hanno la faccia di affermare queste cose ed ancora si aspettano che gli si creda?
    hahahahaha
    non+autenticato
  • "6 milioni di tracce liberamente scaricabarili"?
    non+autenticato
  • Era un velato suggerimento sull'argomento del prossimo speciale: il correttore grammaticale di Office 2010!
  • Grazie per la segnalazione...tra l'altro uno dei miei migliori refusi e la dimostrazione che il correttore automatico non risolve affatto tutti i problemi Occhiolino
  • direi he li crea: ame capita con outlook.
    se lasciasse una bella ondina al suo posto e ti facesse scegliere sarebbe meglio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio Tamburrino
    > Grazie per la segnalazione...tra l'altro uno dei
    > miei migliori refusi e la dimostrazione che il
    > correttore automatico non risolve affatto tutti i
    > problemi
    > Occhiolino

    l'hai scritto con il T9? eheheh
    Comunuque sembrava più un lapsus freudiano Occhiolino
  • Lo ho già scritto tante volte e lo ripeto:
    tra poter con un click scaricare (anche legalmente) una canzone e dover andare in un negozio a comprare un CD intero per una canzone, quale delle due opzioni un utente generico sceglie?
    C'è stato un tempo dove solo il file-sharing consentiva quello che a quanto sembra è un business da 200 milioni di download legali solo in un paese... 200 milioni!

    Portiamo il copyright ad una durata decente (tipo brevetto? 10 anni dalla pubblicazione dell'opera (e non 70 dalla morte dell'ultimo coautore)? Se ne può discutere...), favoriamo la fruizione legale e digitale della musica, rendiamo possibili alternative alla "tutela" della SIAE e vedremo quante dottrine Brunì serviranno ancora...

    Ah... mi rispiegate la storia del povero artista che non riesce più a fare milioni di euro per colpa dei pirati cattivoni?
    non+autenticato
  • - Scritto da: poiuy
    > Lo ho già scritto tante volte e lo ripeto:
    > tra poter con un click scaricare (anche
    > legalmente) una canzone e dover andare in un
    > negozio a comprare un CD intero per una canzone,
    > quale delle due opzioni un utente generico
    > sceglie?
    > C'è stato un tempo dove solo il file-sharing
    > consentiva quello che a quanto sembra è un
    > business da 200 milioni di download legali solo
    > in un paese... 200
    > milioni!
    >
    > Portiamo il copyright ad una durata decente (tipo
    > brevetto? 10 anni dalla pubblicazione dell'opera
    > (e non 70 dalla morte dell'ultimo coautore)? Se
    > ne può discutere...), favoriamo la fruizione
    > legale e digitale della musica, rendiamo
    > possibili alternative alla "tutela" della SIAE e
    > vedremo quante dottrine Brunì serviranno
    > ancora...

    il modello giusto per l'arte sarebbe "donationware"!
    Io, artista, creo la mia opera e la pubblicizzo tramite i social network. Non è facile, ma per diventare "viral" devi essere creativo o comunque colpire chi guarda, in ogni caso c'entra la mia bravura e non l'appoggio discrezionale di qualche intermediario che mi "vende" alle tv o alle radio. Poi creo un mio sito in cui permetto di scaricare le mie opere liberamente "donationware" (o permetti il download libero della versione a 128 kbps mentre richiedi 1 euro per la versione ad alto bitrate) e metto a disposizione, per chi lo volesse, l'intero CD masterizzato DA ME a 7-10 euro.
    Il problema è che il concetto di donationware è diventato risibile per colpa di questi marchettari e "mercattari" che hanno distrutto l'arte facendola diventare un prodotto commerciale. Il risultato è che se un prodotto commerciale puoi averlo gratuitamente, perché non approfittarne?
    E un altro problema è che, mentre fai questo, devi pure LAVORARE per mantenerti... e non fare la sanguisuga come tanti cosiddetti artisti di oggi.

    > Ah... mi rispiegate la storia del povero artista
    > che non riesce più a fare milioni di euro per
    > colpa dei pirati
    > cattivoni?

    Mi spiace sono arrivato in ritardo, spero tu sia riuscito a dormire lo stesso anche senza la fiaba della buona notte Occhiolino
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    Modificato dall' autore il 01 maggio 2010 20.07
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