Cellulari/ Evviva l'operatore virtuale!

Fornisce servizi di telefonia mobile attraverso le reti altrui sfruttando una particolare licenza. Il Virtual Operator potrebbe scuotere il mercato italiano e incidere sulle tariffe. Lo dice un uomo dell'Antitrust

Roma - Un operatore-sanguisuga, capace di attaccarsi alle reti di telefonia mobile altrui per fornire i propri servizi, sfruttando una licenza ad hoc e tutto il dinamismo di una posizione del genere per scuotere il mercato italiano. A parlarne non sono più gli strateghi di società sarde oggi multinazionali ma l'Autorità Antitrust.

Il Virtual Operator secondo un esponente dell'Authority, Giovanni Calabrò, "a fronte del processo di concentrazione in atto" è "l'unica reale possibilità di una maggiore concorrenza che produca effetti positivi in termini di riduzione delle condizioni economiche per i servizi mobili".

Va detto però che l'Autorità per le TLC fino al 2006 non prevede l'ingresso dell'operatore virtuale nel mercato italiano. Ma secondo Calabrò, intervenuto ad un convegno dell'Anuit, su questo in Italia non si è avuta la necessaria attenzione fino a questo momento.
Calabrò ha peraltro ricordato che nel mercato della telefonia è decisivo il fronte di quella fissa, dove "il mantenimento di condizioni competitive di fornitura di servizi di accesso ed interconnessione alle reti degli operatori dominanti è essenziale per una corretta competizione sui servizi finali".

Secondo l'esponente Antitrust è necessario tenere d'occhio le condizioni economiche che Telecom pratica agli altri operatori, questione indispensabile per l'effettivo superamento degli attuali problemi di concorrenza, magari sfruttando anche il wi-fi, il networking wireless che potrebbe costituire secondo Calabrò "una vera alternativa concorrenziale alle modalità di accesso su rete fissa". Discorso del tutto analogo è quello sulla banda larga, dove il rischio è sempre di soffocare i concorrenti. Per non parlare degli utenti...
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