RANDOM/ I giardini della guerra

Dal Golfo a Suspended Gardens

Roma - Nel 1991 Jean Baudrillard diede alle stampe un saggio provocatorio, intitolato "La Prima Guerra del Golfo non è mai avvenuta". Le sue parole entravano nel vivo di una guerra a tutti gli effetti reale, ma così distante e così mediata dall?immagine televisiva da non aver mai raggiunto l?Occidente. Per ricomporre l?allontanamento della realtà dalla sua simulazione tecnologica, Alex Dragulescu ha realizzato la piattaforma Suspended Gardens.

Appropriandosi del simbolismo antico dei giardini pensili di Babilonia legati alla Baghdad del 600 a. C. e della visione attuale della capitale irachena, l?artista rumeno propone la costruzione collettiva di un ecosistema digitale che cresce e si modifica secondo le regole della guerra. L?utente pianta fiori come la causa bellum, che espande le proprie radici alla ricerca di petrolio, e sceglie in quale area dell?Iraq inserire il simulacro della pianta scelta e il proprio messaggio. La mappa dei luoghi del conflitto si trasforma quindi in un giardino distribuito, sospeso fra l?ordine di realtà cui appartengono le parole contro la guerra scritte dagli utenti e un ordine ulteriore, dato dalle immagini che rappresentano la guerra come un inequivocabile simbolo di morte. (federica martini)

http://www.suspendedgardens.net/

a cura di RANDOM. Il notiziario della net art
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