Claudio Tamburrino

Software pirata, poteva andar peggio

Lo studio annuale commissionato da BSA mostra per l'Italia dati sulla pirateria software in crescita dell'1 per cento. Ma vista la crisi i numeri fanno ben sperare i detentori di diritti

Roma - L'indagine sulla pirateria di Business Software Alliance (BSA) per il 2009 ha rilevato un più 1 per cento nella pirateria software del nostro Paese, dato che si mostra in linea con le cifre del resto d'Europa. Un sospiro di sollievo per le associazioni di categoria, che temevano, vista la condizione economica negativa, un maggiore ricorso a software pirata.

Complessivamente il tasso di pirateria software italiano è passato dal 48 al 49 per cento, con un valore commerciale calcolato in oltre 1.209 milioni di euro, senza contare il mancato guadagno conseguente alla preferenza accordato al software contraffatto che ricade non solo sui detentori dei diritti, ma anche sui rivenditori e sull'assistenza.

screenshot
"Lo studio dimostra che i nostri sforzi per ridurre il tasso d'illegalità nell'economia italiana sono ancora purtroppo assai lontani dall'aver debellato il problema, anzi i risultati peggiorano anziché migliorare", ha dichiarato Luca Marinelli, Presidente di BSA in Italia, "un tasso di pirateria del 49 per cento è inaccettabile per una nazione evoluta come l'Italia. E, in un momento di congiuntura economica non facile come quello attuale, non possiamo non sottolineare che la strada dell'illegalità e del sommerso non è certo quella che favorisce la ripresa del PIL e dell'occupazione".

Il dato appare in linea con la tendenza europea, e l'incremento arriva anche al due per cento a livello mondiale, passando da 41 a 43 per cento del software totale in circolazione: pur scendendo in 54 paesi dei 111 oggetto di studio (e raggiungendo in alcuni come Singapore il livello di pirateria più basso di sempre), la crescita è dovuta in particolare allo sviluppo di mercati ad illegalità diffusa come India, Brasile e Cina. Anche se un altro studio (che critica anche apertamente quello di BSA per le modalità di svolgimento poco chiare) condotto da un analista cinese vedrebbe il tasso di pirateria software diminuire in questo paese del 2 per cento.

Il valore commerciale del software pirata nel 2009 è stato calcolato in tutto in 51,4 miliardi di dollari. Nonostante questo, il calo in 54 paesi e la crescita contenuta della pirateria negli altri, se si considera che si trattava di un anno difficile per l'economia mondiale per cui si attendeva un maggior ricorso a fenomeni di free riding, hanno permesso agli osservatori di accogliere il dato non come una completa sconfitta della lotta alla pirateria.

Anche BSA Italia, intervenendo a fine aprile sull'estensione della responsabilità amministrativa (Dlgs 231/2001) per gli enti e le imprese ai reati di proprietà intellettuale (legge 99/2009), aveva momentaneamente accantonato il pessimismo, esprimendo positività nell'occasione: grazie alla nuova riforma, sottolineava Simona Lavagnini di BSA, l'interesse da parte delle aziende sta sempre più diventando "chiudere il prima possibile qualsiasi questione per paura della responsabilità aziendale". A dimostrazione non solo dell'efficacia della nuova disposizione (i cui effetti non si possono ancora valutare), ma anche di una sorta di evoluzione del concetto di lecito e in particolare una comprensione dell'illecito costituito dal software privato. In fondo, spiegava Lavagnini, parte delle violazioni finora riscontrate erano anche dovute a trascuratezza o mancanza di attenzione sui singoli dipendenti e sui programmi che effettivamente si usano sul posto di lavoro. Positivo è stato l'operato delle Forze dell'Ordine che nella loro attività di enforcement hanno chiesto la collaborazione dei consulenti tecnici di BSA in 135 azioni investigative, che hanno portato al sequestro di software illegale per circa 5 milioni di euro, alla denuncia di circa 100 responsabili all'Autorità Giudiziaria e a più di 7 milioni di euro di sanzioni amministrative.

Claudio Tamburrino
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210 Commenti alla Notizia Software pirata, poteva andar peggio
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  • Basta accettare la peculiarità del digitale, se non vuoi essere "piratato" non pubbliare, altrimenti la tecnologia stessa ti pirata a ogni angolo di sistema, se ti sconvolge la possibilità, considera che certi ci fanno fior di business lo stesso, proprio perché possono diffondere a zero in un sistema che per funzionare ha necessità di copiare come noi di respirare.

    Inoltre, gli anti "pirati" danneggiano tutti, frenando lo sviluppo del digitale e di una rete libera dalle loro fandonie e assurdità logiche.
    Imho, le loro pretese incidono anche su chi non ne vuole sapere della loro paccottiglia venduta a fuffa, e anche il digital divide ne risente.

    Per non parlare dell'ufficio brevetti, ancora non si è accorto che un suo antico dipendente l'ha chiuso da un pezzo.
  • Appena ho visto il titolo della notizia sapevo perfettamente dove si andava a parare: alla solita tiritera closed vs. open, con gli estremisti dell'una e dell'altra parte che parlano senza tenere presente la realtà effettiva delle cose che è: il reale mondo lavorativo ha dinamiche che vanno oltre il costo dell'applicazione, come pure va oltre la cavolata della personalizzazione. In quasi tutti gli ambienti non è la personalizzazione dell'applicazione a fare la differenza, ma le funzioni native, l'abitudine acquisita e l'assistenza.

    Ovvio che nel settore Web le alternative open siano fortissime e quasi sempre superiori alle closed (apache, plone per esempio), com'è altrettanto ovvio che in altri settori (grafica, multimedia, musica, editoria, contabilità etc.) l'open abbia ben poco da dire.

    il settore più combattuto è l'office, dove due suite lente, ingombranti e ipertrofiche si disputano il mercato, ma comunque qui si ritorna ai concetti espressi nel primo paragrafo.
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    Modificato dall' autore il 12 maggio 2010 17.27
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  • - Scritto da: LaNberto
    > Appena ho visto il titolo della notizia sapevo
    > perfettamente dove si andava a parare: alla
    > solita tiritera closed vs. open, con gli
    > estremisti dell'una e dell'altra parte che
    > parlano senza tenere presente la realtà effettiva

    Parla per te. Sapientone.

    > delle cose che è: il reale mondo lavorativo ha
    > dinamiche che vanno oltre il costo
    > dell'applicazione, come pure va oltre la cavolata
    > della personalizzazione.

    Ah ah ah e pensare che io con le tue "cavolate" ci mantengo una famiglia intera e mi sono permesso anche il lusso di costruirmi una casa. "Cavolate" che quando non funzionano sono sorci verdi. "Cavolate" che a volte possono valere milioni di euro. Io non so che lavoro fai o dove lavori, ma da te saranno anche cavolate, qui da me non le chiamano cosi. Le chiamano IMPLEMENTAZIONI e a volte ci possono lavorare anche decine di persone provenienti anche da paesi diversi.

    > In quasi tutti gli
    > ambienti non è la personalizzazione
    > dell'applicazione a fare la differenza, ma le
    > funzioni native, l'abitudine acquisita e
    > l'assistenza.

    Certo, convinto tu... Le funzioni native sono si importanti, ma se non raggiungono lo scopo che fai ? Indovina un pò ?

    Chiami quelli come me che permetteno di raggiungere lo scopo cone le loro "cavolate".
    non+autenticato
  • ooooh! e quindi abbiamo l'unico in tutto il forum che fa le famose personalizzazioni!

    Oh be', era l'ora. Sei un po' maleducatino però, vero? Forse questo mi inficia un po' la tua credibilità...
  • - Scritto da: LaNberto
    > ooooh! e quindi abbiamo l'unico in tutto il forum
    > che fa le famose
    > personalizzazioni!

    Ho detto percaso di essere l'unico ? Non mi pare.

    > Oh be', era l'ora. Sei un po' maleducatino però,
    > vero? Forse questo mi inficia un po' la tua
    > credibilità...

    Comincia a rispettare il lavoro degli altri, altrimenti non puoi pretendere il rispetto per la tua persona e per quello che sostieni. Se per te il lavoro degli altri sono solo cavolate, è la tua credibilità a risentirne, non certo la mia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eretico
    > - Scritto da: LaNberto
    > > ooooh! e quindi abbiamo l'unico in tutto il
    > forum
    > > che fa le famose
    > > personalizzazioni!
    >
    > Ho detto percaso di essere l'unico ? Non mi pare.

    in questo forum sei l'unico che ne parla come un fatto reale. Siamo seri: chi ha bisogno di personalizzare OpenOffice?

    >
    > > Oh be', era l'ora. Sei un po' maleducatino però,
    > > vero? Forse questo mi inficia un po' la tua
    > > credibilità...
    >
    > Comincia a rispettare il lavoro degli altri,
    > altrimenti non puoi pretendere il rispetto per la
    > tua persona e per quello che sostieni. Se per te
    > il lavoro degli altri sono solo cavolate, è la
    > tua credibilità a risentirne, non certo la
    > mia.

    Seee, ora mettici la pezza
  • - Scritto da: LaNberto
    > - Scritto da: Eretico
    > > - Scritto da: LaNberto
    > > > ooooh! e quindi abbiamo l'unico in tutto il
    > > forum
    > > > che fa le famose
    > > > personalizzazioni!
    > >
    > > Ho detto percaso di essere l'unico ? Non mi
    > pare.
    >
    > in questo forum sei l'unico che ne parla come un
    > fatto reale. Siamo seri: chi ha bisogno di
    > personalizzare
    > OpenOffice?

    Be ora la pezza ce la stai mettendo tu.
    Mica ho detto di personalizzare Openoffice. La mia era una considerazione generale. Non mettermi in bocca cosa che non ho scritto.
    Se non hai argomenti molla il colpo e basta.

    > > > Oh be', era l'ora. Sei un po' maleducatino
    > però,
    > > > vero? Forse questo mi inficia un po' la tua
    > > > credibilità...
    > >
    > > Comincia a rispettare il lavoro degli altri,
    > > altrimenti non puoi pretendere il rispetto per
    > la
    > > tua persona e per quello che sostieni. Se per te
    > > il lavoro degli altri sono solo cavolate, è la
    > > tua credibilità a risentirne, non certo la
    > > mia.
    >
    > Seee, ora mettici la pezza

    Anche due.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eretico

    > > in questo forum sei l'unico che ne parla come un
    > > fatto reale. Siamo seri: chi ha bisogno di
    > > personalizzare
    > > OpenOffice?
    >
    > Be ora la pezza ce la stai mettendo tu.
    > Mica ho detto di personalizzare Openoffice. La
    > mia era una considerazione generale. Non mettermi
    > in bocca cosa che non ho scritto.

    Anche la mia. Tutti qui si riempiono la bocca di personalizzazioni, quando in realtà quello che vuole l'utente medio (e nessuno nell'ambiente Linux l'ha ancora capito, o quasi) è software che funziona senza tante menate.

    Le personalizzazioni sono una realtà ristretta di settori a parte e, considerato che non sai nemmeno quotare, mi permetto di dubitare di quello che hai scritto
  • - Scritto da: LaNberto
    > - Scritto da: Eretico
    >
    > > > in questo forum sei l'unico che ne parla come
    > un
    > > > fatto reale. Siamo seri: chi ha bisogno di
    > > > personalizzare
    > > > OpenOffice?
    > >
    > > Be ora la pezza ce la stai mettendo tu.
    > > Mica ho detto di personalizzare Openoffice. La
    > > mia era una considerazione generale. Non
    > mettermi
    > > in bocca cosa che non ho scritto.
    >
    > Anche la mia. Tutti qui si riempiono la bocca di
    > personalizzazioni,

    Io anche le tasche. La bocca in questo caso te la riempi solo tu.
    Di aria...Sorride

    > quando in realtà quello che
    > vuole l'utente medio (e nessuno nell'ambiente
    > Linux l'ha ancora capito, o quasi) è software che
    > funziona senza tante
    > menate.

    Ma non mi dire... e cosa c'entra il sistema operativo con il software che ci deve girare sopra ? E chi ti ha mai detto che i sw open non funzionino a dovere ? Esempi ? Invece i software proprietari di difetti non ne hanno eh ? Rotola dal ridere

    > Le personalizzazioni sono una realtà ristretta di
    > settori a parte e,

    Solo settori a parte ? Cavolo che culo che ho avuto in questi 20 anni. Rotola dal ridere

    > considerato che non sai
    > nemmeno quotare, mi permetto di dubitare di
    > quello che hai
    > scritto

    E tu non sai neanche di cosa stai parlando. Rotola dal ridere
    Ma cos'è siamo all'asilo ? Non sai quotare gne gne gne gne !Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eretico

    > > Anche la mia. Tutti qui si riempiono la bocca di
    > > personalizzazioni,
    >
    > Io anche le tasche. La bocca in questo caso te la
    > riempi solo tu.

    sarà, ma dopo non so nemmeno quanti anni di informatica praticata in ambienti anche molto differenti, so di cosa parlo.


    > > quando in realtà quello che
    > > vuole l'utente medio (e nessuno nell'ambiente
    > > Linux l'ha ancora capito, o quasi) è software
    > che
    > > funziona senza tante
    > > menate.
    >
    > Ma non mi dire... e cosa c'entra il sistema
    > operativo con il software che ci deve girare
    > sopra ? E chi ti ha mai detto che i sw open non
    > funzionino a dovere ? Esempi ? Invece i software
    > proprietari di difetti non ne hanno eh ?
    > Rotola dal ridere

    Se linux fosse questo paradiso in terra per gli utonti avrebbe un po' più dello 0,8% nel mercato desktop. E dopo tanti anni la cosa non cambia. Non un passo.
    Certo, tua zia anziana è stata convinta a usare Linux e si trova bene (sto facendo un esempio, capace di prendermi sul serio), ma si vede che nel frattempo la nonna di un altro., anche lei convertita a Linux è mortaA bocca aperta

    >
    > > Le personalizzazioni sono una realtà ristretta
    > di
    > > settori a parte e,
    >
    > Solo settori a parte ? Cavolo che culo che ho
    > avuto in questi 20 anni. Rotola dal ridere

    Eh, mi sa di sì

    > > considerato che non sai
    > > nemmeno quotare, mi permetto di dubitare di
    > > quello che hai
    > > scritto
    >
    > E tu non sai neanche di cosa stai parlando.
    > Rotola dal ridere
    > Ma cos'è siamo all'asilo ? Non sai quotare gne
    > gne gne gne
    > !Rotola dal ridere

    Vai, si è liberata la giostrina!
  • Open office lento ?
    Sgabbio
    26177
  • Sì. Come Office del resto. Per scrivere uso ben altro. non ho pazienza
  • http://sblogghiamo.wordpress.com/2007/05/06/gnulin.../
    è ovvio che il SW commerciale è indispensabile in certe realtà ma come potete capire, ci sono altre realtà dove se ne può fare a meno.
    (questo articolo è del 2007 ma io ne sono venuto a conoscenza circa 2 mesi fa tramite la trasmissione Leonardo su RaiTre)
    Ciao a tutti!
  • Una distribuzione Linux qualsiasi mediamente contiene oltre 20000 pacchetti software, modificabili, personalizzabili e compilabili in base alle proprie esigenze.

    Non si capisce perché una ditta o una società qualsiasi dovrebbe adottare del software proprietario di qualità inferiore, spesso con seri problemi di sicurezza, e i cui costi sono a dir poco esorbitanti.
    non+autenticato
  • Ignoranza + Marketing

    Non dico che tutte le aziende devono adottare software Open Source ma penso che una buona parte se non ha esigenze particolari lo potrebbe fare.
    Ma vaglielo a spiegare...
    non+autenticato
  • perchè la gente si è abituata al programma che fa determinate cose in una certa maniera...cliccando su una certa posizione..etc
    cambiare non è facile. Poi c'è da dire che certi software, su linux fanno cagare...

    Per esempio, trovami qualcosa di simile al after effects CS4 o CS5?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ciuffo

    > Per esempio, trovami qualcosa di simile al after
    > effects CS4 o
    > CS5?

    Azz... deve essere roba davvero indispensabile, visto che non l'ho mai sentito nominare prima!
  • ma chi la usa ogni giorno per guadagnarsi la pagnotta che fa?
    MeX
    16902
  • per panda rossa il software indispensabile è browser e posta.Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: MeX
    > ma chi la usa ogni giorno per guadagnarsi la
    > pagnotta che
    > fa?

    Lo usa, qualsiasi cosa sia.
    Il fatto che non vi sia un equivalente open, mette a serio rischio tutti coloro che dipendono da esso per guadagnarsi la pagnotta.
  • o forse sono progetti troppo complessi per essere portati avanti da 4 ragazzini in cantina... le cose open "decenti" sono tutte finanziate da corporations
    MeX
    16902
  • mex...io ti stimo..veramente...ma questa è un balla colossale.

    Perchè siete abituati a pensare a photoshop (gimp), office (openoffice) etc...

    quando se andiamo in altri settori: firewall software, server web...oppure programmi di monitoring....

    le alternative open source si battono alla grande e spesso vincono

    per il resto bisognerebbe avere un equilibrio...come in tutte le cose....ste guerre sono popo stupide...mac..linux..win...io uso tutto...stessa cosa per i software.... chi fa meglio una cosa chi fa meglio l'altra
    non+autenticato
  • Linux/Unix sono la scelta piú sensata per un server, sono il primo a sostenerlo.

    Perché? perché chi lavora in quel contesto "sa mettere mano" nel cofano.
    Ma se parliamo di mondo consumer...
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > o forse sono progetti troppo complessi per essere
    > portati avanti da 4 ragazzini in cantina... le
    > cose open "decenti" sono tutte finanziate da
    > corporations

    Perche' invece i programmi closed che non sono prodotti dalle solite corporaions credi che siano tanto diversi da 4 ragazzini in cantina?
  • >"un tasso di pirateria del 49 per cento è inaccettabile per una nazione evoluta come l'Italia. E, in un momento di congiuntura economica non facile come quello attuale, non possiamo non sottolineare che la strada dell'illegalità e del sommerso non è certo quella che favorisce la ripresa del PIL e dell'occupazione"
    Tho! Mi sa che sono d'accordo... ma non sono sicuro che sia per le stesse ragioni.
    49% di materiale piratato... troppo! Creative Commons, GPL, e quant'altro sono una delle soluzioni possibili. Abbattiamo il tempo di sfruttamento economico da 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore dell'opera interessata, a 10 anni dalla pubblicazione.
    Sono sicuro che così facendo si passerebbe sal 49% al 4,9% di pirateria.

    >la strada dell'illegalità e del sommerso non è certo quella che favorisce la ripresa del PIL
    Come non concordare! Grazie alla corruzione ampliamente diffusa, i poteri forti mantengo il controllo sulle decisioni...
    Lotta alla corruzione, lotta all'evasione, diminuizione del carico fiscale, incentivi per chi paga le tasse...
    Lotta alle posizioni dominanti, ai monopoli, favorire la concorrenza (anche open...).
    Sono sicuro che così facendo il PIL aumenterebbe tantissimo...

    Che dite, intendeva questo lui?
    non+autenticato
  • - Scritto da: poiuy
    > >"un tasso di pirateria del 49 per cento è
    > inaccettabile per una nazione evoluta come
    > l'Italia.

    (...)
    > Abbattiamo il tempo di
    > sfruttamento economico da 70 anni dalla morte
    > dell'ultimo coautore dell'opera interessata, a 10
    > anni dalla
    > pubblicazione.
    > Sono sicuro che così facendo si passerebbe sal
    > 49% al 4,9% di
    > pirateria.
    12 ore di applausi !... sarebbe un colpaccio meraviglioso per il governo tra l'altro! potrebbe sbandierare un "Calo della pirateria del 90% !!" ...

    ... hum ah gia ma Berlusca possiede canali tv,studi di produzione,editori di giornali,case di produzione,catene di cinema,concessionarie di pubblicita'... no hum allora non si puo fare.
    non+autenticato
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