Claudio Tamburrino

Twitter, cosa piace a Voghera?

Uno studio conferma l'utilità dei tweet come materiale da cui distillare tendenze e opinioni di una popolazione. Ammesso che si riescano ad affinare le tecniche per scremarli

Roma - Secondo una ricerca condotta dalla Carnegie Mellon University i milioni di cinguettii che giornalmente vengono inviati con Twitter potrebbero essere utilizzati come un "mezzo di rilevazione dell'opinione pubblica rapido e a buon mercato".

L'assunto così sinteticamente espresso deve essere preso con cautela: l'effettiva validità di un sondaggio, innanzitutto, si basa anche sulla selezione di un campione che possa cioè rappresentare una popolazione più ampia. Inoltre si tratta di dati "rumorosi" e, come in generale i dati raccolti con un sondaggio, occorre trovare uno strumento per compensare distorsioni e affinare i risultati.

Tuttavia il gruppo di ricercatori capitanato dal professor Noah Smith raccogliendo un miliardo di cinguettii postati tra il 2008 e il 2009 ha potuto verificare l'esistenza di una tendenziale corrispondenza tra quanto poteva essere dedotto dal flusso di tweet e quanto rilevato con sondaggi come l'Index Consumer Sentiment (ICS) e l'Economic Confidence Index della società d'analisi Gallup.
I ricercatori hanno operato dividendo i micropost, con una semplice analisi testuale, per argomento (politica ed economia) e atteggiamento (positivi e negativi) e hanno verificato che quanto emergeva su determinati fatti di attualità, come le elezioni di Obama, corrispondesse ai risultati dei sondaggi tradizionali.
La correlazione rivelata arriva fino all'86 per cento. Inoltre, spiega Noah, "con più di sette milioni di tweet al giorno, questo flusso di dati può potenzialmente permetterci di avere molto velocemente il polso su quello che interessa la popolazione".

Claudio Tamburrino
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