Sony rinuncia a Shock and Awe

Dopo le polemiche sorte sulla richiesta di registrazione per uso commerciale della frase legata alla guerra in Iraq la multinazionale giapponese ci ripensa

Roma - E' una multinazionale di poche parole Sony quando vuole, e questo è un caso che ha voluto commentare il meno possibile. Ed è forse comprensibile, visto che la novità sta nel fatto che Sony ha ritirato la richiesta di brevetto sulla frase "Shock and Awe", quella utilizzata dall'apparato militare americano per descrivere alcune operazioni della guerra in Iraq.

Un portavoce Sony ai giornalisti ha confermato: "Abbiamo ritirato la richiesta di brevetto presentata lo scorso 21 marzo".

I motivi della retromarcia sono piuttosto evidenti. L'intenzione di Sony di trasformare quella frase nel titolo di un videogioco per la sua Playstation o in uno slogan commerciale non era piaciuto a tanti, considerate anche le diffuse preoccupazioni di certa parte della pubblica opinione secondo cui l'intervento militare in Iraq, veicolato in Occidente da televisione e altri media, potesse essere percepito soprattutto dai più giovani alla stregua di un videogame.
Ciò non toglie, comunque, che la stessa Sony e molte altre aziende abbiano fatto richiesta per brevettare altre terminologie relative a questa e ad altre guerre per sfruttarle a fini commerciali.
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3 Commenti alla Notizia Sony rinuncia a Shock and Awe
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  • Qualche giorno ho sentito su Radio 1 una discussione al riguardo.
    A quanto pare la Sony non e' stata la sola Azienda a chiedere il brevetto, ma una delle tante.
    In ogni caso da parti dell' Amministrazione USA erano uscite dichiarazioni che affermavano che il brevetto non sarebbe uscito dagli States, per rispetto ai soldati americani, all'impegno degli States nella guerra ... bla-bla-bla.
    Non mi stupisce quindi il ritiro della Sony, anzi ricordo che dopo aver sentito queste notizie lo avevo previsto.
    Naturalmente ora motivano il gesto con il rispetto etc. etc.

    Ciao, Oscar.
  • Come fa la Sony, azienda di un Paese che ha subito nella II Guerra Mondiale i tragici bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, a non avere un minimo di rispetto per le persone (di entrambe le parti) morte in Iraq?

    Questa totale mancanza di etica delle multinazionali, unita al potere senza limiti che stanno acquisendo sui nostri legislatori (e quindi sulla nostra vita), e' veramente inquietante.

    Saluti
  • una persona *può* avere etica.

    una multinazionale no.

    è composta da tante persone e migliaia di azionisti; se solo una delle persone della dirigenza lascia intendere che preferisce l'etica ad un margine di guadagno leggermente superiore, gli azionisti, spaventati, scappano via, togliendo loro un sacco di fondi...troppi.

    almeno penso. non è che me ne intenda d'economia. ma è l'unica ragione logica che mi porta a rispondere a "perchè le multinazionali cercano sempre soldi?". Sono invischiati in un circolo vizioso, nel quale il comportamento peggiore e più "capitalista" di ogni membro della dirigenza viene preso ad esempio, tendendo al peggio, al guadagno fine a sè stesso.


    e adesso -considerazioni personali e paranoidi quanto volete- io credo che questo sistema qualcuno lo voglia così.


    avvelenato paranoico