Claudio Tamburrino

Imagine cup, edizione 2010

Dalla Federico II di Napoli il gruppo che parteciperÓ alla fase finale di Varsavia. Premiata la mobilitÓ sostenibile, piazzati mercato del lavoro social e tavolini multitouch dietetici

Napoli - Si è chiusa ieri la finale italiana di Microsoft imagine Cup, la competizione sponsorizzata da Redmond e arrivata all'ottava edizione, che permette a programmatori di tutto il mondo di mettersi a confronto con le loro idee e le loro capacità al motto di "Immagina un mondo in cui la tecnologia permetta di risolvere i problemi più grandi". Incoronato a rappresentare l'Italia nella finale mondiale che si svolgerà a Varsavia, dal 3 all'8 luglio 2010, il gruppo Error 404 dell'Università Federico II di Napoli.



Finisce con Napoli, e da Napoli era iniziata la finale per i partecipanti italiani: degli oltre 6mila universitari italiani che hanno partecipato al concorso, l'evento finale ospitato nelle sale dell'università campana ha visto scontrarsi 12 team provenienti da otto diverse università italiane.
"Il numero degli studenti che partecipa all'iniziativa cresce anno dopo anno" ha detto Mauro Minella, Academic Relations Lead di Microsoft Italia. E proprio per questo accanto alla categoria tradizionale "Software Design" quest'anno ne sono state aggiunte due nuove: "Game Design" e "Surface Interaction Design", dedicata al dispositivo multitouch di Microsoft. Solo dalla prima, in ogni caso, è uscito il vincitore dell'edizione italiana che avrà l'onere di confrontarsi con gli altri partecipanti in Polonia.

L'argomento di quest'anno della competizione era l'attuazione degli otto Millennium Development Goal delle Nazioni Unite: macrotemi che intendono comprendere tutte le maggiori problematiche a livello globale e per le quali l'ONU si è ripromessa di individuare qualche forma di sollievo entro il 2015 (dalla povertà estrema e la fame, all'educazione primaria universale, passando per la lotta all'HIV, la malaria e altre malattie, e infine la sostenibilità ambientale).

Gli studenti Raffaele Galiero, Clemente Giorio, Giulio D'Angelo e Ivana Cipolletta della Facoltà di Informatica dell'Università Federico II di Napoli si sono quindi aggiudicati la possibilità di partecipare all'ambita finale grazie al progetto Lift4U, una piattaforma di mobility management che punta a ottimizzare gli spostamenti, diminuendo il consumo di energia e promuovendo la mobilità sostenibile.

Riprendendo le fila di un precedente progetto della stessa Università, presentato a un edizione passata di Imagine Cup, Lift4U vuole costruire un punto di riferimento gestionale per organizzare il car pooling e car sharing, nonché (offrendosi in questo modo come strumento per l'amministrazione comunale) per i mezzi pubblici: un servizio, in pratica, che integri tutte le possibilità di spostamento metropolitano. Tecnicamente il core del progetto è costituito da una serie di API integrabili su qualsiasi piattaforma e dispositivo mobile, e si sviluppa in un portale accessibile via Web e un client mobile per smartphone.

La piattaforma integra al suo interno elementi da social network (come schede degli utenti con dati relativi all'affidabilità alla guida, e alla "riduzione delle emissioni" finora registrate e percorsi effettuati nel caso del car pooling, nonché chat e forme di condivisione di foto e altri tipi di file) col lo scopo di allargare il bacino di utenza e infrangere la tradizione diffidenza nei confronti di guidatori estranei, coinvolgendo inoltre in maniera trasversale i partecipanti per sensibilizzarli sul problema ambientale.

Soddisfatti, i vincitori pensano ora a come prepararsi al meglio per Varsavia. "Ora inizia la parte più difficile - ha spiegato a Punto Informatico Giulio D'angelo - nelle prossime settimane dobbiamo lavorare per migliorare e completare il nostro software". Sulla stessa linea Raffaele Galiero, che ha sottolineato lo sforzo fatto finora: la "fatica" delle ultime due settimana che ha permesso di sviluppare l'idea iniziale e come beneficio collaterale è stato partorito un video che ha garantito particolare visibilità al progetto. Ora, tuttavia, inizia l'ultima parte della scalata: "Non voglio pensare alla traduzione in inglese della presentazione, mi sa che dobbiamo chiedere un mano per questo" ci ha confessato tra il divertito e il preoccupato Galiero.

Gli elementi del social networking hanno un ruolo importante anche nel progetto arrivato secondo nella categoria "software design", e lo stesso vale per il vincitore della selezione "Surface Interaction Design". A fermarsi ad un passo dalla trasferta polacca è stato infatti "Flexy", progetto di Davide Luzzu e Roberto Manca dell'Università degli Studi di Cagliari che, pur non affrontando direttamente il tema dei Millenium Goal, ha proposto una piattaforma che vuole servire ad ottimizzare il mercato del lavoro abbattendo il sommerso, snellendo la burocrazia, migliorando l'allocazione delle risorse e permettendo di reindirizzarle ad obiettivi altrimenti impossibili da perseguire: ad una prima occhiata sembra il prodotto più pronto, quasi direttamente trasferibile sul portale di un ipotetico Ufficio di collocamento.

Obiettivo è quello di far incontrare domanda e offerta di lavoro: permette al lavoratore di inserire le proprie abilità (con tag e valutazione su una scala numerica) e le proprie disponibilità, e al datore di lavoro di fare una semplice ricerca per skill e assumere il dipendente semplicemente con un click: avendo l'aspirazione di collegarsi con le istituzioni pubbliche, l'ufficializzazione del rapporto di lavoro, nonché il salario minimo da attribuire al lavoratore, saranno gestiti direttamente e istantaneamente da Flexy prendendo e inviando dati ai portali istituzionali. Ulteriori sue peculiarità sono il fatto di esser già pensato per un utilizzo touch, la compatibilità con Microsoft Outlook, XPS e anche gli altri principali formati, nonché l'integrazione con Facebook e Skype. Molto interessante la funzionalità di traduzione istantanea in 80 lingue nel caso di contatti tra persone di diversi paesi tramite i servizi VoIP (riconoscimento vocale e digitalizzazione automatica della traduzione in pochi secondi sullo schermo).

Il vincitore della Categoria "Surface Interaction Design", il progetto "Fooding" degli studenti Laura Stefani, Gianvito Toscano, Luca Trinchero e Roberto Turla del Politecnico di Milano, ha sfruttato il tavolo touch di Microsoft e ha preso ispirazione dalle principali funzionalità del social network, per sviluppare un applicativo destinato a ristoranti e locali che devono gestire file e attese con l'obiettivo di sensibilizzare sul tema dell'alimentazione: ogni utente può personalizzare il proprio profilo con gusti e abitudini alimentari per farsi consigliare dal dispositivo, che provvederà anche a fornire intrattenimenti (giochi e informazioni per un'alimentazione sana) per colmare l'eventuale attesa di un tavolo.

Due dei vincitori, Galiero e Giorio, hanno tra l'altro presentato anche un altro progetto per la categoria "Game Design", che è arrivato secondo: Somigox, un gioco strategico a turni pensato per Xbox, in cui ogni giocatore controlla un continente e utilizzando risorse, carte a sorpresa e varie strategie deve tentare di risolvere i Millenium Goal prima degli altri. A vincere per la categoria giochi è stato però il progetto "Bacteriovirus" del team NextSoft, formato da Claudio Musumeci, Stefano Musumeci, Dario Paraspola e Federico Fausto Santoro della Facoltà di Informatica dell'Università di Catania: progetto nato con l'obiettivo di sensibilizzare sul tema delle malattie con un gioco che vede protagonisti virus e anticorpi. Nel gruppo anche il più giovane partecipante all'edizione di quest'anno, uno studente che frequenta ancora il liceo.

Da ricordare anche il progetto ByBNet, realizzato dagli studenti della Facoltà di ingegneria Elettronica dell'Università di Genova, che fonde elementi di social network e un particolare sistema di pagamento per sviluppare un servizio Web destinato alle donazioni per le onlus (con un articolato algoritmo di intelligenza artificiale per tracciare l'efficacia delle loro attività), e il progetto Smart Sensor dei ragazzi dell'Università Bicocca di Milano, che applica sensori di movimento alla riabilitazione e al pronto intervento in caso di incidenti e disastri.

Idee, quelle giunte alla finale, tutte piuttosto concrete e appetibili: non è quindi un caso l'abbinamento avviato quest'anno tra questa iniziativa e un'altra, quella destinata alla selezione della "Startup dell'anno" secondo il giudizio di Microsoft Italia. Ha vinto in questo caso Genefinity, azienda che lavora ai film sottili per la diagnostica medica.

Claudio Tamburrino
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