Alfonso Maruccia

Microsoft contro il riciclaggio di click

Il gigante di Redmond annuncia di aver avviato due cause contro i protagonisti di una nuova truffa sullo sfondo dell'advertising. I responsabili avrebbero spinto gli utenti su siti capaci di moltiplicare i guadagni illeciti

Roma - Microsoft ancora contro le "frodi da click": dopo la causa contro il truffatore Eric Lam nel 2009, Redmond dice di voler perseverare nel duro contrasto a questo genere di pratica criminale e annuncia l'avvio di altre due iniziative legali. Una è rivolta contro svariati John Doe dall'identità ancora ignota, mentre l'altra prende di mira la società RedOrbit Inc. e il suo presidente Eric Ralls.

Sia in un caso che nell'altro l'accusa è la stessa, vale a dire "riciclaggio di click" e frode contro la rete di advertising gestita da Microsoft. I responsabili, hanno scoperto gli investigatori di Redmond durante le indagini, avevano trovato il modo di far aumentare "in maniera sensazionale" e irregolare i click pubblicitari su due siti del network adCenter, spingendo gli ignari utenti a fare click su script malevoli che dirottavano poi il traffico sui siti incriminati.

Microsoft, che si è mossa in difesa dei clienti del proprio network di advertising, sostiene che questa ennesima evoluzione delle frodi criminali in rete avrebbe potuto cagionare "centinaia di migliaia di dollari" di danno ai pubblicitari qualora non fosse stata scoperta e contrastata in tempo. A Redmond comparano le frodi Pay Per Click al riciclaggio di denaro, perché in entrambi i casi le fonti di un guadagno illegale vengono camuffate per apparire legittime.
"Crediamo che uno spazio di mercato sicuro rappresenti un elemento determinante per il commercio elettronico - dice l'avvocato di Redmond Brad Smith - e Microsoft continuerà a prendere iniziative aggressive lavorando con l'industria e le forze dell'ordine per proteggere la nostra piattaforma, i clienti e i pubblicitari".

Alfonso Maruccia
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